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Agrigento: pescatori di Mazara del Vallo condannati a 4 anni di carcere, non soccorsero migranti in difficoltà

Lampedusa, la corona di crisantemi lanciata in mare aperto dal papa, in ricordo di tutti i migranti che hanno perso la vita durante le taversate.

AGRIGENTO – Il tribunale e la procura di Agrigento continuano la loro solerte attività pro migranti  e condannano a una pesantissima carcerazione (4 anni) l’intero equipaggio di un peschereccio di Mazara del Vallo perché non avrebbe prestato soccorso ai migranti in difficoltà. Lo rivela il Corriere della Sera. L’accusa ipotizzata dalla Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, è stata quella di omissione di soccorso.Il naufragio avvenne nelle acque antistanti Lampedusa, dove il peschereccio Aristeus di Mazara del Vallo che stava pescando sarebbe stata la sola barca che, secondo le rilevazioni del sistema satellitare di controllo del mare, era in zona nell’ora del naufragio. Nel corso delle indagini, sono stati sentiti i 152 superstiti che hanno affermato che una o due barche, quella notte si sono avvicinate mentre loro erano alla deriva.

L’equipaggio del peschereccio, sentito dal pm Andrea Maggioni e dal procuratore capo Luigi Patronaggio, ha sempre negato ogni responsabilità. Il giudice invece ha condannato a sei anni il comandante, e quattro anni ciascuno a quattro componenti dell’equipaggio. Quella notte, secondo il racconto dei testimoni, qualcuno a bordo del barcone, su cui viaggiavano più di cinquecento migranti partiti dalla Libia, diede fuoco a una coperta intrisa di gasolio per attirare l’attenzione di due imbarcazioni che si trovavano in zona (una non è mai stata rintracciata). La colpa ricade tutta, secondo i magistrati agrigentini, sui pescatori condannati, per i clandestini che hanno dato fuoco al barcone nessuno interviene.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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