Insieme con il partner di ricerca Ipsos

Italiani pessimisti (7 su 10) sul futuro nell’era del governo Conte. Il sondaggio Legacoop

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA – Sette italiani su dieci sono pessimisti di fronte al 2021, pensano che il futuro non sarà in grado di segnare un miglioramento della situazione attuale e manifestano un forte bisogno di stabilità, sicurezza, giustizia sociale. È quanto emerge da un sondaggio condotto nell’ambito dell’Osservatorio Legacoop, ideato e realizzato dall’AreaStudi dell’associazione insieme con il partner di ricerca Ipsos per osservare l’evolvere degli andamenti e delle percezioni dell’opinione pubblica italiana su alcuni fenomeni economici e sociali di interesse per la cooperazione.

Alla domanda se percepissero in futuro un miglioramento della situazione attuale, il 73% degli intervistati ha risposto in modo negativo (il 55% prevedendolo poco migliore del presente, il 18% per niente). Positiva, invece, la risposta del restante 27% degli intervistati (con il 25% che prospetta un futuro abbastanza migliore del presente ed appena un 2% che lo attende molto migliore). Difronte a un futuro che fa paura assumono importanza centrale valori che rispondano al bisogno di costruirne uno di segno diverso.

Al primo posto figura la stabilità (espressa dal 44% degli intervistati), seguita dalla sicurezza (38%), dalla giustizia sociale (32%), dalla serenità (31%) e dall’uguaglianza (26%). Tra quelli che vengono percepiti come i “nemici” del futuro figurano ai primi cinque posti la corruzione (indicata dal 61% degli intervistati), le tasse (49%), il dilettantismo politico (46%), le ricchezze concentrate in poche mani (45%), la burocrazia (43%). A chiudere la classifica sono la flessibilità lavorativa (8%) e il centralismo (5%).

Dall’inizio dell’emergenza stiamo studiando le conseguenze economiche ma pure le ricadute sociali di questa crisi – commenta il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti – le nostre cooperative sono profondamente radicate nei territori e nelle comunità, e sono un ricettore di sensibilità, opinioni, paure. Per questo ci diciamo preoccupati. Queste analisi ci confermano che, settimana dopo settimana, sta peggiorando il clima del Paese e gli italiani sentono venire meno il coraggio e la voglia di reagire costruttivamente a questa situazione. In parte è ragionevole che sia così, perché questa pandemia si protrae ovunque e francamente non se ne vede un’uscita a breve. Però è compito di tutti che alle difficoltà del momento non si sommino sfiducia e preoccupazioni che potrebbero essere attutite o diminuite affrontando correttamente i problemi. Quando ci indicano gli ostacoli e le attese per il futuro, infatti, gli italiani sono molto precisi nell’individuare fattori strutturali che con la crisi c’entrano ben poco, ma ne aggravano le conseguenze e le ricadute sui cittadini. Qui sta il punto: stabilità, sicurezza, lotta alle diseguaglianze, sono gli elementi essenziali per tendere ad una società più giusta. Ma soprattutto sono gli elementi necessari a ricostruire un clima di fiducia in cui valga la pena resistere e investire sul futuro. La priorità e la preoccupazione di tutti deve essere: dare fiducia al Paese.

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