Coronavirus, Anac: mascherine e guanti, boom dei prezzi. Governo spiazzato

Mascherine e guanti protettivi a prevenzione della diffusione del Covid-19, ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ROMA – L’allarme viene dall’Anac, l’Autorità anticorruzione, nella relazione annuale presentata oggi, 2 luglio, alla Camera: le spese per mascherine e altri dispositivi di protezione individuale contro il Covid-19 sono destinate ad una crescita consistente nel breve-medio periodo, visto che l’atteso riavvio delle attività dovrà essere supportato da una più ampia e capillare distribuzione. La domanda di tali beni potrebbe quindi attestarsi su valori multipli rispetto a quelli relativi al periodo già trascorso, impegnando una quota ancora più ingente della spesa pubblica nazionale. Una relazione, quella firmasta dal presidente, Francesco Merloni, che, indirettamente, si rivela come uno schiaffo al governo, il quale aveva sempre treorizzato che le mascherine devono poter essere acquistate a 50 centesimi. Evidentemente, il premier Conte, i suoi ministri e i consulenti non hanno il polso della situazione, nè le dinamiche di mercato.

Fra le principali criticità che possono occorre in simili frangenti, la relazione dell’Anac elenca: l’abnorme lievitazione dei prezzi rispetto ai prezzi riconoscibili ante emergenza e forte variabilità degli stessi sul territorio nazionale; lo scostamento nella qualità e quantità delle forniture rispetto alle caratteristiche richieste; la retrocessione dell’aggiudicatario dall’offerta, mancata stipula del contratto, mancato avvio o interruzione della fornitura; ritardi rispetto al termine di consegna; il mancato possesso, da parte dell’affidatario, dei requisiti di ordine generale necessari per contrarre con la Pubblica amministrazione.

Il rapporto Anac, naturalmente entra nel merito degli appalti. Che sono crollati. Nel primo quadrimestre 2020 gli appalti sono scesi del 24% per numero e del 33% in valore, pari a 18,6 miliardi in meno. La Regione più colpita è la Lombardia (-63%, pari a una flessione di circa 10 mld), mentre alcune Regioni nel primo quadrimestre 2020 hanno fatto addirittura registrare dati positivi, come il Lazio (+14%, pari a 550 mln). Lo sottolinea la relazione annuale dell’Anac precisando che a causa dell’emergenza sanitaria 22 mila procedure di gara, per un valore di 23 miliardi, non sono ancora state “perfezionate” (ovvero non è stato pubblicato il bando o la lettera di invito). Dal momento che il tasso di perfezionamento delle procedure si aggira attorno al 90%, è possibile ipotizzare che i dati definitivi, sia a livello nazionale che locale, saranno assai meno negativi di quanto appaiano attualmente. Sarà a ogni modo possibile avere il quadro completo sull’andamento del mercato solo nelle prossime settimane.

Anac: Più corruzione mafie, con Covid effetti devastanti, sottolinea il presidente Francesco Merloni. Il trend del fenomeno corruttivo delle mafie è in continuo aumento. Nel 2019 sono stati comunicati 633 provvedimenti di interdittiva Antimafia, contro i 573 del 2018, il 10% in più, e dal 2015 siamo circa a 2.600. Il dato è molto preoccupante perché le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi.

Anac: supercommissari? Deroghe indiscriminate sono caos. Sembrano riaffacciarsi in questi giorni ipotesi rischiose come quelle di un largo utilizzo dei ‘super-commissari’, del modello Genova per alcuni appalti sopra soglia, con amplissime deroghe, e l’affidamento diretto fino a 150.000 euro senza alcuna consultazione delle imprese. Non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio. Al contrario, le deroghe indiscriminate creano confusione e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

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