Manifestazioni di piazza: Viminale in difficoltà vara una stretta, solo manifestazioni stanziali

ROMA – Dopo le polemiche nate in seguito alla gestione, ritenuta insufficiente, dell’ordine pubblico nelle recenti manifestazioni, la ministra Lamorgese, attaccata da ogni parte e rimbrottata perfino da Draghi e Letta, cerca di correre ai ripari in extremis, varando nuove regole per il futuro. Naturalmente puntate soprattutto contro gli estremismi di destra perché probabilmente i seguaci di Greta (da alcuni definiti i Gretini), i sindacati omologati, i partiti al governo e i centri sociali e anarchici e No Tav, con le regole nuove potrebbero continuare a fare i comodi loro senza conseguenza alcuna.

Fari puntati dunque sulle prossime mobilitazioni: stop manifestazioni «in movimento» Arriva la stretta sui cortei massima allerta sulle date a rischio.  Dopo la manifestazione di sabato scorso dei «No Green pass» – che hanno assaltato la sede della Cgil e hanno provato a raggiungere Palazzo Chigi, gettando bombe carta lungo il percorso – il Viminale lavora in vista di alcune date «attenzionate».

A cominciare da quella del 15 ottobre, giorno in cui scatterà in tutta Italia l’obbligo della certificazione verde per accedere al luogo di lavoro. Poi gli occhi saranno puntati sul weekend del 30 e 31 ottobre quando, a Roma, si terrà il vertice conclusivo dei capi di Stato e di governo membri del G20.

A queste date  va poi sicuramente aggiunta anche quella di sabato 16 ottobre, giorno in cui, alla vigilia dei ballottaggi per le amministrative, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro.

Il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto  annuncia che «le regole per i prossimi giorni potranno essere riviste.  Valuteremo se sarà il caso di vietare cortei preferendo sit-in e manifestazioni stanziali che sono meno problematiche da monitorare».

L’obiettivo «è evitare situazioni come quella di sabato» dove «alcune frange estreme e di matrice squadrista si sono infiltrate non per manifestare civilmente», prosegue il sottosegretario che, nel ribadire il fatto che «il governo valuterà tutti gli strumenti a sua disposizione» nei confronti «delle formazioni neofasciste», plaude al lavoro delle forze dell’ordine: «hanno fatto miracoli, anche filtrando gli arrivi».

Secca però la replica che Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, rilascia a LaPresse: «Ringraziamo Scalfarotto, ma si ricordi che la polizia è obbligata ai miracoli quando la politica fallisce. La piazza èviolenta quando non vi è da parte della politica la capacità di intercettare e canalizzare il dissenso».

Intanto il Copasir ha annunciato di aver predisposto un’audizione del generale Mario Parente, direttore dell’Aisi, l’agenzia informazioni e sicurezza interna, «alla luce dei gravi incidenti verificatisi sabato scorso». Per lo stesso motivo, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha chiesto un’informativa urgente alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Oggi alle 12 e stata convocata la conferenza dei capigruppo alla Camera: all’ordine del giorno il calendario dei lavori con le comunicazioni della titolare del Viminale sulla manifestazione di sabato, e Lamorgese dovrà difendersi dagli attacchi concentrici da destra e sinistra.

Lamorgese, manifestazioni, Viminale


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080