Brutto passo indietro rispetto a Napoli

Fiorentina salvata da Dragowski: 0-0 col Genoa. Emergenza difesa: per Caceres e Milenkovic niente Juve. Pagelle

di Sandro Bennucci - - Approfondimento, Cronaca, Primo piano, Sport, Top News

Dragowski: rigore parato a Criscito e altri grandi interventi. Il migliore in campo (Foto Violachannel)

FIRENZE – Decidiamo che oggi sia San Bartolomeo. In onore di Dragowski: che ha salvato la Fiorentina contro il Genoa, conservando uno zero a zero poco entusiasmante, ma in ogni caso risultato migliore di una sconfitta. Drago, cioè San Bartolomeo, ha parato un rigore a Criscito, poi ha fatto almeno altre quattro parate decisive. Compresa l’ultima, disperata, deviando di pochi centimetri un pallone di Pinamonti, solo davanti a lui, negli ultimi minuti. Fiorentina involuta, rispetto alle partite con Atalanta e Napoli. E’ vero che c’era un rigore netto su Milenkovic, afferrato in area da Barreca, ma il giudizio complessivo non è positivo. Anche per una difesa assai ballerina: salvata solo dal citato San Bartolomeo. Ma c’è di peggio: Milenkovic e Caceres sono stati ammoniti. Erano diffidati e salteranno la Juve. Morale: viola a Torino praticamente senza difesa. Quindi il mlore, capogiro, a Castrovilli, costretto ad abbandonare il campo nella ripresa.  Pradè si deciderà a prendere il difensore che manca? E dovrebbe, il direttore sportivo, anche provvedere a prendere uno o due mediani. Iachini gli ha mandato un messaggio chiaro: schierando Eysseric e Maxi Olivera. Ossia ha raschiato il fondo del barile. Non aveva nessun altro. Aggiungo che anche l’allenatore, secondo me, non ha avuto il coraggio di far giocare, tutti e tre insie,e Chiesa, Cutrone e Vlahovic. I primi due hanno tirato in porta ripetutamente, senza risultato. Più vicino al gol Chiesa. Ma mai in gol. Cutrone generoso, anche nell’andare a prendersi palloni indietro, ma mai pericoloso sotto porta. Quando ha tirato l’ha sempre mandata lontano. Imitato anche da Lirola. No, Fiorentina da rivedere. Ho paura che non sia ancora guarita. E davanti ha partite difficilissime: mercoledì il quarto di finale di Coppa Italia a San Siro contro l’Inter. Poi la Juventus a Torino e l’Atalanta in casa. Iachini dovrà lavorare. Ma anche Pradè dovrà dimostrare di esser un direttore sportivo capace.

Gli striscioni della curva Fiesole per Narciso Parigi (Foto Violachannel)

NARCISO PARIGI – Piove a dirotto sul Franchi, aòòe sei di sera di sabato 25 gennaio: ma molti tifosi viola hanno la faccia rigata anche dalle lacrime: la scomparsa di Narciso Parigi è un dolore che da stamani, 25 gennaio, sta attanagliando tutti i fiorentini e tutti i tifosi viola. Che, mentre la Fiorentina entra in campo con il lutto al braccio, cantano a squarciagola l’inno del mito con la foto di Narciso sul display. Lo speaker recita i versi dell’inno e il Franchi parte con un grande coro collettivo: garrisca al vento il labaro viola. Minuto di raccoglimento stadio in religioso silenzio. Narciso uno di noi. Emozione vera, completa. Praticamente da parte di tutti. Maxistriscione della Fiesole: il tuto ricordo sarà tramandadato per generazioni. Ciao Narciso. E via con le formazioni. Iachini schiera, ragionevolmente, Cutrone e Chiesa davanti. Vlahovic in panchina. Nei cinque di centrocampo c’è Venuti al posto di Dalbert. Il Genoa si presenta con la divisa dei crociati. O della Croce Rossa: maglia bianca e grande croce nel mezzo. Una volta, in un Paese musulmano, l’Inter venne contestata per una divisa simile. Il Genoa fa la ragnatela a metà campo: il ragno è Schone, ex Ajax.Ma la Fiorentina è attrezzata: Castrovilli e Chiesa duettano pericolosamente in area rossoblù. Al 5′ il primo tiro in porta: è di Caceres, da 30 metri, mentre c’è l’ammucchiata in area. Pallone sul fondo di un metro e mezzo.

Lirola in azione (Foto Violachannel)

MILENKOVIC – Al 7′ Fiorentina ancora vicinissima al gol: Chiesa libera Venuti quasi sulla linea di fondo, cross al centro Lirola, davanti a Perini, non aggancia il pallone. Non basta. Un attimo dopo, su angolo battuto da Pulgar, svetta Milenkovic che colpisce la traversa. Ahi. Ma non importa. Sono i viola a condurre il gioco e a premere. Al 10 e all’11’, sempre su tiri di Pulgar dalla bandierina, Perin deve imporrre tutta la sua altezza per anticipare tutti i viola appostati in area. Purtroppo il calcio è spietato: se non segni rischi di subire. E’ una regola universale, non scritta, che puntualmente e inesorabilmente si verifica.

Minuto di raccoglimento per Narciso Parigi (Foto Violachannel)

DRAGOWSKI I – Infatti al 13′ arriva la doccia fredda: Pezzella stende Favilli in area, d dietro. Rigore e ammonizione per il capitano. Orsato di Schio non ricorre nemmeno al Var. Punta il dischetto e basta. Batte Criscito: Dragowski intuisce il tiro alla sua destra e respinge di ginocchio. Il Franchi esplode! Il portiere polacco è un eroe. Il suo poto da titolare, insidiato da Terracciano, per ora non è in discussione. E copre lo specchio, Drago, anche al 21′ su in tiro insidioso di Favilli deviato in angolo. Al quale risponde Cutrone (22′), sempre con un diagonale che non va lontano dal secondo palo. Brividissimo al 26′: Caceres batte malissimo una punizione, servendo Pandev, che scatta verso l’area viola, per fortuna chiuso dalla morsa Milenkovic-Pezzella capace di favorire l’intervento, in tutta sicurezza, di Drago. Un minuto dopo risponde Chiesa: conclusione a sfiorare di nuovo il palo alla destra di Perin. Che dire? Fiorentina intraprendente, ma poco incisiva. Cioè lo stesso male del periodo montelliano. Non riesce a far breccia nemmeno Chiesa, al 33′: ancora un fendente che lambisce il palo: stavolta alla sinistra di Perin.

MILENKOVIC – Nei duelli a metà campo, Castrovilli è più agile dell’ex viola Behrami, che però si rivela più scafato: perde la palla ma guadagna la punizione. Così come Favilli steso da Milenkovic: giallo per il difensore della Fiorentina. Che era diffidato e salterà la trasferta in casa Juve. Non è una bella notizia, visto l’anemico parco giocatori a disposizione di Iachini. Che il ds Pradè, finora, non è riuscito adeguatamente a rinforzare. Finisce senza sussulti, con un minuto di recupero, il primo tempo: che la Fiorentina ha dominato senza trovare lo spiraglio giusto. E per fotruna che Dragowski ha fatto una super parata sul rigore di Criscito.

CASTROVILLI – In avvio di ripresa la musica cambia poco. Batti e ribatti senza costrutto. Al 9′, dopo un felicissimo doppio scambio Benassi-Lirola, il pallone finisce a Cutrone, in area, che lo colpisce malissimo e non centra la porta. Ahi, Patrick! Anche Iachini resta basito e, poco dopo, al 13′, lo sostituisce con Vlahovic. E Nicola lo imita: fuori Pandev, che fa una visibile smorfia di dissenso, e in campo Sanabria. Al 18′ va in terra Castrovilli: si rialza ma non ce la fa. Che cosa è successo? Sembra un capogiro, si parla di congestione. Però non ce la fa e deve uscire. Brutto colpo per la Fiorentina. Entra Eysseric. Si distngue Behrami, nel Genoa:soprattutto per i colpi che mena. Al 22′ falcia Vlahovic: Orsato è lì ma non estrae il giallo. Nicola pensa di poter vincere: toglie Favilli e inserisce Pinamonti. Al 25′ applausoni per Eysseric: che prima impegna Perin in una difficile respinta, poi guadagna un angolo. Però, se avesse avuto il piede più cattivo…

DRAGOWSKI II – Il problema, tuttavia, è una Fiorentina sempre meno pressante. Sicuramente diversa dalla squadra in crescendo, anche a metà ripresa, rispetto a quella vista con Atalanta e Napoli. Il Genoa ne approfitta per riprendere fiato e addormentare la partita. Prova Chiesa, a risvegliarla, la partita: parte da metà campo, invano inseguito e strattonato, entra in area e mira il secondo palo: Perin ci arriva e respinge. Grande azione! Ma la porta genoana resta inviolata. Al 35′ Venuti mostra di non ssere un mediano, in un tentativo d’incursione a sinistra. Iachini rimedia. Come? Inserendo il redivivo Maxi Olivera. Una mossa obbligata: che vuol essere anche un grido d’allarme indirizzato a Pradè. Come per dire: mi compri un mediano vero? Non faccio in tempo a riprendermi dallo stupore che devo stropicciarmi gli occhi: al 38′ in un momento di confusione, Milenkovic rischia l’autorete. Dragowski riesce miracolosamente a respingere. E si ripete, un istante dopo, con una prodigiosa deviazione in angolo su perentorio colpo di testa ravvicinato di Biraschi. Replica la Fiorentina: Barreca si aggrappa alla maglia di Milenkovic, ma l’arbitro fa continuare. Poi Lirola si vergogna di se stesso, dopo un tiraccio inguardabile. Il Genoa riparte in contropiede: Pinamonti si presenta solo davanti a Dragowski che compie l’ennesimo miracolo, riuscendo a toccare il pallone quel tanto che basta per evitare il gol. Straordinario Drago! Sei i minuti di recupero. Viene ammonito anche Caceres, pure diffidato. A Torino mancherà anche lui, oltre a Milenkovic. La Fiorentina affronterà la Juve senza la difesa titolare. Che bella prospettiva. Intanto non basta il lungo recupero: finisce senza gol contro il Genoa. E meno male che c’era Dragowski, ossia San Bartolomeo. Consolazione: La porti un bacione a Firenze, intonata da Narciso Parigi, mentre il Franchi si svuota.

Fiorentina (3-5-2) Genoa (3-5-2) 
Dragowski8Perin6,5
Milenkovic5,5Biraschi6
Pezzella5,5Romero6
Caceres5,5Criscito5
Lirola5,5Ghiglione6
Castrovilli (nel st dal 20' Eysseric, 5,5) 6Behrami (nel st dal 44' Jagiello, sv)5,5
Pulgar6Schone6,5
Benassi5,5Sturaro6
Venuti (neo st dal 36' Maxi Olivera, sv)5Barreca5,5
Cutrone (nel st dal 14' Vlahovic, 5,5) 6Pandev (nel st dal 16' Sanabria, 5)5
Chiesa6Favilli (ne st dal 24' Pinamonti, 5,5)6
All.: Beppe Iachini5,5All.: Davide Nicola6
Arbitro: Orsato di Schio5,5
Marcatori:
NoteAmmoniti: Pezzella, Schone, Milenkovic, Favilli, Venuti, Sturaro, CaceresSpettatori: 32.903 (di cui 29.041 abbonati) per un incasso totale di 407.350 euro

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Sandro Bennucci

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