Le dichiarazioni della cancelliera e del premier

Recovery fund: incontro Merkel – Conte, la cancelliera non si sbilancia, ma preme per un accordo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

EPA/HAYOUNG JEON

MESEBERG – «Durante i mesi della pandemia che ha colpito così duramente il loro Paese gli italiani hanno reagito con straordinaria disciplina . Abbiamo un compito complesso ha continuato Merkel – quello di approvare sia il quadro pluriennale sia varare il Recovery fund e il cosiddetto Next generation Eu. Entrambi appoggiamo queste intenzioni e questo progetto. Per quel che riguarda le proposte di Charles Michel, ognuno ha i propri interessi ma siamo d’accordo sulla struttura di base. Charles Michel ha fatto una proposta che prevede che i Paesi trattino con la Commissione su come questi fondi vengano spesi, e alla fine il Consiglio deve decidere con maggioranza qualificata. Mi sembra una buona soluzione che io potrei sostenere. Giuseppe Conte ha dimostrato di essere proattivo con la sua agenda di riforme e anche la Germania farà la sua parte. Ne parleremo venerdì. Le opinioni sono ancora in parte divergenti ma penso che arriveremo ad un accordo». Lo ha detto la cancelliera Merkel in conferenza stampa con il premier Conte dopo l’incontro al Castello di meseberg.

«Non so se raggiungeremo un accordo o meno – ha detto Merkel – a prescindere dalle quote. Non è ancora certo. Il percorso da fare è ancora lungo. È importante che quello che abbiamo previsto come fondo di ripresa sia qualcosa di poderoso, di particolare, che non sia troppo ridimensionato. Il compito è enorme e anche la risposta deve essere poderosa».

CONTE: «E’ un negoziato molto difficile, ho sempre sottolineato le difficoltà ma ho cercato in modo ambizioso di rappresentare il comune obiettivo di una risposta Ue solida, forte e coordinata . L’Europa deve offrire soluzioni ai propri cittadini, non illusioni e paure, quelle lasciamole ai movimenti nazionalisti. L’Italia ha iniziato già un programma di grande prospettiva, ha adottato un provvedimento normativo che introduce semplificazione, un provvedimento che in Italia non è mai stato realizzato. L’Italia è per criteri di spesa chiari e trasparenti, non stiamo chiedendo fondi da utilizzare in modo arbitrario. In modo discrezionale sì, ma non arbitrario», ha detto il premier esortando ad arrivare quanto prima ad un accordo. «Introdurre condizionalità impraticabili per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund sarebbe una follia perché comprometterebbe l’efficacia del progetto e ostacolerebbe la ripresa europea. Tutte le volte che ho parlato con la cancelliera, anche in qualche passaggio in cui ci siamo trovati su differenti posizioni, ha sempre mostrato grande capacità politica e visione strategica, oltre che la consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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