Su disposizione del pm Giuseppina Mione

Operazione antiriciclaggio: contanti a concerie della Toscana. 2 in carcere. 18 gli indagati

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

FIRENZE – L’operazione dei carabinieri avrebbe portato alla scoperta di denaro frutto di attività illecite per un totale di centinaia di migliaia di euro, che sarebbe stato «ripulito» attraverso l’invio ad alcune concerie della Toscana, con sede tra le province di Firenze e Pisa, grazie a una rete di spedizionieri compiacenti. E’ quanto scoperto dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze, che ha portato a due arresti eseguiti su disposizione del gip Silvia Romeo. Indagate complessivamente 18 persone. In manette, su richiesta del pm Giuseppina Mione, sono finiti due uomini residenti a Napoli, uno dei quali indicato come esponente di spicco di un clan camorristico.

Le accuse sono di riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per l’accusa i due arrestati, in qualità di referenti di ditte di pellami, avrebbero trasferito alle concerie toscane il denaro da riciclare. In base a quanto emerso, le ditte del Napoletano avrebbero emesso fatture false, verso le concerie del distretto toscano, facendo riferimento a ordini fittizi di merce e ricevendo in cambio pagamenti con bonifici bancari. I soldi venivano poi restituiti in contanti alle ditte del distretto conciario.

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