Da venerdì 17 a giovedì 23 gennaio

Firenze, Teatro del Maggio: debutta «Risurrezione» di Franco Alfano, da Tolstoj

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura, Eventi

«Risurrezione» (Wexford Festival Opera;  © CLIVE BARDA/ArenaPAL)

FIRENZE – Il primo titolo non di repertorio del 2020 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è una rarità assoluta, che viene messa per la prima volta in scena a Firenze venerdì 17 gennaio alle 20. Repliche il 19 (ore 15.30), 21 e 23 gennaio: «Risurrezione», opera del 1904 di Franco Alfano, su libretto di Cesare Hanau tratto dal romanzo omonimo di Lev Tolstòj. L’allestimento con la regia di Rosetta Cucchi è lo stesso che ha debuttato con gran successo due anni fa al prestigioso Festival di Wexford, in Irlanda, che propone esclusivamente titoli raramente rappresentati ma degni di riscoperta, assicurando poi loro, come in questo caso, nuova circolazione nei maggiori teatri d’opera europei. Come a Wexford, l’impegnativo ruolo della protagonista Katiusha è ricoperto dal soprano francese Anne Sophie Duprels; il tenore americano Matthew Vickers sarà il principe Dimitri, Leon Kim avrà il ruolo di Simonson, Francesca Di Sauro sarà Sofia Ivanovna, Ana Victoria Pitts il doppio ruolo di Korablyova e Vera, Romina Tomasoni (anche lei già a Wexford), interpreterà Matryona Pavlovna e Anna. Sul podio a dirigere l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino ci sarà il maestro Francesco Lanzillotta. I molti altri interpreti previsti provengono, oltre che dall’Accademia del Maggio, dalle file del coro.

La regia di Rosetta Cucchi, già autrice di produzioni per numerosi teatri italiani e internazionali, direttore artistico  Direttore artistico del Wexford Festival Opera, oltre che del Lugo Opera Festival dal 2001 al 2015 e della Fondazione Arturo Toscanini di Parma dal 2005 al 2018, si avvarrà delle scene di Tiziano Santi, già ben noto al pubblico del Maggio (sue anche le scene della «Bohème» ripresa dal teatro sotto le Feste). I costumi sono di Claudia Pernigotti, le luci di Ginevra Lombardo su progetto di D.M. Wood.

«Risurrezione» è un’opera nata dalle esperienze internazionali di Franco Alfano, che dopo gli studi al Conservatorio di Napoli sentì il bisogno di ampliare il raggio delle proprie conoscenze musicali viaggiando all’estero. A Parigi lavora qualche anno come autore di balletti per le Folies Bergères e si imbatte, nel 1902, nell’ultimo romanzo di Lev Tolstòj «Resurrezione» (1899), innamorandosene; per farne un’opera si avvale della collaborazione del commediografo Camillo Antona Traversi e del giornalista Cesare Hanau che firma il libretto, il primo in prosa della storia dell’opera italiana. Dal romanzo di Tolstòj era stata ricavata una riduzione teatrale da Henri Bataille, che Alfano conosceva e che in gran parte segue, con l’eccezione dell’episodio dell’attesa del treno alla stazione, marginale nel romanzo e su cui invece Alfano costruirà tutto il secondo atto.

La critica sociale, al centro in Tolstoj, si attenua a favore dell’elemento sentimentale. I quattro atti dell’opera narrano infatti le sfortunate vicende della protagonista Katiusha e del suo amore infelice per il principe Dimitri; conosciutisi da ragazzini, i due si ritrovano nella casa di Sofia Ivanovna, zia di Dimitri per la quale Katiusha lavora come dama di compagnia; Katiusha si lascia sedurre da Dimitri, che dopo la notte d’amore parte per il fronte. La ragazza, incinta, è cacciata da Sofia Ivanovna e va alla stazione ad attendere il convoglio su cui viaggia il principe; vistolo con una donna, Katiusha, disperata, rinuncia a parlargli e inizia una tragica parabola discendente: morto il suo bambino, per sopravvivere finisce in un bordello e viene ingiustamente accusata dell’assassinio di un cliente. Dmitri si trova a essere fra i giurati che la condannano; si offre di sposarla per rimediare al male procuratole, ma Katiusha, pur amandolo ancora profondamente, sceglie di sposare un detenuto politico e di condividere con lui i lavori forzati in Siberia: solo rinunciando all’amore potrà finalmente risorgere e ottenere il suo riscatto morale.

«Risurrezione» debutta il 30 novembre 1904 al Teatro Vittorio Emanuele di Torino e porta per la prima volta alla ribalta il nome di Alfano (ora dai più conosciuto solo per il finale della «Turandot» di Puccini). Molti sono infatti gli ingredienti che garantiscono il successo di un’opera che dal debutto fino alla metà del secolo scorso registrava già un migliaio di recite, prima di essere accantonata negli ultimi trent’anni: il ruolo di grande impegno vocale di Katiusha, eroina appassionata e sofferente, l’ambientazione nella pittoresca cornice russa (in gran voga a inizio Novecento), una scrittura orchestrale ricca di suggestioni di stampo francese (è ben presente la lezione di Massenet e Debussy, assorbita da Alfano nei suoi anni parigini), e il moderno periodare libero e lontano dal numero chiuso, che sostanzia un declamato quasi continuo, interrotto solo da brevi momenti di acceso lirismo.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazzale Vittorio Gui)

Venerdì 17 gennaio alle 20. Repliche domenica 19 ore 15.30, martedì 21 e giovedì 23 gennaio ore 20

«Risurrezione». Musica di Franco Alfano. Dramma in quattro atti (dal romanzo di Lev Tolstòj). Parole di Cesare Hanau. Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Direttore Francesco Lanzillotta. Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Regia Rosetta Cucchi. Scene Tiziano Santi, Costumi Claudia Pernigotti. Luci Ginevra Lombardo su progetto di D.M. Wood.

Caterina Mikaïlowna (Katiusha) Anne Sophie Duprels, Principe Dimitri Ivanovitch Nekludoff Matthew Vickers, Simonson Leon Kim, Sofia Ivanowna Francesca Di Sauro**, Matrena Pavlovna / Anna Romina Tomasoni, Una vecchia serva Nadia Pirazzini*, Vera / La Korableva Ana Victoria Pitts, Fenitchka Barbara Marcacci*, La Gobba Filomena Pericoli*, La Rossa Nadia Sturlese*, Una donna Silvia Capra*, Kritzloff / Secondo contadino Lisandro Guinis*, Capo Guardiano Gabriele Spina*, Guardiano Giovanni Mazzei*, Un impiegato della stazione Nicolò Ayroldi*, Un ufficiale / Primo contadino Nicola Lisanti*, Un mujich Egidio Massimo Naccarato*, Un cosacco Antonio Montesi*, Fedia Giulia Bruni ***, Prima detenuta Delia Palmieri*, Seconda detenuta Monica Marzini*, Terza detenuta Giovanna Costa*, Altre detenute Livia Sponton*, Sabina Beani*, Katja De Sarlo*, Nadia Pirazzini* (*artisti del Coro del Teatro del Maggio – **artisti dell’Accademia del Maggio – ***Coro di voci bianche). Assistente regista Stefania Panighini, Aiuto scenografo Serena Treppiedi, Figurante speciale Maria Caterina Frani, Allestimento, scene e attrezzeria Wexford Festival Opera, Costumi Lowcostume, Roma, Parrucche Audello Teatro, Torino, Calzature Calzature Epoca, Milano. Allestimento del Wexford Festival Opera

Biglietti da 15 a 120 euro per la prima e da 10 a 100 euro per le repliche, in vendita alla biglietteria, nei punti Box Office e online sul sito del teatro

La recita del 17 gennaio 2020 sarà trasmessa in diretta da Rai Radio3.

Un’immagine delle prove dell’opera in sala orchestra al Maggio

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