La tesi del governatore toscano

Rossi: cambiare il Pd ispirandosi al socialismo e al popolarismo cattolico

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

Enrico Rossi  ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

FIRENZE – Del partito nuovo di cui parla Zingaretti sarà fondamentale l’identità politica e culturale, che sola può superare il leaderismo e stabilire una fiducia larga e durevole in un progetto collettivo. Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un post su Facebook. «La destra è riuscita a rielaborare le sue categorie fondamentali e a ripresentarle come risposte moderne alla crisi. La destra è nazionalista e insieme liberista, divide gli ultimi dai penultimi, tendenzialmente è razzista, antieuropeista, e promette ordine, sicurezza e mano forte da parte dello Stato – spiega Rossi – La sinistra si caratterizza invece per un pensiero debole che mette giustamente al centro i diritti individuali e la persona ma non riesce a costruire una critica dell’esistente e a prospettare un cambiamento profondo della società. Il motivo di questa debolezza risiede nel fatto che la sinistra per una lunga fase ha abbracciato, persino con entusiasmo, la globalizzazione e l’ideologia liberista, pensando che il mercato e il capitalismo avrebbero potuto, da soli, risolvere, con uno sviluppo impetuoso, tutte le contraddizioni e i conflitti», sottolinea il governatore toscano.

«Guardare oggi al socialismo democratico e al cattolicesimo democratico, per la sinistra significa riappropriarsi della propria tradizione e dotarsi di strumenti per darsi un’organizzazione forte, riconquistare il suo insediamento sociale trai i ceti meno abbienti, i lavoratori e i ceti medi produttivi e intellettuali, avanzare proposte di cambiamento dell’economia e della società, di creazione e ridistribuzione della ricchezza e di sviluppo sostenibile per il Paese. Altro che nostalgia, come qualcuno sostiene – conclude Rossi – Socialismo e popolarismo cattolico possono rappresentare il nuovo asse culturale e programmatico su cui rinnovareil Pd, forse cambiandone anche il nome».

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