Siena: Mattarella inaugura l’anno accademico. Istituzioni ossequienti, ma protestano gli studenti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: 

SIENA –  Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato all’inaugurazione del 781/mo anno accademico dell’Università della città del Palio. La cerimonia si è tenuta nella cripta della Basilica di San Francesco, recentemente restaurata e nuovamente dedicata alle attività universitarie. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella è poi andato in visita alla Fondazione Toscana Life Sciences a Siena, centro nei cui laboratori si stanno sviluppando gli anticorpi monoclonali contro il Covid da dove poi, intorno alle 13, è ripartito.

Ad accogliere Mattarella anche il segretario nazionale del Pd Enrico Letta:  «Oggi è una giornata importante a Siena con la presenza del presidente della Repubblica qui all’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università. A Mattarella va un plauso per quello che ha fatto e sta facendo in questo periodo». Tra le autorità ad attendere il presidente anche il rettore dell’Università Francesco Frati, il sindaco di Siena Luigi De Mossi insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al presidente della provincia di Siena Silvio Franceschelli.

«Stiamo affrontando un periodo in cui i contagi riprendono in Europa, investita da una nuova ondata e con grandi paesi che appaiono in difficoltà. Nel nostro Paese, grazie alla serietà dei nostri concittadini, la situazione è meno allarmante ma in costante aumento, anche se limitato. Per cui occorre considerare l’importanza di affidamento alla scienza. Segni positivi emergono in quel programma governativo, chiamato Pnrr – e sarebbe utile per approfondire le conseguenze dell’uso smisurato degli acronimi e sulle conseguenze nella comunicazione – nel quale vi sono indicate sei grandi missioni: quella per il digitale, per la transizione ecologica, per la mobilità sostenibile, il lavoro e la Sanità. E una riguarda l’università e la scuola con l’obiettivo di accrescere l’offerta universitaria, di farne aumentare la qualità con risorse rilevanti. Perché è indispensabile il ruolo delle università, per far crescere nel nostro Paese la cultura. Abbiamo bisogno sempre di più dello studio e della conoscenza con una crescente interazione per trovare prospettive di ricerca e studi», ha detto Mattarella, applaudito da molti astanti, in particolare dalle Autorità ossequienti.

STUDENTI PROTESTA – Ma il clima è cambiato radicalmente quando il Capo dello Stato ha dovuto prendere atto della contestazione degli studenti all’azione di governo e in fondo anche a lui che del governo Draghi si è fatto garante. «Lo studio non deve più essere un privilegio per pochi, ma un diritto di tutti. Si parla del nostro futuro, ma si continua a farlo senza di noi». Così la rappresentante degli studenti Rosalia Selvaggi durante il suo intervento alla cerimonia d’inaugurazione del 781mo anno accademico dell’Università,  «Siamo i giovani coinvolti nel dramma della ‘fuga da un paese che non valorizza il merito (ma merito di cosa?)’che devono fare gavetta, i self-made men (e mai women) a cui viene ripetuto costantemente lo slogan ‘se ti impegni, ce la faì .Siamo studenti e studentesse a cui, da un anno a questa parte, è stato detto che andava tutto bene, che l’università sarebbe ripartita e che continuare a pagare migliaia di euro tra tasse, affitti e libri era normale. E invece siamo costretti ad abbandonare gli studi perché l’istruzione nel nostro paese è un lusso, e mai un diritto. Abbiamo vissuto una pandemia e abbiamo visto il nostro futuro diventare sempre più precario, con l’unica certezza di vivere in un Paese dove il merito viene utilizzato per giustificare ingiustizie e classismo.E allora ci chiediamo – ha concluso Selvaggi -: cosa ha intenzione di fare questo governo per contrastare davvero diseguaglianze, povertà, precarietà, abbandono scolastico e universitario? Che nessuno si aspetti dei ringraziamenti né di trovarci in silenzio. Forse è arrivato il momento di ascoltarci».

Forse questo intervento duro, realistico e concreto potrà servire a far comprendere meglio al Capo dello Stato le difficoltà della vita di ogni giorno dei cittadini, lontana dalle ovattate e protette stanze del Quirinale.

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Ezzelino da Montepulico


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