La Regione retrocessa

Toscana zona rossa, anche di vergogna: troppi morti nelle Rsa. Cosa non ha funzionato

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Lente d'Ingrandimento, Politica, Salute e benessere

Si sussurra che la Toscana sia diventata repentinamente zona rossa per fare il paio con la Campania, e cercare di rendere meno violenti gli strilli del presidente partenopeo De Luca contro il governo. Può essere: questo esecutivo tira a campare, vuole evitare a tutti i costi le urne, si barrica dietro i pareri del comitato tecnico scientifico – ascoltandolo però a intermittenza, come ha fatto quest’estate – e non è impossibile che abbia deciso di far ingoiare la chiusura a Napoli facendo vedere che è in compagnia di Firenze. Ma se andiamo a valutare i parametri sui quali si basano le soglie di rischio per determinare i colori, si scopre che non è secondario il numero dei decessi. E qui la Toscana deve fare un serio esame di coscienza: quasi 1.800 morti da inizio pandemia sono davvero tanti. Troppi. Anche perchè in grande maggioranza ultraottantenni che avevano cercato assistenza nelle case di cura. Diventate focolai capaci d’infettare, contemporaneamente, decine di ricoverati e tutti quelli che si dovevano occupare di loro. Si pensava che il virus potesse attaccare e uccidere fuori, ma non dentro quelle che si definiscono residenze assistite per anziani. Quei luoghi dovevano essere super protetti fin dall’inizio. Soprattutto da parte di quei governanti e amministratori capaci di sostenere che si vince il Covid tenendo gli anziani chiusi in casa. In questo caso, persone in avanti con gli anni e bisognose di cure sono state rinchiuse e infettate tutte insieme. Provocando una sorta di sterminio generazionale.

BOLLETTINO – L’obiezione? Il coronavirus era sconosciuto, è arrivato e ha colpito. In maniera inaspettata. Vero. Ma la giustificazione poteva avere una sua validità nella prima ondata, da febbraio-marzo in poi. Già in quel periodo si vide che le case di riposo, ma anche i conventi con anziane suore, potevano trasformarsi in trappole micidiali. In estate, quando c’è stato il periodo di tregua, bisognava correre ai ripari: può darsi che siano state fatte le dovute sanificazioni. Ma si dovevano prendere provvedimenti rigidi in vista della prevedibile, e annunciatissima, seconda ondata che sarebbe arrivata in autunno. Seconda ondata che ha mietuto più vittime della prima, anche in Toscana. Scrivendo il bollettino con i dati della Regione, mi sono reso conto, con raccapriccio, delle decine di morti registrate giorno dopo giorno. Significa che c’è stata superficialità. Anche da parte di chi avrebbe dovuto controllare.

TRASPORTI – Ovvio che gli errori più evidenti siano stati commessi a livello governativo. Mi ha stupito, qualche sera fa, una onorevole signora, ossia una deputata, che scaricava la colpa sui giornali: sarebbero stati i titoli improntati all’ottimismo a fuorviare il governo. Ma dai! Lo stuolo di consulenti e scienziati di cui Conte e e la sua squadra si sono circondati non avrebbero dovuto far capire che lasciando riempire autobus e pulmini come tonnare non ci sarebbe stata la diffusione repentina del virus? Non era possibile pensare a un piano straordinario dei trasporti, magari coinvolgendo i bus non di linea e gli Ncc (noleggio con conducente), imponendo ovviamente costi  giustamente calmierati? Ovvio che non avremmo potuto far portare a scuola i bambini al prezzo in cui, abitualmente, trasportano nell’hotel a cinque stelle l’americano che sbarca a Peretola. Ma credo che anche loro, gli Ncc, pur di lavorare e dare un contributo al bene comune, si sarebbero adeguati. E non voglio continuare sulla polemica nata intorno alla scuola e ai banchi a rotelle: i consulentoni governativi avrebbero dovuto sapere che i bambini, e i ragazzi in genere, non amano il distanziamento. Troppo facile prevedere che le scuole sarebbero diventate cinghia di trasmissione del virus. Che fa vittime asintomatiche fra i giovani eppoi, come in una micidiale catena di Sant’Antonio, va a sterminare gli anziani.

GIANI – E ora? Un suggerimento, anche se non richiesto, a Eugenio Giani, presidente della Regione da meno di due mesi e quindi non responsabile di una situazione che, come sottolineato, ha varie radici. Non si consideri più in campagna elettorale, prenda decisioni anche impopolari e porti la Toscana fuori da questa situazione. Senza aspettare le prediche, o le indicazioni, di un governo inadeguato, che tira a campare per paura delle elezioni. Giani le elezioni le ha vinte: non deve manifestare timidezza. Ha capacità e buon senso. Intervenga subito, con determinazione. Anche nelle Rsa. Per impedire che la strage continui.

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Sandro Bennucci

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