Movimento 5 Stelle: lo statuto di Conte dopo «il patto della sogliola» con Grillo

L’ex premier Giuseppe Conte

ROMA – Ecco il nuovo statuto, o manifesto, del Movimento 5 Stelle, presentato dall’ex premier Giuseppe Conte. E’ lo stastuto nato dopo «il patto della sogliola» con Grillo, nel ristorante vicino alla villa di Marina di Bibbona. Conte non nasconde la bramosia di tornare a Palazzo Chigi, obiettivo francamente molto lontano, praticamente un miraggio, che soltanto i fondi incensanti di Travaglio sul Fatto Quotidiano fanno apparire possibile.

Intanto Beppe Grillo ha indicato Giuseppe Conte quale presidente del Movimento 5 Stelle. L’ha reso noto Vito Crimi attraverso un post annunciando che l’assemblea degli iscritti M5S voterà dalle ore 10 alle ore 22 dei giorni 2 e 3 agosto in prima convocazione e dalle ore 10 alle ore 22 dei giorni 5 e 6 agosto in seconda convocazione sulla proposta di modifica dello Statuto. A seguito dell’eventuale approvazione del nuovo Statuto, ha proseguito Crimi, l’assemblea sarà chiamata a votare per l’elezione del Presidente, indicato dal Garante, Beppe Grillo, nella persona di Giuseppe Conte. In caso di approvazione dello Statuto, l’assemblea per la votazione del Presidente verrà convocata nelle giornate immediatamente successive.

Lo statuto punta sull’articolo 3, che fissa lassenza di fine lucrativo del Movimento:

a)L’Associazione non ha scopo di lucro né diretto né indiretto.

b)Il patrimonio dell’Associazione, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento delle attività istituzionali dell’Associazione.

c) È vietata la distribuzione diretta o indiretta di utili o di avanzi di gestione”.

«Voglio spendere tutto me stesso, tutta la mia passione. Io sono pronto e non intendo mollare di un centimetro», ha detto Conte in una diretta facebook parlando del nuovo corso M5s. Il problema è che l’Italia ha sperimentato sulla sua pelle che cosa significa essere governata da neofiti della politica. Per fortuna, un presidente capace come Draghi, in pochi mesi, ha rimesso molte cose a posto. E soprattutto ridato spinta a un Paese vicino al tracollo.

Tuttavia, Conte vuole riprovarci. Si accomodi. Ecco le sue parole: «Il M5s riparte con nuovo slancio. Sono stati mesi difficili, abbiamo superato momenti di stanchezza. Possiamo ripartire con il vento delle battaglie che verranno. A partire da oggi potete leggere lo statuto, dopo 15 giorni ci sarà la votazione. Un nuovo corso. Oggi questo progetto ha bisogno di nuova linfa, una forza trainante è quello che i cittadini si aspettano da noi. E oggi non possiamo lasciare che gli impegni presi con i cittadini vengano abbandonati: è una questione di rispetto per i cittadini».

Nessun riferimento agli scontri con Grillo e al patto della sogliola per ricompattare il movimento, ma un diluvio di slogan: «Anche il Movimento è cambiato nel tempo ma mantenendo il suo tratto distintivo cioè mettere al centro sempre e soltanto gli interesse di voi cittadini. Siamo quelli della legge spazzacorrotti, del superbonus e del reddito di cittadinanza, che qualcuno vorrebbe smantellare per interessi di bottega. Piuttosto rinnoviamolo nella parte delle politiche attive. Vogliamo processi veloci, ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati, non accetteremo mai che il processo penale per il crollo del ponte Morandi possa rischiare l’estinzione».

E quindi: «Noi ci saremo sempre con la nostra forza e la nostra coerenza ma per ottenere risultati, è necessario essere uniti e in tanti. Il Movimento dovrà essere compatto per confermare la fiducia dei 10 milioni di elettori che ci hanno votato, per riconquistare anche la loro fiducia e di tanti altri che hanno perso la speranza di cambiare l’Italia».

Al leader M5s in pectore del Movimento 5 Stelle, il sostegno, ovvio, di Luigi Di Maio, che vive come in un sogno dal 2018 (capo politico, vicepremier, ministro) e che spera naturalmente di non essere svegliato da una nuova realtà: «Credo di avere dimostrato in questi ultimi 10 giorni – dice Di Maio – che credo nella mediazione e nel trovare sempre un’intesa, e su questo Giuseppe Conte ha tutto il mio sostegno perché è sempre stato un uomo di mediazione che ha lavorato per un’intesa non al ribasso ma sempre al rialzo che potesse aiutare i cittadini a migliorare la loro qualità della vita. Sono stato con lui in due governi e adesso sono contento e sto sostenendo questo nuovo corso». Il problema? Nel 2018 il Movimento 5 Stelle aveva circa il 33% dei consensi, ora viene accreditato del 15%, ma con tendenza al calo. E sarà una bella scommessa, per Conte, invertire la tendenza. Alla gente non bastano lo statuto e i fondi di Travaglio.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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