Firenze, omicidio di via Rocca Tedalda: Dolfi non era un calciante. Oggi l’autopsia

FIRENZE – E’ stato chiarito da alcuni esponenti del Calcio storico che Fulvio Dolfi, il 62 pensionato ucciso a coltellato nel suo appartamento di via Rocca Tedalda, a Firenze, non era un calciante. O almeno avrebbe sì partecipato al corteo, ma non avrebbe preso parte alle partite. Intanto proseguono le indagini per far luce sul suo omicidio. Oggi, 18 luglio, sarà eseguita all’istituto di medicina legale del policlinico di Careggi l’autopsia. La Procura indaga per omicidio, come recita il reato scritto sul fascicolo dal pm di turno Fabio Di Vizio.

La morte risalirebbe a 3-5 giorni prima el ritrovamento del cadavere. Secondo quanto è emerso, Dolfi almeno fino a domenica 12 luglio sarebbe stato vivo, come avrebbero raccontato alcuni testimoni. A chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e dei soccorsi sono stati i vicini di casa non vedendo più l’uomo da alcuni giorni. Il corpo di Dolfi è stato trovato straziato con una ventina di coltellate, soprattutto all’addome, ma anche alla gola e alle spalle. Dolfi aveva un passato con precedenti penali per droga e rissa finendo anche in carcere. Ora era in pensione, così almeno diceva agli amici, dopo essere stato negli ultimi tempi portiere in una casa accoglienza gestita dalla Caritas. Le indagini della squadra mobile della questura, diretta da Antonino De Santis, sono a tutto campo, per cercare di risalire all’autore del delitto. Tra le piste seguite dagli investigatori anche quello dello spaccio di droga, ma non solo.

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