Protesta di Confesercenti

Coronavirus, Black Friday resta fissato al 27 novembre. Con i negozi chiusi. Figuraccia del governo

di Gilda Giusti - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Salute e benessere, Top News

ROMA – Ennesima figuraccia del governo, che si rivela del tutto incompetente anche nel cercare una soluzione al Black Friday, la giornata di supersconti che resta fissata, almeno così pare, al 27 novembre. L’ipotesi di un rinvio del Black Friday è stato oggetto oggi, 22 novembre, di un confronto informale tra il Governo e le associazioni commerciali ma non sono state poste  le condizioni per uno spostamento in avanti della data. Lo si apprende da fonti di governo, che spiegano che i Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico hanno effettuato un sondaggio informale con le associazioni dei commercianti e della grande distribuzione, ma non è stata trovata una posizione unitaria di tutti i soggetti interessati. Morale? Il Black Friday in programma per il prossimo 27 novembre e 4 dicembre si terrà solo a beneficio dei grandi gruppi di vendita online. Non sembra molto corretto tenere questo importante appuntamento commerciale all’insegna degli sconti, con la mobilità ancora bloccata ed i negozi chiusi. L’occasione dei supersconti dovrebbe essere a tutti gli esercenti

Le organizzazioni di categoria avevano chiesto al governo d’intervenire. Confesercenti, attraverso il segretario generale Mauro Bussoni, aveva dichiarato: «Rinviare il Black Friday da un punto di vista di principio darebbe un segnale importante ai negozi, sul fatto che non ci sono solo ristori, ma atti politici. In questa situazione – spiegava Bussoni – con una buona percentuale di imprese chiuse per le restrizioni legate al Covid, si crea una condizione di impossibilità di competere e di effettuare vendite in modo diretto. L’incertezza inoltre porta molti ad anticipare gli acquisti natalizi, quindi questo Black Friday rappresenta un’occasione ghiottissima e se le imprese sono chiuse e opera solo l’on line è necessario garantire la concorrenza. In ogni caso, la nostra battaglia non la facciamo contro Amazon, con il quale peraltro abbiamo avviato dei colloqui per valutare possibili sinergie, ma è una battaglia contro un sistema che in questa situazione favorisce l’online. E’ un sistema che deve essere riequilibrato».

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post