Magistrati onorari: Flash mob il 20 luglio davanti a Montecitorio. Protestano per promesse non mantenute

ROMA – Mentre i rappresentanti della magistratura ordinaria cercano in ogni modo di opporsi alla riforma della giustizia e referendum, i magistrati onorari, che sopportano la maggior parte del peso delle cause, tornano a protestare per il disinteresse della politica nei loro confronti, visto che non hanno le armi del ricatto come i loro colleghi togati.

Flash mob delle toghe onorarie martedì prossimo, 20 luglio, davanti a Montecitorio considerando che i lavori per la riforma della magistratura onoraria della commissione istituita al ministero della Giustizia si trovano in evidente fase di stallo. Lo rende noto l’Unione nazionale dei giudici di pace. Siamo a meno di un mese dalla piena applicazione della legge Orlando. Questa, se entrerà in vigore il 16 agosto 2021, completerà il disegno di ulteriore precarizzazione ad essa sotteso , conclamando la violazione delle norme e del principi eurounitari sul lavoro in tema di status della categoria”, sottolinea l’Unagipa.

La corte di Giustizia dell’Unione europea ha sancito che il giudice di pace è giudice europeo e deve essere considerato tale mediante il riconoscimento di uno status che assicuri l’autonomia e l’indipendenza del magistrato secondo le regole dello Stato di Diritto. Non si accetterà nulla di meno, si legge nel documento. Il ministero della Giustizia ha deciso per perdere tempo e non definire una questione di grave ed eclatante violazione del diritto interno ed europeo, di instituire un’ ennesima commissione, nonostante lo scenario giuridico in cui versa la Magistratura onoraria sia di chiara ed obbligata risoluzione. Ci troviamo oltre ogni tempo massimo! La categoria – ricordano i giudici di pace – sta continuando a lavorare senza alcuna tutela e diritto giuslavoristico e con totale mancanza di serenità economica in periodo pandemico, è peraltro in procinto di affrontare l’ennesima estate senza alcun riconoscimento di ferie pagate, nonostante al contempo sia tenuta alla reperibilità nello stesso modo in cui avviene per i magistrati di carriera. Continueremo a denunciare all’Europa questa sistematica violazione dello Stato di diritto».

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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