Vaccini: 54 milioni di dosi in Italia entro luglio. Regioni alla prova. La Toscana deve cambiare passo

In arrivo 54 milioni di dosi di vaccino: andranno usate con raziocinio, privilegiando vulnerabili e anziani
(Foto ANSA)

ROMA – Arriveranno 54 milioni di dosi di vaccino, in Italia, entro i prossimi 3 mesi. A luglio il 70% degli adulti italiani dovrebbe essere vaccinato contro il covid. Lo ha detto il commissario Ue per il mercato interno, Thierry Breton, intervistato da Fabio Fazio. La notizia viene data proprio nel giorno in cui l’Italia supera i 15 milioni di vaccinazioni. L’annuncio coincide anche con i dati indicati dal commissario, generale Francesco Figliuolo, che conferma l’accelerazione della campagna vaccinale capace di segnare una fase diversa: in tre giorni, infatti, sono state somministrate un milione di dosi di vaccino. Tutto ok? L’augurio è questo, ma bisognerà vedere se questi 54 milioni di dosi arriveranno davvero e, soprattutto, che uso ne franno le Regioni. La Toscana, e dispiace dirlo, finora non ha saputo gestire l’emergenza. Si procede, secondo voci accreditate, a distribuire dosi avanzate senza liste sostitutive precise. Gli ottantenni, che continuano a morire al ritmo di 20-30 al giorno, non sono stati ancora tutti vaccinati. E i settantenni si affannano a tentare prenotazioni che finora sono spesso saltate. Occorre un metodo preciso, che privilegi le persone vulnerabili e quelle di età avanzata. Ci si preoccupi di ottantenni e settantenni, eppoi si proceda con gli altri. Con liste precise, a chiamata, senza lasciare tanti anziani alle prese con gli scherzi dei computer.

Tuttavia, secondo la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, l’immunità di gregge potrà essere raggiunta ad agosto o settembre. E mentre è in corso la distribuzione delle oltre 400 mila dosi di Moderna arrivate ieri sera all’hub nazionale di Pratica di Mare, la nuova settimana della campagna vaccinale anti-Covid in Italia sarà segnata martedì dalla cruciale decisione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) su Johnson&Johnson, il monodose bloccato dopo pochi casi di trombosi su sette milioni di somministrazioni negli Stati Uniti.

Il probabile via libera al preparato dell’azienda Usa, con raccomandazione magari di usarlo per gli over 60 come AstraZeneca, darebbe rinnovato slancio alla fase di immunizzazione degli anziani e dei fragili. Proprio sul versante di Astrazeneca, il commissario europeo Breton ha detto che il contratto dell’Ue con l’azienda, che scade il 30 giugno, è a rischio di rinnovo a causa dei ritardi di consegna accumulati: «La mia priorità come gestore dei vaccini è che coloro con cui stipuliamo un contratto consegnino in tempo. Abbiamo ordinato 120 milioni di dosi per il primo trimestre e 180 milioni per il secondo. AstraZeneca ne ha consegnati prima 30 milioni e poi 70 milioni. E comunque niente è definitivo, continueremo a discutere».

Tornando alla campagna vaccinale italiana, il dato è che ha accelerato rispetto alle settimane scorse: un milione di dosi somministrate in tre giorni, appunto, di cui oltre 358 mila venerdì e, come ha scritto Matteo Renzi su Fb, 410 mila vaccinazioni sabato. Il commissario all’Emergenza Figliuolo aveva corretto la previsione di mezzo milione di dosi inoculate al giorno entro aprile, promettendone invece 315 mila tra il 16 e il 22 e l’obiettivo appare possibile.

Notizie confortanti? In teoria sì. Ma ripeto: verificheremo vedere se alla politica degli annunci, portata avanti prima dal governo Conte bis e ora continuata da Draghi, seguirà un vero, concreto  moltiplicarsi delle vaccinazioni. E sarà interessante saggiare la capacità reattiva delle Regioni, alcune delle quali, Toscana compresa, non si sono sapute organizzare nel modo giusto. Procedendo a caso, cercando di non sprecare i vaccini, ma senza privilegiare, nemmeno a scopo cautelativo, quegli anziani che, giorno dopo giorno, ormai da molti mesi, riempiono la casella dei decessi nel bollettino regionale. E’ urgente cambiare passo. E far sì che quelle caselle abbiano numeri sempre più bassi. Fino al fatidico zero.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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