Migranti: Sea Watch e Alan Kurdi pretendono lo sbarco e accusano Europa e Italia

. EPA/FABIAN HEINZ / SEA-EYE

ROMA – ­«Un uomo di 24 anni ha tentato il suicidio a bordo della Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca con 149 migranti a bordo che in queste ore si trova a largo delle coste di Termini Imerese, nel palermitano, in attesa del provvedimento del governo italiano che ha previsto il trasbordo dei naufraghi su un’altra nave dove trascorreranno la quarantena. Dopo dieci giorni, la disperazione di alcune persone a bordo ha raggiunto livelli senza precedenti, dichiara la Sea Eye. Il giovane che ha provato ieri a togliersi la vita si trova, secondo il medico della nave, in un grave stato d’ansia dopo esperienze di violenza in una prigione libica e in rapporto conflittuale con altre persone salvate a bordo». Questa la tesi di Alan Kurdi, che aggiunge:

«L’uomo un pericolo per se stesso e per gli altri. E siamo certi che la condizione peggiorerà ulteriormente, ha detto la dottoressa Caterina Ciufegni nella sua relazione medica comunicata alla guardia costiera italiana. Un altro giovane è così stressato che da giorni ricorre ad atti di autolesionismo».

La capitana della nave Bärbel Beuse ha chiesto ieri pomeriggio l’evacuazione di tre persone. Pronta la risposta della Guardia Costiera italiana. Ma l’evacuazione non è stata facile. L’avvicinarsi delle motovedette della guardia costiera italiana ha causato, riferisce la Sea Eye, scene drammatiche a bordo.  «Trattenute da 10 giorni a bordo e talmente disperate, le persone a bordo volevano buttarsi in acqua alla vista delle motovedette. Non riuscivano a calmarsi», ha riferito il capo missione della Alan Kurdi Jan Ribbeck. L’operazione di evacuazione è stata completata solo dopo due ore».

«Morti di stenti e disperazione per colpa di un’Europa che ha scelto di non salvarli. Alcuni si sono buttati in acqua. Dodici delle 55 persone respinte in #Libia dopo 6 giorni in mare non ci sono più. È la fine che fanno le vite di serie B ai tempi di #Covid». Lo scrive, in un tweet, Sea Watch Italy.

Italia, migranti, ong


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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