Auto elettriche: Stellantis realizzerà, entro il 2025, 35.000 nuove colonnine di ricarica

ROMA – L’andamento del mercato delle auto elettriche non fa riferimento solo ai veicoli stessi, ma riguarda anche l’intera infrastruttura di ricarica. Il secondo maggior costruttore europeo, Stellantis, partorito dalla fusione dei colossi FCA (Fiat e Chrysler) e PSA (Peugeot e Citroen) ha presentato il programma Atlante, sviluppato in collaborazione con NHOA, azienda quotata al listino di Parigi operante nel settore dell’energia pulita e della mobilità sostenibile.

Questo ambizioso progetto riprende quanto già proposto dal consorzio Ioniq, che include le tre maggiori case automobilistiche tedesche, oltre a Ford e alle new entry Kia e Hyundai, anche queste ultime con stabilimenti In Germania, con l’obiettivo di realizzare la più elevata rete di ricarica veloce dell’Europa meridionale. Atlante sarà dedicato principalmente ai clienti di Stellantis, ma sarà a disposizione anche per altri marchi.

Oltre all’Italia, saranno inclusi altri tre Paesi: Francia, Portogallo e Spagna. Entro il 2025 il gruppo Stellantis si impegna di realizzare entro il 2025 un totale di 9.000 impianti di rifornimento di idrogeno con annesse stazioni di ricarica elettrica e 35.000 colonnine. Tra gli obiettivi secondari, inoltre, anche la costruzione di una stazione ogni 100 chilometri in autostrada.

Il rifornimento di idrogeno sarà garantito con un distributore mediamente ogni 150 km, mentre i punti di ricarica veloce saranno situati a circa 60 km di distanza l’uno dall’altro. Per il momento, Stellantis non ha fornito i numeri riguardanti l’installazione delle stazioni di ricarica, che dipenderanno dalla grandezza delle singile nazioni e dall’andamento del mercato dell’auto elettrica nel nostro Paese. Qui le prime pose delle colonnine inizieranno indicativamente verso i primi mesi del 2022. Il costo per ogni singolo manufatto, tra le operazioni di stoccaggio e utilizzo di energia con un mix di fonti rinnovabili e rete elettrica, è fissato a 140mila euro. Complessivamente con l’idrogeno, la spesa sale a 1 miliardo di euro a causa del prezzo elevato del materiale gassoso.

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