Il parere del coordinatore del comitato di Conte

Restrizioni, vaccino e scuole: le verità di Miozzo, coordinatore del Cts, e di Rezza, Direttore ministero salute

ROMA – La confusione regna sovrana nell’ambito del governo, ciascuno, dai ministri ai più improbabili esperti chiacchiera a ruota liberi e ciascuno offre le sua verità rivelata. Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, e Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, espongono la loro su tre argomenti scottanti:

Pranzo Natale: «Adesso si cercano delle alchimie per venire incontro alle legittime aspettative di milioni di persone. Ogni paese da’ le sue indicazioni – 2, 4 o 6 persone a tavola – e tutte cercano di andare incontro alle esigenze della popolazione pur consapevoli che sono esigenze ad alto rischio. Cosi’ a proposito dell’ipotesi che vi sia una deroga per il pranzo di Natale con due parenti stretti.

Vaccini: secondo Miozzo l’Italia è a buon punto: «Questo è il più grande piano di vaccinazione nella nostra storia in tempi così ravvicinati, quindi non si poteva immaginare che una bacchetta magica avrebbe risolto il problema. Il problema è quello della produzione di miliardi di dosi di vaccini perché non c’è solo l’Italia, c’è il pianeta intero a dover essere vaccinato”. “Ho comunque la percezione – ha concluso – che il nostro piano sia a buon punto. Tra i primi devono essere vaccinati ovviamente il personale negli ospedali e nelle strutture sanitarie, e gli ultra 80enni. Poi ci sarà una sequenza».

Scuola:  Miozzo ha sempre ribadito che la didattica in presenza va tutelata, ma afferma che se la curva dei contagi non si ferma sarà difficile far ripartire la didattica in presenza il 7 gennaio. «Le indicazioni sono di preoccupazione per questa disgraziata curva. Oggi siamo vicini ai 20mila contagi e ai 600 morti al giorno, le prossime 3 settimane saranno fondamentali perché rischiamo di tornare a 40mila casi al giorno oppure scendere. Se saremo bravi e riusciremo a scendere, l’inizio dell’anno nuovo consentirà la riapertura delle scuole. E’ stata data indicazione alle prefetture – ha spiegato – di fare dei tavoli di coordinamento e i prefetti stanno lavorando veramente bene e stanno creando i presupposti affinché il 75% dei ragazzi delle scuole superiori possa tornare a scuola il 7 gennaio – ha proseguito – ma è ovvio che se la curva epidemica schizza verso cifre insostenibili, anche questa data viene messa in discussione. Quindi è auspicabile che quella curva continui a scendere».

Rt – C’è la tendenza a un’inversione in atto, l’Rt tende a non scendere più e in questo momento dobbiamo avere atteggiamenti previdenti per evitare che l’epidemia riparta durante la campagna vaccinale: questo è un rischio da scongiurare. Così Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, intervenendo al Forum Risk Management di Arezzo. «Nelle scorse settimane – ha aggiunto – abbiamo visto una tendenza positiva, ma ora abbiamo un numero di decessi ancora alto, siamo sopra-soglia per i posti occupati in area medica e intensiva. Non stanno più scendendo l’Rt e l’incidenza. In questa situazione si impone prudenza».

«Sulla riapertura delle scuole molto dipenderà dalle dinamiche epidemiche negli specifici territori. Se dicessimo sin da ora che in tutta in Italia non c’è nessun problema, diremmo una cosa che andrebbe verificata. Non ho posizioni pregiudiziali, ma devo valutare giorno dopo giorno le dinamiche, perché rimettere in moto contemporaneamente molto attività può essere rischioso. Quindi bisogna procedere a piccoli passi e permettersi determinate riaperture dove è possibile, valutando caso per caso».

cts, Miozzo, restrizioni, scuola


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080