Soros: il futuro dell’Ue a rischio, la soluzione sono i bond perpetui

ROMA – «Il futuro dell’Europa è a rischio, la soluzione sono i bond perpetui», dice, in un’intervista pubblicata sul Sole 24 ore, il finanziere George Soros che, secondo lanci di agenzie, finanzierebbe molte Ong.

«Sono molto preoccupato per la sopravvivenza dell’Ue -dice- perché è un’unione incompleta. Erain corso di definizione, ma il processo non si è mai concluso e questorende l’Europa vulnerabile, non solo perché è un’unione a metà ma anche perché si basa sullo stato di diritto». E secondo il finanziere la sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla Bce  « è molto seria rappresenta una minaccia in grado di distruggere l’Ue quale istituzione basata sullo stato di diritto’. Una sentenza che ‘assorbirà gran parte dell’attenzione dell’unica istituzione europea in grado di fornire le risorse finanziarie per combattere la pandemia.I suoi sforzi dovrebbero essere rivolti al Recovery Fund, un fondo perla ripresa».

Soros ricorda di aver proposto «l’emissione di bond perpetui da parte dell’Ue, anche se ora penso che andrebbero chiamati consols (titoli consolidati) perché è con questo nome che le obbligazioni perpetue sono state utilizzate con successo dalla Gran Bretagna a partire dal 1751 e dagli Stati Uniti dagli anni settanta del 1800. I bond perpetui sono stati confusi con i coronabond, che il Consiglio europeo ha respinto – e a ragion veduta poiché implicano una mutualizzazione del debito accumulato che gli stati membri non sono disposti ad accettare. Tale confusione ha avvelenato il dibattito. Ritengo che la situazione attuale rafforzi la mia proposta relativa ai titoli consolidati. La corte tedesca ha dichiarato che gli interventi della Bce erano legali in quanto rispettavano il requisito di proporzionalità degli acquisti di titoli rispetto alla partecipazione degli stati membri nel capitaledella Bce. Ma l’implicazione ovvia era che gli acquisti non proporzionali allo schema di sottoscrizione del capitale potessero essere messi in discussione e considerati ultra vires dalla corte. I bond da me proposti aggirerebbero questo problema poiché verrebbero emessi dall’Ue come entità complessiva, sarebbero automaticamente proporzionali e tali resterebbero. Gli stati membri sarebbero tenuti soltanto a corrispondere gli interessi annuali, che sono talmente minimi – intorno allo 0,5% – che i bond potrebbero essere sottoscritti dagli stati membri sia all’unanimità che da una coalizione dei volenterosi».

Il finanziere ricorda che  «La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dice che l’Europa ha bisogno di circa un trilione di euro per combattere questa pandemia, a cui andrebbe aggiunto un altro trilione di euro per il cambiamento climatico. Se venissero autorizzati dagli Stati membri, i titoli consolidati potrebbero coprire questi importi. Purtroppo, la Germania e gli Stati della Lega anseatica guidata dai Paesi Bassi sono nettamente contrari. Ma dovrebbero rivedere la loro posizione. L’Ue sta ora valutando il raddoppio del proprio budget, che però fornirebbesoltanto circa 100 miliardi di euro, ovvero un decimo dei benefici che potrebbero derivare dai bond perpetui.  Gli Stati che vogliono mantenere al minimo il proprio contributo al bilancio dell’Ue dovrebbero sostenere i titoli consolidati. Sarebbero tenuti ad autorizzare determinate tasse, come un’imposta sulle transazioni finanziarie, che doterebbero l’Ue di risorse proprie, garantendo un rating di tripla A, ma le tasse non verrebbero necessariamente imposte perché i consols ne prenderebbero il posto. Sia questi Stati che il resto dell’Europa si troverebbero in condizioni assai migliori. Pagamenti annuali pari a 5 miliardi di euro, il cui valore corrente diminuirebbe in modo costante, fornirebbero all’Ue il trilione di euro di cui ha urgente bisogno, con un rapporto tra costi e benefici a dir poco straordinario».

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