Fu sindaco dal 1989 al 1995

E’ morto Giorgio Morales, già sindaco di Firenze. Aveva 88 anni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Eventi, Politica, Primo piano

Da sinistra: Giorgio Morales,  Mario Primicerio, Dario Nardella, Leonardo Domenici e Matteo Renzi ANSA/UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE

FIRENZE – E’ morto l’ex sindaco di Firenze Giorgio Morales, classe 1932. Socialista, fu eletto primo cittadino di Firenze due volte: nel 1989 succedette a Massimo Bogianckino, che dovette lasciare per un infarto, sostenuto da Pci, Psi, Psdi e Pli, nel 1990 formò poi una giunta di pentapartito (Dc, Psi, Pri, Psdi e Pli).  Ricandidatosi nel 1995 sotto le insegne di Forza Italia, fu sconfitto da Mario Primicerio.  Addio a Giorgio Morales, sindaco dal 1989 al 1995 – scrive Nardella su Facebook -. Ricordo con commozione la sua ultima visita a Palazzo Vecchio in occasione del compleanno di Primicerio. I fiorentini lo piangono nel ricordo profondo della sua dedizione al servizio della città. Alla famiglia giunga il nostro più sincero cordoglio».

Eugenio Giani, sempre su facebook: «Ci lascia oggi Giorgio Morales, il primo sindaco che mi chiese di servire la città di Firenze come suo assessore alla mobilità e ai lavori pubblici nel 1993. È sempre stato ancorato ai principi animati dal liberal socialismo dei fratelli Rosselli che lo avevano portato giovanissimo a legarsi al partito d’azione e poi al partito socialista. Quei valori che mi hanno permesso di conoscerlo e sentirlo come un vero e proprio riferimento politico. Nella mia mente si accavallavano tanti ricordi che mi leganoa lui, una persona di straordinaria competenza e preparazione, rigore morale, profonda umanità e grande amore per Firenze e la Toscana».

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Giorgio Morales è stato, in ogni ruolo che ha ricoperto, un politico capace di lavorare bene per Firenze. Socialista della sinistra di Valdo Spini, lavorò bene nella prima giunta Gabbuggiani, dal ’75 in poi. Quindi fu ottimo vicesindaco e quindi sindaco con Bogianckino, che dovette lasciare prima delle elezioni del ’90.

Morales fu quindi sindaco con il pentapartito, dal ’90 al ’95, e riuscì a portare a termine il mandato, nonostante lo sfaldamento dei partiti della Prima Repubblica dopo il ’92 (il Pci cambiò nome, la Dc si sfaldò e il Psi fu travolto da Mani Pulite). Morales seppe dare dimostrazione di grande responsabilità istituzionale, tenendo insieme una giunta che non aveva praticamente più riferimenti nazionali e, addirittura, nell’ultimo atto, riuscendo a trovare l’accordo con la Fiat di Romiti (grazie anche all’aiuto di Vannino Chiti, allora presidente della Regione) per la variante di Novoli, che consentì a Firenze di riguadagnare un po’ del tempo che le aveva fatto perdere Occhetto bloccando, nel 1989, il piano urbanistico.

Ma voglio aggiungere un’altra qualità di Morales: il grande rispetto per la stampa. Anche quando veniva attaccato pesantemente. Mai se la prese con i giornalisti. In quel periodo ero al vertice della cronaca di Firenze de La Nazione e il suo telefono era sempre disponibile, anche a notte alta. Nel 1994, durante la visita a Firenze del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, approfittai di Morales: Scalfaro non voleva parlare perchè il giorno prima, il Senato dominato da Berlusconi, aveva bocciato Spadolini ed eletto presidente Scognamiglio. Morales, da sindaco, aveva accompagnato in auto Scalfaro. Alla fine della visita, quasi con indifferenza, gli chiesi che cosa avesse detto il Presidente. E Morales, forse senza pensarci, rispose a tono: «E’ molto preoccupato». Accanto a me c’era Domenico Mugnaini, cronista dell’Ansa. Quella frase («Scalfaro è molto preoccupato») venne riportata da tutti i giornali. Morales il giorno dopo mi chiamò: dispiaciuto, ma non irritato. Un vero signore. Ci mancheranno la sua indiscussa capacità politica e il suo stile. Ciao Giorgio.

Sandro Bennucci

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