Il premier non la esclude

Si torna a parlare di patrimoniale: e stavolta Conte non la esclude

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Nei momenti più bui della storia economica ecco che si riaffaccia l’incubo patrimoniale. Come lo stesso premier ha ribadito in conferenza stampa presentando il nuovo decreto Rilancio, uno dei punti di forza del nostro sistema economico è il risparmio delle famiglie. Dettaglio (di grandissimo conto) che ci ha permesso di non sprofondare in svariate occasioni. Su questa virtù degli italiani ha fatto leva a suo tempo Amato quando prelevò nottetempo il 6 per mille dai nostri conti correnti e adesso un altro politico, passato dalla destra alla sinistra pur di mantenere la poltrona, non esclude di ricorrere a questo sistema per depredare le famiglie e sostenere le spese sesquipedali , molte inutili e clientelistiche, che il governo delle quattro sinistre metterà in programma per sostenere redditi di cittadinanza, sanatorie per clandestini e interventi di questo genere. A spese degli italiani che hanno sudato una vita per mettere da parte un gruzzoletto o investire in immobili per i figli o i nipoti. Siamo in pieno regime marxista, ma con un governo simile e un Vaticano allineato non ci si meraviglia più di nulla.

Il grande risparmio privato degli italiani è una delle ragioni di forza della nostra economia, che tedeschi e olandesi ci invidiano e per questo vorrebbero rovinarci. Interrogato sul tema il premier  ha detto: «Ci sono tanti progetti, vedremo a tempo debito»,  quasi a lasciar intendere che l’ipotesi patrimoniale potrebbe essere messa sul tavolo del Governo. Cosa che invece, tempo fa, escludeva categoricamente.

Cos’è e come funziona la patrimoniale
Per finanziare l’impennata di deficit di quest’anno generata dalla crisi sanitaria da Coronavirus, l’Italia, che in cassa ha una ricchezza pari a circa 10mila miliardi, avrà bisogno di oltre 100 miliardi di euro.

La patrimoniale è un prelievo forzoso di capitale dai conti correnti di cittadini e imprese, intesa come misura eccezionale per affrontare una forte crisi economica. Legata, inevitabilmente, all’alto tasso di indebitamento pubblico e alla situazione critica delle finanze italiane. Un’imposta che può andare a colpire i beni mobili, come denaro, azioni e obbligazioni, oppure immobili, come case, proprietà e terreni. E che può essere fissa, quando viene versata indistintamente da tutti i contribuenti per lo stesso importo, oppure variabile, secondo scaglioni percentuali diversi in base al valore del patrimonio di ciascun contribuente. La patrimoniale può essere ordinaria, con cadenza regolare, oppure straordinaria, cioè applicata in casi eccezionali e dunque senza periodicità. Quella che Contee il Pd hanno in mente sarebbe di questo secondo tipo.

La “Covid-Tax” del Pd
Proprio all’inizio della pandemia il Pd aveva proposto una Covid-Tax che avrebbe preso la forma di un contributo di solidarietà per il 2020 e il 2021 a carico dei redditi più elevati, oltre gli 80mila euro, da destinare a tutti coloro che versano in situazioni di povertà a causa della crisi o in situazioni di grave difficoltà per la perdita completa del reddito, come i giovani lavoratori autonomi. La somma versata sarebbe stata deducibile e sarebbe partita da alcune centinaia di euro per le soglie più basse fino ad arrivare ad alcune decine di migliaia di euro per i redditi superiori al milione di euro.

Ma adesso, l’appetito vien mangiando, la soluzione verso la quale si starebbe orientando il Governo potrebbe copiare quella di Amato, introdursi di notte, furtivamente, nella tasche, anzi nei conti correnti degli italiani e rimpinguare le casse pubbliche, destinando il ricavato a sperperi vari, destinati alla clientela giallorossa. E Mattarella dorme sonni tranquilli.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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