G20 Roma: zona rossa di 10 km, tiratori scelti per la sicurezza del summit, oltre 5.000 agenti impegnati

ROMA – Giorni di grande tensione al ministero dell’Interno dove ministro, capo della Polizia, prefetto e questore di Roma hanno lavorato alla messa a punto dell’imponente dispositivo di sicurezza – oltre 5mila agenti impegnati – per il grande evento che metterà l’Italia sotto la lente del mondo. Ci saranno da tutelare venti delegazioni di capi di Stato e di Governo, con i relativi spostamenti tra il centro della città e la ‘Nuvola’ dell’Eur, luogo scelto per il summit. E, nello stesso tempo, garantire lo svolgimento delle diverse manifestazioni annunciate, evitando infiltrazioni che le facciano degenerare.

Tra Viminale e prefettura di Roma, dunque, le riunioni preparatorie del vertice sono continue. Si è svolto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi. Nei prossimi giorni si riunirà il Comitato nazionale presieduto dal ministro per l’ultima revisione delle misure. Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, che vede allo stesso tavolo responsabili di intelligence e forze dell’ordine, è attivato per valutare le possibili minacce. Si guarda in particolare ai possibili arrivi dall’estero di ‘professionisti’ della guerriglia urbana e, sul fronte interno, alle fibrillazioni sulle chat di no vax, estremisti di destra e di sinistra, anarchici. Saranno presidiati i palazzi istituzionali, le ambasciate, i monumenti e gli altri obiettivi sensibili. All’opera tiratori scelti, nuclei Nbcr, droni, sistemi anti-drone, assetti specialistici delle forze armate. Sono in corso di valutazione le varie manifestazioni in programma: la più numerosa (si prevedono diecimila persone) è quella promossa da Friday for future cui si sono associati Cobas e tante altre sigle con un percorso che va dalla Piramide alla Bocca della verità.

Zona di ‘massima sicurezza’ di 10 chilometri quadrati all’Eur, varchi d’accesso presidiati per garantire l’ingresso solo delle autorità e agli addetti ai lavori accreditati, tiratori scelti nei punti strategici, sistema anti-droni. Prende forma l’imponente dispositivo che dovrà garantire il sereno svolgimento del G20 di Roma, in programma alla ‘Nuvola’ di Roma, sabato e domenica 30 e 31 ottobre.

Massima attenzione agli obiettivi sensibili, alle aree in cui alloggeranno le delegazioni, ai luoghi simbolo della città eterna e alle principali vie dello shopping dove si trovano le più prestigiose boutique che potrebbero essere scelte per fare acquisti. Super presidiati, inoltre, tutti i tragitti che percorreranno i capi di stato e di governo nei due giorni del G20.
I possibili rischi del G20 sono stati esaminati dal Viminale nel corso del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, In quell’occasione è stato deciso di mettere in campo 5000 uomini. Verrà anche attivato uno ‘scudo’ anche dal cielo, oltre alla chiusura dello spazio aereo: ci sarà così un sistema anti-drone ed assetti specialistici delle forze armate.
Le bonifiche scatteranno già da venerdì con cinofili e artificieri. Ci saranno ispezioni anche nel sottosuolo. Interessate dalle bonifiche le altre zone della Capitale dove si recheranno i capi di Stato e di governo dei vari Paesi del G20.
La location scelta per il summit, decentrata rispetto al cuore della città, renderà più agevole il controllo delle presenze tra la ‘Nuvola’ di Fuksas ed il Palazzo dei Congressi, dove convergerà la stampa accreditata. Grande attenzione sarà assegnata ai percorsi protetti che porteranno le venti delegazioni all’Eur. Alla sicurezza del presidente Usa Joe Biden, che venerdì 29 avrà un colloquio col premier Mario Draghi ed incontrerà in Vaticano papa Francesco, penseranno in prima battuta – come da tradizione – gli agenti del Secret Service che lo accompagneranno in Italia.
Sul fronte preventivo è stata alzata da parte di forze di polizia ed intelligence il monitoraggio sulla composita galassia No vax e No green pass per intercettare eventuali intenzioni ostili su siti web, social network, chat coperte. Le piazze di protesta continuano a riempirsi ogni sabato in tutta Italia e a Milano – nelle ultime due occasioni – non sono mancati gli scontri. Ci sono estremisti di destra e di sinistra che soffiano e cavalcano le pulsioni anti-sistema di chi contesta la certificazione verde. Diversi i volti noti e ‘stagionati’ individuati tra i manifestanti: dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore a Roma all’ex Br Paolo Ferrari. Come sempre, la riunione dei 20 richiama militanti dall’estero – anche in questo caso sia di destra che da sinistra ed anarchici – e ci sarà un attento controllo in questi giorni su possibili arrivi ‘a rischio’ da altri Paesi.
Il dispositivo di sicurezza dovrà anche vigilare sulle manifestazioni in programma. Fridays for future ha indetto un corteo per sabato alle 15, con partenza da piazzale Ostiense. Il centro sociale Acrobax ha promosso un ‘Climate camp’ dal 28 ottobre all’1 novembre e gli attivisti parteciperanno al corteo di Fridays for future. Alle 14.30 a San Giovanni è stata indetta una manifestazione ‘contro Draghi’ dal Partito comunista ed altre sigle di sinistra. Si vedrà poi in quale luogo della Capitale troverà posto l’ormai classica protesta No green pass.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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