Venerdì 6 marzo alle 21

Coronavirus: non si ferma il Teatro delle Arti di Lastra a Signa, che mette in scena «Farsi fuori»

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura, Spettacolo

Una scena di «Farsi fuori»

FIRENZE – Venerdì 6 marzo il Teatro delle Arti di Lastra Signa (Firenze) non si ferma per il coronavirus e mette in scena «Farsi fuori», finalista al premio In-box 2019, che si dipana attorno al tema della maternità.

Naturalmente gli ingressi saranno ridotti al minimo – 100 spettatori per sera – e attuati in modo da garantire il  rispetto delle indicazioni del decreto del 4/3/20 e della distanza da esso prevista per il pubblico.

Sulle motivazioni Gianfranco Pedullà, direttore del Teatro delle Arti, ha diffuso una nota: «Informiamo che la direzione del Teatro delle Arti ha deciso – pur aderendo allo spirito e alle norme presenti nel recente decreto governativo sull’emergenza del virus COVID.19 – di mantenere vive le proprie programmazioni teatrali e cinematografiche. Le attività fino al 3 aprile 2020 saranno limitate a cento spettatori ad apertura di sala; ogni spettatore avrà il posto numerato ad una distanza superiore ad un metro (come prescrive il suddetto decreto). Conseguentemente (in accordo con il Comune di Lastra  Signa) il Teatro delle Arti ha deciso – fino a nuove disposizioni governative – di non sospendere la propria programmazione teatrale e cinematografica per dare un messaggio positivo ai nostri spettatori, ma anche per rispettare gli artisti ospiti e il lavoro dei nostri collaboratori».

E veniamo allo spettacolo in programma soltanto oggi, venerdì 6, «Farsi fuori», che vede in scena Marco Quaglia e Luisa Merloni, che firma anche testo e regia di questa produzione PsicopompoTeatro: siamo la prima generazione che sceglie davvero se essere madre o no? E come si arriva a questa scelta? E cosa accadrebbe se una donna di oggi, moderna ed emancipata, magari proprio un’artista contemporanea, si trovasse di fronte all’Arcangelo Gabriele, venuto per farle l’Annunciazione? Lo spettacolo parte da questo humus e lo sviluppa in una chiave comica, dove la comicità, che spesso si nutre di contrasti, illumina il conflitto senza volerlo risolvere. In una società che vede forse per la prima volta una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità, come scelta, come dovere, torna ad essere tema discusso e controverso nonché un nodo nevralgico dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità.

Femminismo è una parola che sta tornando alla ribalta del dibattito pubblico. Sempre, irriducibilmente scomoda. Eppure è nel solco del pensiero femminista che troviamo queste parole: margine, eccentrico, nomade. Parole che richiamano un fuori, un luogo vicino ma altro, radicalmente altro, sempre in trasformazione, un luogo che non esiste, se non siamo noi a farlo esistere. Farsi fuori, dunque, per non essere fatte fuori, anche.

Disponibile su prenotazione un servizio navetta che collega il teatro al capolinea Villa Costanza della tramvia.
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 13 euro per over 65, soci Coop, soci BCC, soci Biblioteca Comunale e Amici del Museo Caruso, 8 euro fino a 26 anni.
Info, prevendite e prenotazioni: Teatro delle Arti – viale Matteotti 5/8, Lastra a Signa (FI), Tel. 055 8720058 – 331 9002510 www.tparte.it
Prevendite online su www.ticketone.it e nei punti vendita dei circuiti Boxoffice Toscana e Ticketone (tel. 892.101) compresa Coop Lastra a Signa.  Presso il teatro delle Arti dal lun al ven 10-14 mart giov ven anche 14-17. La sera di spettacolo dalle 19.

 

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