Avvertimento diretto al premier, senza citarlo

Cartabia, presidente Consulta: in Costituzione non c’è spazio per diritto speciale in tempi speciali, siluro al premier

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano, Salute e benessere, Top News

Marta Cartabia, presidente della Corte Costituzionale, ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

ROMA – Oltre ai vari pareri politici e di esperti costituzionalisti, l’avvertimento più pesante all’abitudine del premier Conte di procedere a forza di Dpcm viene dalla Presidente della Consulta, Marta Cartabia. Nella relazione annuale sul funzionamento della Corte si legge questo passaggio illuminante: «Anche in piena fase di emergenza da coronavirus, il sistema istituzionale e giuridico resta quello previsto dalla Costituzione, nella quale non c’è spazio per alcun diritto speciale in tempi speciali. Semmai, la crisi si contrasta rafforzando ancora di più la collaborazione e il coordinamento fra le varie istituzioni, dal Parlamento al Governo, dalle Regioni alla magistratura. La piena attuazione della Costituzione – si legge in un passo centrale del documento – richiede un impegno corale, con l’attiva e leale collaborazione di tutte le istituzioni, compresi Parlamento, Governo, Regioni, Giudici. Questa cooperazione è anche la chiave per affrontare l’emergenza».
Infatti, sottolinea la presidente della Consulta, «la Costituzione non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali; e ciò per una scelta consapevole. Ma offre la bussola anche per ‘navigare per l’alto mare aperto’ nei tempi di crisi, a cominciare proprio dalla leale collaborazione fra le istituzioni, che è la proiezione istituzionale
della solidarietà tra i cittadini».

Una bacchettata micidiale alla prassi anticostituzionale del premier dalla pochette ben stirata, ma anche a tutti quelli che questa prassi hanno sopportato e agevolato, a partire da Mattarella, dalla magistratura allineata e da buona parte delle sinistre interessate a tenere sotto chiave il popolo italiano.

Se qualcuno multato per aver (in teoria) violato le disposizioni del premier e della sua cofana di inutili esperti facesse ricorso alla magistratura sollevando la questione di legittimità costituzionale ne vedremmo delle belle. sarebbe il modo giusto e legittimo per mandare a gambe all’aria Giuseppi e la sua combriccola, nonostante la colpevole inerzia di chi dovrebbe provvedere.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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