L'ipotesi del presidente della Regione

Coronavirus, Giani: «Voglio un Dpcm che porti la Toscana in giallo. E sabato negozi riaperti»

Piazza della Repubblica (Foto ANSA)

FIRENZE – Eugenio Giani vede una Toscana in pieno conto alla rovescia, in attesa cioè della nuova classificazione Covid tra le Regioni sperando, alla luce degli ultimi giorni, di uscire dalla zona rossa e di riconquistare spazi di movimento in prossimità del Natale. Giani ha ipotizzato, con evidente desiderio, un prossimo Dpcm calibrato diversamente dai precedenti, una sua road-map improntata a un ragionevole gradualismo. Fino al colore giallo. Tra i traguardi auspicati e immaginati da Giani c’è una ripartenza del commercio già sabato prossimo, 5 dicembre. Per poter ridare respiro al commercio e avere una regione libera in vista delle feste di fine anno.

Da zona rossa a zona arancione per una settimana, poi, appunto, regione gialla. «Se nasce un nuovo Dpcm ritengo si possa superare la logica che obbliga a stare 14 giorni in zona arancione prima di tornare zona gialla – ha detto Giani – dobbiamo partire dalla situazione in cui ci ha classificato il Cts, quindi una settimana arancione, ma poi ritengo che la settimana dopo dobbiamo passare in zona gialla. Siamo a 893 contagi, non avveniva da 40 giorni, questo mi fa pensare che invece di restare 14 giorni in zona arancione, si possa entrare in zona gialla. Ma questo dipende da cosa prevede il decreto».

Il numero inferiore di contagi misurato nelle ultime 24 ore è anche da raffrontare a un minor numero di tamponi (oltre 10.000, ossia diverse migliaia meno rispetto ai recenti standard giornalieri con picchi sopra i 18.000) e a un’insistenza nel numero dei decessi – altri 40 – che resta ancora nell’ordine delle diverse decine di persone morte per Covid ogni giorno. A vecchi focolai se ne aggiungono nuovi. Tra questi, la Cgil rende noto quello tra i 400 addetti diretti del centro smistamento delle Poste a Sesto Fiorentino (26 positivi fra cui un decesso) mentre un’altra Rsa è stata colpita a Stia Pratovecchio, in Casentino. Tuttavia, Giani è ottimista. I negozianti vedono scivolare via le loro attività ogni giorno di chiusura. Oggi un centinaio di loro ha protestato davanti alla Camera di Commercio di Firenze. «Resistiamo, esistiamo», c’era scritto sui cartelli.

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Ernesto Giusti


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