Gli scenari possibili da oggi in poi

Governo: crisi, le possibili conseguenze dello strappo di Renzi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Il presidente Sergio Mattarella (foto ANSA)

ROMA – Sono diverse le conseguenze dello strappo di Renzi: la creazione di una nuova maggioranza in Parlamento senza Italia Viva, le dimissioni di Conte, la creazione di un governo istituzionale oppure le elezioni anticipate. Ma durante la conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni delle ministre, Renzi ha detto: Non credo al voto, ci sono le condizioni in Parlamento per non andare al voto. Senza contare che Mattarella farà di tutto per scongiurare quest’ipotesi, non tanto per far fronte all’emergenza, quanto per allungare la vita di questo Parlamento a maggioranza M5S-sinistre, per garantire l’elezione di un suo successore orientato a sinistra.

La soluzione più morbida è quella che porta al rimpasto di governo: Conte cede e accoglie le richieste dei renziani, anche in termini di poltrone. Si continua con la maggioranza giallo-rossa e il governo mantiene la sua struttura di base, con i ministri chiave confermati e un rafforzamento della pattuglia di Italia Viva.

Altro scenario possibile un governo a maggioranza giallo-rossa senza Giuseppe Conte. Passa la linea di Renzi e la coalizione resta intatta. I due principali azionisti dell’esecutivo, M5S e Pd, accolgono le richieste di Italia Viva decidendo di continuare con la stessa maggioranza ma sacrificando il premier Conte. A guidare la squadra di governo un nome di peso dei cinquestelle o dei dem, o un’altra figura terza.

Se la crisi porta i renziani fuori dalla coalizione giallo-rossa, il premier Conte potrebbe cercare e trovare una nuova maggioranza con una pattuglia di responsabili, sostituendo i parlamentari di Italia Viva con transfughi di Forza Italia e componenti del Gruppo misto.

Un’altra ipotesi (molto improbabile) è che Conte si dimetta e lasci la leadership di governo a qualcun altro. Una delle possibilità, come riporta il Corriere della Sera, è che si facciano avanti i ministri Franceschini o Di Maio: uno a rappresentanza del Pd e l’altro nel nome del M5s.

Se Conte e la maggioranza giallo-rossa non trovassero soluzioni per andare avanti si aprirebbero diverse altre piste. A partire dal governo istituzionale di larghissime intese. A guidare il governo arriva un nome di peso, che si fa carico di guidare il Paese nel mezzo dell’emergenza coronavirus e della crisi economica per occuparsi al meglio del Recovery Plan. Nei mesi scorsi in questo senso si è più volte fatto il nome dell’ex governatore della Banca centrale europea Mario Draghi. Il tutto ovviamente passa dalla disponibilità dei principali partiti e dello stesso Draghi.

Un altro scenario possibile, ma altamente improbabile, prevede il ribaltone: un nuovo governo di centrodestra con l’ appoggio esterno dei renziani. Una ipotesi numericamente possibile ma che darebbe luogo a un governo traballante, anche a causa del margine esiguo che questa maggioranza avrebbe sia alla Camera sia al Senato. Questa ipotesi però è stata scartata da Renzi durante la conferenza stampa.

Nel caso in cui non si riuscisse a trovare una maggioranza in grado di sostenere il governo si andrebbe alle elezioni anticipate. Si tratta forse dello scenario al momento meno probabile ma comunque non da escludere. visto che, come sostiene il centrodestra, in quasi tutti i Paesi ci sono state o ci saranno elezioni durante la pandemia. Ma Mattarella e le sinistre, in accordo come un sol uomo, per le ragioni indicate sopra faranno di tutto per escludere quest’ipotesi.

Questi i possibili scenari di soluzione di una crisi alla quale ci hanno portato non tanto la mpandemia quanto Mattarella e Renzi. Il primo per aver deciso di affidarsi a due governi con maggioranze posticce e raccogliticce (giallorossa e gialloverde), il secondo per aver voluto prima l’elezione di Mattarella a Capo dello Stato, con questi bei risultati, e in secondo luogo per aver sponsorizzato proprio lui la creazione del governo giallorosso, per pura avversione contro Salvini. Gli interessi dell’Italia e degli italiani passano, ovviamente, sempre in secondo piano con qualsiasi maggioranza.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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