La miriade di esternazioni crea confusione fra i cittadini

Italia, record mondiale di morti. Governo indeciso, esperti confusi, la gente esce per strada

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica, Salute e benessere

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante l’intervista alla tv tedesca Adr (Foto ANSA)

Ho più volte criticato e contestato la comunicazione dispersiva e incongruente del Governo e dei vari esperti che in questo mese hanno fatto a gara per offrirci la loro illuminata opinione. Ma siccome le opinioni non erano coincidenti, hanno creato sempre maggiore confusione. Per non parlare del premier Conte che si è esibito, con vanagloria degna di miglior causa, con la sua bella pochette, in conferenze stampa, videomessaggi, punti stampa innumerevoli senza dare, in conclusione, un messaggio univoco alla popolazione.

Non è tutta colpa sua, perché la miriade di esperti di cui si è circondato non lo ha certo aiutato. Gli esperti di comunicazione governativa  hanno per di più approntato un complesso di esternazioni da far invidia al circo Barnum, visti gli effetti devastanti di alcune dichiarazioni di ministri o di ambienti di ministeri e presidenza non meglio identificati, contraddittorie e intempestive, quindi controproducenti, A questi si sono aggiunti itorme di esperti virologi, gruppi di protezione civile e simili altre organizzazioni, Per non parlare delle inutili e perniciose istituzioni internazionali, Ue e Onu in testa, e dei tanti privati che cercano una facile pubblicità nello sterminato mondo del web.

L’ultimo scivolone, spiace dirlo (oltre a quello già biasimato di Borrelli, che – dopo poche ore smentisce Conte sulla fine dell’emergenza, salvoi poi fare ulteriore retromarcia), è stato del ministero dell’interno, con la contestata circolare sulle passeggiate, interpretata da quasi tutti come liberi tutti di andare a prendere l’ora d’aria, visto che la si concedeva ai cani, ma non ai bambini e agli anziani.

Un rapido riassunto degli appelli e dichiarazioni più recenti di vri personaggi pubblici. Tralascio quelli iniziali di molti esponenti della sinistra che hanno procurato notevoli danni (abbraccia un cinese, Milano riparte, aperitivo a Milano, contro i cinesi pregiudizi fascioleghisti).

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ANSA / MATTEO BAZZI

Già a metà marzo, dopo molti inviti a stare a casa, si era manifestata la tendenza degli italiani a uscire o a continuare a uscire e il ministero dell’interno aveva inventato l’infinita serie di autodichiarazioni che i cittadini dovevano firmare per giustificare le uscite. pene severissime, qualche procuratore interpretava anche possibili condanne fino a 12 anni, un clima da Stato di Polizia. Poi la retromarcia parziale, che il ministero dell’Interno ha cercato di rettificare con varie interpretazioni. Crediamo che Conte e Mattarella non siano rimasti molto soddisfatti di questa situazione. conte si è espresso chiaramento, Mattarella è restato dietro le quinte.

Ma il guasto ormai era fatto, la licenza di uscire era stata recepita dalla gran parte della popolazione, i Governatori e i sindaci, da Nord a Sud protestavano, consci di come le loro popolazioni avrebbero recepito questi messaggi contraddittori.

Oggi, pur non uscendo e osservando la situazione dalla porta di casa, mi sono reso conto di code moltiplicate ai supermercati, più macchine in circolazione, autobus più pieni, memntre fino a ieri circolavano con una o due persone a bordo. Anche se i controlli a Firenze vengono fatti (oggi 3.800 con 106 sanzioni). Mentre, a livello nazionale, dall’11 marzo al 2 aprile 2020 sono state controllate complessivamente 4.375.624 persone e 1.946.991 esercizi commerciali. Ma questo esercito dispiegato sulle vie e sulle piazze d’Italia, nonostante il sacrificio e la grande professionalità delle Forze dell’ordine, ha visto in pratica vanificare gli sforzi per l’inettitudine della politica.

Questa situazione aumenta il pericolo di contagi, evidentemente. Ecco una serie di interventi di personaggi pubblici, che avevano avvertito il pericolo:

Il 18 marzo il’ex prefetto Serra affermava: «C’è troppa gente in giro, serve l’esercito per strada».  Si rendeva perfettamente conto della leggerezza con cui molti italiani già allora interpretavano la prescrizione del Dcpm che vietava i movimenti se non per attività indispensabili, come recarsi al lavoro, fare la spesa e acquistare beni indispensabili come i farmaci.

Dario Nardella

Il 20 marzo intervenne anche il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, che, parlando dei problemi legati al Coronavirus ha fatto anche un appello al Governo, ai microfoni del Corrierefiorentino.it:  «I Sindaci in Italia sono molto preoccupati. C’è ancora una eccessiva sottovalutazione del problema del contagio del Coronavirus. A Firenze, come anche in altre città si vedono ancora troppe persone in giro, spesso senza motivo. Abbiamo avuto segnalazioni di persone che vanno a fare la spesa anche più volte al giorno e in compagnia. Siamo alle porte del fine settimana e questo potrebbe essere un fattore di aumento dei contagi, visto che le persone sono invogliate a uscire». Salvo poi rispondere a un gruppo di mamme che potevano portare per una breve passeggiata i bambini.

Anche il governatore della Liguria Giovanni Toti, dopo la contestata circolare Lamorgese, postando sul suo sito facebook la foto della via Sestri piena di gente commenta: «Amici, queste sono le immagini di via Sestri a Genova questa mattina. Così proprio non ci siamo. Vorrei chiedere a questi sconsiderati cittadini se davvero ognuno di loro ha un buon motivo per essere lì. Fare la spesa, andare a comprare un giornale non può essere il pretesto per fare quattro passi al sole. È un comportamento irresponsabile, da idioti».

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha chiesto al Prefetto di Napoli la predisposizione di un massiccio servizio di controllo da parte delle Forze di Polizie e Forze Armate in alcune realtà dove si registrano picchi di contagio. «A Torre del Greco si è registrato un picco di 40 casi e una presenza irresponsabile e diffusa di persone nelle strade cittadine. Così a Casoria, Afragola e in strade centrali di Napoli. È necessario richiamare ogni cittadino a comportamenti responsabili. Ma è necessario, evidentemente un controllo più capillare e anche una attività repressiva».

Il Governatore della Sicilia Nello Musumeci: «Sono molto preoccupato dell’atteggiamento di relax che ha assunto la popolazione del Sud e in particolare di quella della Sicilia negli ultimi giorni. C’è una sorta di liberi tutti. La errata consapevolezza che il peggio sia passato. Chi fa questo è un irresponsabile, e mette a rischio la propria vita e quella degli altri. La linea del rigore e della intransigenza finora ha pagato – ha sottolineato -. Ma sappiamo che il picco deve arrivare e lo aspettiamo per questo mese».

Non riporto le iniziali dichiarazioni dei governatori di Lombardia, Piemonte e Veneto, tutte su questa linea, che sono state irrise e contestate dai  politici di sinistra che, come al solito, ritengono di avere la verità rivelata e di non sbagliare mai. Né quelle, eccessive, del sindaco di Messina Caten De Luca, che ha sparato a zero contro il Governo e Lamorgese.

Dunque occorre porre fine alla confusione in seno al Governo e alle polemiche, il Governo deve ritrovare la strada di una comunicazione corretta e affidata a un solo centro, non la protezione civile che può dare numeri, ma dovrebbe lasciare al Presidente del Consiglio le indicazioni principali, poche, chiare e nette, non una o più al giorno e ogni giorno. Non ci dovrebbero essere scontri (politici e non) fra istituzioni centrali e locali, visto che tutte dovrebbero remare per difendere la salute dei cittadini. Che, a giudicare dalle cifre, non mi sembra che sia stata molto ben tutelata da quest’esercito (istituzionale) di Franceschiello. Tutto questo bailamme rischia di vanificare gli sforzi e i sacrifici, a volte eroici, di personale sanitario, addetti ai pubblici servizi, alla distribuzione alimentare, alla sicurezza, ai trasporti e a molti altri settori che funzionano, nonostante tutto, e ai quali dobbiamo riconoscenza perché proprio loro, con professionalità e sacrificio, hanno salvato tante vite e ci hanno evitato guasti maggiori.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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