Il 15 ottobre a Pontedera e il 27 ottobre nel principale teatro di prosa cittadino

Firenze: riaprono la Pergola, il Teatro Era e il Teatro Studio, navigando «Verso un mondo nuovo»

 

La presentazione di «Verso un mondo nuovo» (foto Filippo Manzini)

FIRENZE – La Fondazione Teatro della Toscana naviga «Verso un mondo nuovo» fra tempeste e momenti di bonaccia: obiettivi attuali, la salvaguardia delle strutture, dei dipendenti e di tutte le professionalità che quotidianamente contribuiscono all’apertura del sipario; il rapporto con gli spettatori, gli abbonati e gli appassionati che in 1.000, fin dai primi momenti del lockdown, hanno rinunciato al rimborso dei biglietti per gli spettacoli cancellati dando alla Fondazione una spinta psicologica preziosa; il mantenimento di quel rapporto, attraverso il filo tessuto via web dalle trasmissioni di FirenzeTv, un successo nazionale che proprio nei mesi di lockdown ha riscosso l’attenzione e la fiducia di 4.500 iscritti e superato le 300.000 visualizzazioni; più recentemente, il lavoro sul territorio, coi giovani, per i giovani e con le scuole di ogni ordine e grado, nelle periferie e nei luoghi altri dell’area metropolitana.

Così sceglie come immagine rappresentativa della stagione il Teatro si che fa Arca, accoglie e protegge dalla tempesta (che finirà, promette la colomba). Il Teatro vuole essere l’agorà di una Firenze e di una Toscana culla di un nuovo umanesimo, laboratorio di una nuova stagione di consapevolezza della società sui grandi temi e valori.

Nel segno di questi la riapertura del Teatro della Pergola il 27 ottobre con Giancarlo Sepe, la sua Comunità e i nostri giovani, in «The Dubliners», spettacolo che prosegue la collaborazione avviata con Sepe, maestro della contaminazione dei generi, interprete del teatro come sintesi di tutte le arti, capace di azzerare la sterile distinzione fra innovazione e tradizione, fra ricerca e repertorio.

E quella del Teatro Era il 15 ottobre con Andrée Ruth Shammah e con il suo Teatro Franco Parenti che inaugura con «Cabaret tragico. Opera panica extralarge» di Alejandro Jodorowsky diretto da Fabio Cherstich, nel solco del prolifico rapporto di partenariato fondato sulla maestria della Shammah nel saper incarnare al meglio i principi che stanno alla base della visione progettuale della Fondazione, lingua e drammaturgia come materia vivente della continua sperimentazione del rapporto maestro/allievo, per una nuova vitalità del nostro teatro. Lo spettacolo apre poi anche la stagione del Teatro Studio di Scandicci.

I giovani stanno al centro della ripartenza, tanto che a loro va questa prima ribalta degli annunci (prima ancora che alle stagioni, che saranno rivelate in un appuntamento successivo alla presenza del nuovo Direttore Artistico, Stefano Accorsi, in carica dal 2021) proprio per sottolineare la centralità della loro presenza in tutti gli ambiti della vita del Teatro della Toscana. Saranno protagonisti, insieme a colleghi di maggior fama ed esperienza, nell’Inferno che Bob Wilson dirigerà per il settecentenario dantesco e che aprirà la stagione 2021-2022, seguito dalla presenza di Jungle Book.

Saranno presenti nel lavoro sulle coproduzioni che coinvolgeranno gli artisti che si possono considerare “associati” agli obiettivi della Fondazione: Euripides Laskaridis, Israel Galvan, Dīmītrīs Papaïōannou, Amos Gitai, Pier Lorenzo Pisano. Sono parte integrante della Grande Troupe de l’Imaginaire ensemble diretto da Emmanuel Demarcy-Mota e nato durante il lockdown, che coinvolge 7 nostri attori, con un corpo artistico di 97 persone, tra attori, scienziati, musicisti e danzatori.

Dopo un primo triennio di costruzione (2015-2017) e un secondo di consolidamento (2018-2020), il Teatro della Toscana si pone per il triennio 2021-2023 l’obiettivo del compimento di alcuni cicli artistici incentrati sulla pratica di un teatro che sia punto di sintesi fra tutte le arti nel rapporto fra tradizione e innovazione, ponendo le basi della visione futura. Una visione che si avvale della consapevolezza del ruolo di promotore internazionale conquistato nel rapporto con teatri, istituzioni culturali e di formazione di Parigi, Atene, Barcellona, Madrid, Oslo, Amsterdam, New York, nella rete cioè di partenariati che è nata, grazie al lavoro svolto insieme a Elisabetta di Mambro, per superare le categorie di nazionale e internazionale nella costruzione delle Stagioni e che ha come principi ispiratori i temi che stanno alla base della Carta 18–XXI ideata da Emmanuel Demarcy-Mota e condivisa con il Théatre de la Ville di Parigi: Arte, Scienza, Educazione/Formazione, Ambiente. Temi che costituiscono le linee portanti di ogni realizzazione, di ogni momento del Teatro della Toscana. La Carta è stata sottoscritta un anno fa in Palazzo Vecchio dalle autorità italiane e francesi, in occasione della prima italiana alla Pergola della coproduzione Mary Said What She Said con Isabelle Huppert diretta da Bob Wilson, spettacolo che certamente tornerà a grande richiesta in questa stagione. Una vera Istituzione europea, per una nuova unione dei Teatri Europei in costante evoluzione, che segue il movimento della vita, orientando con decisione le proprie scelte e i propri programmi sul fondamento dei grandi temi di Arte, Scienza, Educazione, Ambiente, condivisi con il Théatre de la Ville di Parigi e con il suo direttore Emmanuel Demarcy-Mota.

Proprio per far fronte all’incertezza dei nuovi tempi la Fondazione ha sviluppato un suo personale approccio all’accessibilità del teatro anche in momenti in cui le restrizioni non lo dovessero permettere: oltre al progetto delle Consultazioni poetiche, condiviso col Théatre de la Ville, la Fondazione ha commissionato alla penna di Pier Lorenzo Pisano il format originale Bento, drammaturgia componibile che gli attori consegnano a domicilio, e può essere fruita anche attraverso il citofono o per telefono.

Per quanto riguarda l’attività formativa, nel mentre che la Scuola Oltrarno di Favino completa il suo percorso di autonomia, il Centro di Avviamento all’Espressione (CAE) che opera dal 1979 per il superamento di ogni accademismo, seguendo rigorosamente le regole strutturate da Orazio Costa diviene lo strumento perfetto per la diffusione delle attività formative nei territori, nelle periferie, nelle scuole, nei più disparati luoghi di aggregazione, in situazioni di disagio, quali il Carcere Minorile, e nelle Asl, per la divulgazione del teatro come mezzo espressivo per ogni età e per ogni condizione. È questo il motore del fondamentale rapporto con il territorio, o meglio con i territori, e soprattutto con le Scuole e con i giovanissimi, che si potenzia da quest’anno grazie al progetto di Teatro Urbano condotto presso la Pergola e nell’Area Metropolitana Fiorentina da Manu Lalli con Venti Lucenti, con un lavoro espressamente dedicato alla prosa. In questo quadro il Workcenter Grotowski/Richards spazia da Pontedera a Firenze alle diverse destinazioni in tutto il mondo, come messaggero imprevedibile di un Teatro Nuovo grazie allo straordinario e inesauribile lavoro di Thomas Richards e di Mario Biagini. E in questo quadro, fondamentale è poi il salto di crescita de I Nuovi, i quali si costituiscono in un gruppo autonomo, supportato dal Teatro della Toscana con un sostegno economico che consentirà loro di realizzare un programma progettualmente libero presso il Teatro Studio di Scandicci. Non si parla più del Niccolini: speriamo venga recuperato quando il mare sarà meno minaccioso.

Sul territorio continua il lavoro della Compagnia delle Seggiole diretta da Fabio Baronti per la valorizzazione dei luoghi storici e delle tradizioni attraverso lo strumento teatro e per la vitalità del dialetto. Fra i luoghi toccati dall’azione della Compagnia anche il Teatro della Pergola, che registra il successo storico delle oltre 300 repliche del viaggio teatrale «In sua movenza è fermo».

I due spettacoli annunciati sono solo un anticipo: la presentazione della Stagione 2020/2021 con gli artisti e gli spettacoli dei “cartelloni gemelli” del Teatro della Pergola e del Teatro Era, con le attività dei Nuovi al Teatro Studio di Scandicci e le compagnie che faranno parte del programma, nonché per tutte le altre attività e gli altri spazi, la Fondazione Teatro della Toscana ci dà appuntamento il 14 ottobre alle 11 al Teatro della Pergola e il 15 ottobre alle 19 al Teatro Era di Pontedera. D’altra parte si naviga a vista…

 

 

 

Fondazione Teatro della Toscana, prosa, Stagione 2020-2021, Teatro della Pergola di Firenze, Teatro Era di Pontedera, Teatro Studio di Scandicci

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