Regole restrittive anticovid, aumentano i pareri per allentarle. Molti paesi europei l’hanno già fatto, l’Italia attende

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi (C) e il ministro della Salute Roberto Speranza (D), 
ANSA/Roberto Monaldo – POOL

In Europa, ma anche in Italia, crescono i sostenitori di un allentamento delle misure restrittive anticovid, che hanno l’apice europeo e forse mondiale nelle regole imposte agli italiani dal governo Draghi.  Ma anche fra gli esperti e qualche politico, addirittura di governo, che in passato avevano difeso a spada tratta la strategia vaccinale ad oltranza e le restrizioni accentuate, molti cominciano a valutare che gli effetti della variante Omicron sono decrescenti e che quindi si possano allentare progressivamente i vincoli rigidi finora stabiliti. Non lo sostengo io, ma cercherò di dimostrarlo riportando dichiarazioni esplicite di politici ed esperti e riprendendo la situazione diversa in molti dei principali Stati europei. Senza dimenticare che la richiesta arriva anche dalle regioni italiane.

REGIONI – Comincerò proprio da queste ultime. «Guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese. Questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i Presidenti della Regioni hanno condiviso in modo unanime». Così Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni sottolineando che «superare definitivamente il sistema a colori delle zone di rischio assieme all’ esigenza che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici rappresentano i caposaldi di un documento che sarà inviato al Governo e che sarà una piattaforma imprescindibile per il futuro confronto fra l’Esecutivo e le Regioni».

SILERI – «Si vede quasi la fine della pandemia. Non sono molto preoccupato, ci sono ancora alcune cose da fare, aggiustare il green pass e alcune regole in base all’andamento dei dati. Il peggio della pandemia è passato», ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, parlando a margine fuori dal Parlamento dove è in corso l’elezione del presidente della Repubblica.

LOCATELLI (ISS) – «Confermo che c’è una chiara riduzione della diffusione dei contagi. È quanto sta emergendo da alcuni giorni, ma è sufficiente anche confrontare i numeri di questa domenica con quelli della precedente». Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, intervistato da Sky Tg24.

MATTEO BASSETTI – «Le misure restrittive, dalle quarantene alle dad, alle mascherine, non sono state in grado di arginare questa variante. Il virus va più veloce di noi, usciamo da questa logica in cui siamo entrati un anno fa e non ne siamo mai usciti sempre di obblighi e imposizioni. Cerchiamo di essere più semplici. Con queste regole rischiamo un lockdown di fatto. Va cercata nella gente la consapevolezza nel modo di difenderci, autodeterminazione del test quando serve, la mascherina quando serve. Guardiamo ad altri Paesi  come la Francia, che toglie le mascherine all’aperto dal 1 febbraio, o agli Usa. Dobbiamo andare sempre più verso forme semplificate». Così, a Domenica In, Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

CRISANTI – «Siamo in una situazione transitoria ma meno peggio di quanto credevamo due mesi fa. Dalle prossime settimane ci sarà un importante calo della curva dei contagi: quello sarà il momento di liberare tutto, di togliere le mascherine all’aperto, tenendole solo sui mezzi di trasporto e negli assembramenti, e di eliminare gran parte delle restrizioni». Lo ha detto a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il professor Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

EUROPA – La Francia  introduce una sorta di super green pass, ma poi avvia un percorso di uscita dalla fase d’emergenza che inizierà il 2 febbraio, e che passerà tra le altre cose attraverso la rinuncia all’obbligo di mascherina all’aperto e al telelavoro. Verranno meno anche i limiti di pubblico negli stadi e nelle sale di spettacolo.

Nella direzione di un allentamento della stretta va anche l’Irlanda, che si accoda al vicino Regno Unito e con un colpo di spugna ha eliminato, a partire da sabato 22 gennaio, quasi tutte le restrizioni anti-Covid introdotte per far fronte alla variante Omicron, il cui picco è stato superato.

La Svezia allenterà le regole della quarantena per il Covid per evitare che l’ondata di contagi alimentata da Omicron porti ad una paralisi sociale. I positivi o coloro che vivono con un positivo dovranno isolarsi per 5 giorni e non più 7, ed alcune categorie, come chi lavora nell’assistenza sanitaria e nella polizia, non dovranno mettersi in quarantena anche se in contatto con positivi.

Anche in Spagna si sta procedendo a un allentamento delle restrizioni, però spetta alle comunità autonome, l’equivalente delle regioni italiane, attivarsi per rilassare le norme sul distanziamento sociale. Le prime a intervenire, come ha riportato oggi El Pais in prima pagina, sono state le amministrazioni della Catalogna e della Cantabria. Quest’ultima ha deciso addirittura di mettere nel cassetto il pass vaccinale per entrare in diversi luoghi pubblici, mentre il governo di Barcellona si è per ora limitato a revocare il coprifuoco ancora in vigore nella regione. Anche nella penisola iberica quello che tranquillizza le autorità è la tensione ospedaliera relativamente contenuta che sebbene elevata, è lontana dalle situazioni di altre ondate.

Quando la politica italiana avrà smesso di combattere, senza per ora trovare accordo, sull’elezione del prossimo Capo dello Stato, il governo potrà cominciare a riflettere su quanto avviene negli altri Paesi, e decidere il da farsi seguendo le osservazioni degli esperti, qualificati, citati sopra, affievolendo l’impegno (e la spesa) per le vaccinazioni generalizzate, allentando alcune misure di contrasto, obblighi e divieti per alcune categorie di persone. Speriamo che Draghi e Speranza, passato l’impegno delle elezioni presidenziali, pensino anche a questo arrivando a decisioni equilibrate.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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