Vertice Ue migranti: conclusioni, nulla di fatto per l’Italia, si accontenta solo la Germania

BRUXELLES – Viaggio sostanzialmente a vuoto del premier Draghi al vertice Ue sul tema dei migranti. L’Italia ha ottenuto di discuterne dopo lungo tempo, ma la redistribuzione fra i 27 Stati resta un miraggio e per ora è stato rifinanziato il sostegno alla Turchia, che limiti gli ingressi dai Balcani, fattore che interessava soprattutto la Germania di Frau Merkel e di Frau von der Leyen, che non si dimostra certo al di sopra delle parti.

Nelle conclusioni, che sanciscono l’accordo dei 27 Stati Ue, sulle partnership con i Paesi terzi si legge: «il Consiglio europeo ha discusso della situazione migratoria sulle varie rotte. Sebbene le misure adottate dall’UE e dagli Stati membri abbiano ridotto i flussi irregolari complessivi negli ultimi anni, gli sviluppi su alcune rotte destano serie preoccupazioni e richiedono una vigilanza continua e un’azione urgente. Al fine di prevenire la perdita di vite e ridurre la pressione sui confini europei, saranno intensificati i partenariati e la cooperazione reciprocamente vantaggiosi con i Paesi di origine e di transito, come parte integrante dell’azione esterna dell’Unione europea. L’approccio sarà pragmatico, flessibile e su misura, farà un uso coordinato, come Team Europe, di tutti gli strumenti e gli incentivi disponibili dell’Ue e degli Stati membri e si svolgerà in stretta collaborazione con l’Unhcr e l’Oim. Dovrebbe affrontare tutte le rotte e basarsi su un approccio globale, affrontando le cause profonde, sostenendo i rifugiati e gli sfollati nella regione, sviluppando capacità di gestione della migrazione, sradicando il traffico e la tratta, rafforzando il controllo delle frontiere, cooperando in materia di ricerca e soccorso , affrontando la migrazione legale nel rispetto delle competenze nazionali e garantendo il rimpatrio e la riammissione.

A tal fine, il Consiglio europeo: invita la Commissione e l’Alto rappresentante, in stretta cooperazione con gli Stati membri, a rafforzare immediatamente azioni concrete e un sostegno tangibile per i paesi prioritari di origine e di transito. Invita la Commissione e l’Alto rappresentante, in stretta cooperazione con gli Stati membri, a presentare piani d’azione per i paesi prioritari di origine e transito nell’autunno 2021, indicando obiettivi chiari, ulteriori misure di sostegno e tempistiche concrete. Invita la Commissione a fare il miglior uso possibile di almeno il 10% della dotazione finanziaria” del fondo per il Vicinato Ndici, nonché dei finanziamenti nell’ambito di altri strumenti pertinenti, per azioni relative alla migrazione e di riferire al Consiglio sulle sue intenzioni al riguardo entro novembre.

Inoltre il Consiglio europeo condanna e respinge ogni tentativo di paesi terzi di strumentalizzare i migranti a fini politici.

Il Consiglio europeo ha quindi chiesto alla Commissione di preparare ‘al più presto’ proposte per finanziare l’attività di assistenza ai rifugiati siriani in Turchia, Giordania e Libano e in altre aree della regione in linea con le indicazioni del vertice dello scorso marzo e nel quadro della politica Ue per l’immigrazione.

Parallelamente i leader dei 27 hanno ribadito le loro preoccupazioni per il rispetto dei diritti fondamentali nel Paese. Gli attacchi ai partiti politici, ai difensori dei diritti umani e ai rappresentanti di organi di stampa vanno contro gli obblighi della Turchia per il rispetto della democrazia e dei diritti delle donne. Il dialogo su questi temi, si legge nelle conclusioni, resta parte integrante delle relazioni tra l’Ue e la Turchia.

In vista del summit europeo la Commissione Ue ieri aveva proposto un sostegno strategico di 5,7 miliardi di euro per i profughi e le comunità che li ospitano in Turchia, Giordania, Libano e Siria, fino al 2024. Di questo pacchetto, 3 miliardi di risorse dal bilancio Ue dovrebbero essere destinati a sostenere le azioni per i profughi in Turchia, che si aggiungono ai 535 milioni di euro di finanziamento ponte in corso per proseguire con i progetti umanitari chiave con i profughi fino all’inizio del 2022. La proposta era circolata sotto forma di documento informale ‘non paper’.

La questione della gestione migratoria è stata inserita in agenda al Consiglio europeo su precisa richiesta dell’Italia. Un tema che è parte integrante dell’azione esterna dell’Unione europea e che il governo italiano vuole gestire in modo “equilibrato, efficace e umano”.

Questa gestione non può essere soltanto italiana – ha ricordato il premier Draghi – ma occorre che sia pienamente europea, con un impegno comune a contenere i flussi di immigrazione illegali; organizzare l’immigrazione legale; aiutare questi Paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace. E’ quanto sottolineato da fonti del governo italiano. Serve un’alternativa di lungo periodo, in modo che nessun Paese sia lasciato solo.

Un migliore controllo della frontiera esterna dell’Unione può essere la base per un piano più ampio che comprenda anche il tema dei ricollocamenti, hanno spiegato le stesse fonti rilevando come tra i Paesi dell’Unione, esista un’ampia convergenza sull’esigenza di superare il Regolamento di Dublino.

Al momento – si è sottolineato – una solidarietà obbligatoria verso i Paesi di primo arrivo attraverso la presa in carico dei salvati in mare rimane ancora divisiva per i 27 Stati Membri.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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