Versiliana (Lu): Gabrielli parla d’immigrazione e integrazione. Il caso del poliziotto di Vicenza

VERSILIANA (Lu) – Agnese Pini, direttrice de La Nazione, ha intervistato il capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza,Franco Gabrielli. Il Capo ha toccato temi di attualità come l’emergenza immigrazione, la sicurezza al tempo del Coronavirus, il rischio infiltrazioni della criminalità organizzata in rapporto all’attuale crisi economica.

«Quando si parla di immigrazione – esordisce Gabrielli – si parla sempre di emergenza, in realtà, in una situazione normale, i numeri non sarebbero emergenziali: si parla di circa 14 mila sbarchi da dicembre ad oggi, il 40 per cento dei quali sono cittadini tunisini. Il problema dell’immigrazione poggia su tre pilastri: i flussi migratori, che non sono legali, e non si può continuare a gestire tutto solo con la protezione umanitaria; c’è poi il problema dei rimpatri e ammiro chi spera nell’accoglienza totale, ma si tratta di una questione ipocrita e assurda: chi delinque deve tornare a casa. Le persone non sono pacchi postali e si devono fare accordi internazionali forti e inserire clausole con gli altri Stati. Il tema finale è quella dell’integrazione, è necessario far intraprendere a queste persone percorsi di integrazione sennò le lasciamo in mano alla criminalità».

Tornando agli sbarchi di immigrati «bisognerebbe garantire la quarantena a tutti – dice Gabrielli – ma a volte non ci si riesce e il nostro compito è quello di garantire la salute pubblica. L’afflusso di cittadini tunisini, non sempre rigorosi delle regole, ci sta creando non pochi problemi. Con la Tunisia abbiamo già stilato accordi e siamo in attesa di risposte dal loro ministero al quale abbiamo chiesto maggiori controlli e di rimpatriare chi non può stare in Italia. L’unica fortuna è che la Tunisia non è stata colpita gravemente dal Covid, e i ragazzi che arrivano in Italia sono quasi tutti sani e giovani».

Il caso di Vicenza, in cui un poliziotto avrebbe strattonato per il collo un immigrato: «Chi delinque in divisa delinque due volte. Ma – assicura – le nostre forze di polizia sono sane. Il contesto di Vicenza non è quello che si racconta nei 58 secondi, ma è molto più ampio; io stigmatizzo le modalità con le quali l’operatore ha agito nei confronti del ragazzo, però bisogna anche considerare tutto il precedente e cioè il fatto che questi operatori siano stati dileggiati, abbiano richiesto più volte di poter identificare queste persone e poi ho sentito parlare di razzismo, ma in questa vicenda non c’entra niente. Sono preoccupato che nel nostro paese si arrivi a un sentimento di discredito delle forze di polizia e del fatto che gli agenti possano essere tranquillamente dileggiati, sarebbe una deriva preoccupante».

Infine, nell’affrontare l’argomento dell’attuale emergenza sanitaria, ha sottolineato l’importanza della responsabilità personale quale strumento essenziale per combattere il virus. Ha infatti ribadito l’importanza di proteggersi e adottare le necessarie accortezze igienico-sanitarie cosicchè ognuno faccia la sua parte. Nel concludere il dibattito, Gabrielli ha rimarcato la necessità che nel nostro Paese si recuperi il senso di comunità ad ogni livello, pensando che le fortune di ognuno dipendono dal comportamento di ciascuno.

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