Firenze, Teatro del Maggio Musicale: torna sul podio Sir John Eliot Gardiner

Gardiner – Michele Monasta-Maggio Musicale Fiorentino

Firenze – Sir John Eliot Gardiner per la terza volta alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, giovedì 21 ottobre alle 20 al Teatro del Maggio. Dopo il debutto del settembre 2020 e il successivo concerto registrato a porte chiuse nel marzo 2021, il direttore d’orchestra inglese, tra i più importanti protagonisti della scena musicale internazionale, il cui vasto repertorio è molto legato alla musica rinascimentale e barocca tanto da esserne uno dei maggiori direttori al mondo, ma che ha esteso negli anni gli interessi fino al XX secolo, mette in programma per il concerto al Maggio La strega di mezzogiorno, op. 108 e la Sinfonia n. 5 in fa maggiore op. 76 di Antonín Dvořák e la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D 125 di Franz Schubert.

Per il maestro Gardiner sarà dunque il primo ritorno davanti al pubblico fiorentino dopo il successo del concerto del 26 settembre 2020; poi sarà di nuovo sul podio del Teatro del Maggio venerdì 19 novembre 2021, ore 20, per la prima delle sei recite di Falstaff di Giuseppe Verdi, per la regia di Sven-Eric Bechtolf (quest’ultimo di ritorno al Maggio dopo il Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart andato in scena fra l’agosto e il settembre del 2021). Le altre recite di Falstaff si terranno il 21, il 23 e il 30 di novembre 2021 e il 3 e 5 dicembre 2021. 

Il programma:

Dopo il rientro in patria dagli Stati Uniti Dvořák decise di dedicarsi al poema sinfonico realizzando, tra il 1896 e il 1897, quattro composizioni (L’arcolaio d’oro, Lo spirito delle acque, La strega di mezzogiorno e La colomba del bosco) ispirate alle ballate popolari dello scrittore boemo Karel Jaromír Erben. La strega di mezzogiorno racconta una storia macabra: la protagonista è una madre che rimprovera il figlio capriccioso invocando l’arrivo di Polednice, la strega di mezzogiorno che rapisce i bambini.  In men che non si dica, la minaccia si trasforma in realtà e sulla porta di casa si materializza la vecchia strega pronta a portare via il bambino. La madre, disperata, per proteggere il figlioletto lo stringe tra le sue braccia con tale foga da soffocarlo involontariamente. Nella trasposizione musicale di questa ballata dalle tinte noir Dvořák impiega soluzioni orchestrali di particolare efficacia e fascino sonoro: dai capricci del bambino lagnoso intonati a più riprese dall’oboe, all’apparizione inquietante della strega sottolineata dal timbro cupo del clarinetto basso sull’accompagnamento misterioso degli archi, fino alla danza frenetica della strega il cui tema beffardo torna a siglare sinistramente la composizione.  

 Se è indubbio che le prime sinfonie composte da Schubert tra i sedici e i diciotto anni siano ascrivibili a un esercizio di apprendistato maturato nell’alveo del classicismo viennese, è pur vero che in esse sia già riscontrabile una sensibilità sinfonica originale e personalissima. Ne è esempio la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore che impegna Schubert tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815 per ben quindici settimane, un tempo lunghissimo se paragonato alle repentine gestazioni della Prima e della Terza, nate in pochi giorni. La struttura scelta è la consueta: un Adagio introduttivo seguito da un Allegro in forma-sonata, un Andante, qui in forma di tema con variazioni, un Minuetto in stile settecentesco e un Presto finale. Ma mentre da un lato Schubert si mostra rispettoso delle convenzioni classiche – nei movimenti centrali specialmente – dall’altro manifesta intraprendenza e voglia di sperimentare in campo armonico e formale, attraverso le modulazioni originali e inaspettate del primo tempo e i marcati contrasti dinamici e timbrici di matrice beethoveniana nell’ultimo movimento. 

 Durante l’estate del 1875 Dvořák si dedicò alla composizione della Sinfonia n. 5 in fa maggiore, pubblicata dall’editore Simrock con il numero d’opera 76. Al compositore furono sufficienti poche settimane di lavoro per creare quella nuova sinfonia che fin dal debutto – il 25 marzo 1879 a Praga – si guadagnò l’appellativo di ‘Pastorale’ per via dei toni leggiadri e sereni che la caratterizzano. Non a caso è un motivo bonario, che assume poi le sembianze di allegra fanfara, ad aprire il primo movimento – Allegro ma non troppo – accompagnato da un secondo motivo, di stampo bucolico, intonato dagli archi.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazza Vittorio Gui, 1)

Giovedì 21 ottobre alle 20

Visibilità limitata e ascolto: 15€  – Galleria: 25€ – Palchi B: 45€ – Palchi A: 80€ – Platea 4: 45€ – Platea 3: 60€ – Platea 2: 80€ – Platea 1: 100€

Ancora disponibili biglietti per tutti gli ordini di posti; acquisto diretto senza sovrapprezzo sul sito del Maggio

Concerti, John Eliot Gardiner, Musica, Stagione 2021-2022, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

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