Ursula von der Leyen: “Ucraina subito nell’Unione Europea”. Comincia la trattativa per il cessate il fuoco. Su Palazzo Vecchio la bandiera della pace

La bandiera della pace proiettata su Palazzo Vecchio, dopo la grande manifestazione del pomeriggio di oggi, 27 febbraio, contro l’aggressione russa

ROMA – La guerra infuria in Ucraina, ma una schiarita si profila all’ orizzonte: la delegazione di Kiev domani si incontrerà in Bielorussia con quella russa per tentare di aprire una trattativa. Intanto, da Bruxelles, Ursula von der Leyen annuncia: “L’Ucraina è una di noi e la vogliamo nell’Unione Europea. C’è un processo con l’Ucraina che riguarda, per esempio, l’integrazione del mercato ucraino nel mercato unico. Abbiamo una cooperazione molto stretta sulle reti energetiche”. E su Palazzo Vecchio, a Firenze, è proiettata la bandiera gialla e blu dell’Ucraina.

PROFUGHI – Ma torniamo ai colloqui che dovrebbero aprire spiragli di pace. L’Ucraina sta soffrendo l’assedio, ma le truppe russe hanno incontrato una resistenza del tutto imprevista e a Mosca, nonostante gli interventi della polizia di Putin e gli arresti, la gente protesta contro questa guerra voluta solo dal nuovo zar. Sulle prime, il presidente Zelensky aveva rifiutato il colloquio in Bielorussia, ma alla fine ha accettato dopo aver ricevuto anche dal presidente bielorusso, Lukashenko, precise garanzie sulla sicurezza per la delegazione. I colloqui potrebbero portare a un cessate il fuoco e all’apertura di corridoi umanitari. Il mondo guarda con il cuore in gola a questo tavolo che si sta per aprire. Mentre s’intensificano gli appelli alla pace e tutta Europa si sta organizzando per accogliere i profughi. L’Italia è in prima linea, con Firenze e la Toscana che si sono già mobilitate.

PALAZZO VECCHIO – La bandiera della pace, come detto, campeggia stasera, grazie a una proiezione illuminotecnica, sulla facciata di Palazzo Vecchio a Firenze per chiedere la fine dell’aggressione militare della Russia all’Ucraina e la cessazione dei combattimenti. E’ una delle tante iniziative in Toscana contro l’aggressione ordinata da Putin che si sono svolte anche nei centri minori con ampia partecipazione. A Pontassieve oltre 2.000 persone hanno dato luogo a un manifestazione che ha riunito sindaci e abitanti del comprensorio. E scatta la catena della solidarietà. I sindaci della Val di Nievole, nel Pistoiese si dicono pronti a fare la nostra parte, aiutando la comunità ucraina che sta scappando dall’orrore della guerra.

AIUTI – “Siamo preoccupati per il destino di tanti profughi in fuga, donne e bambini in particolare, che cercheranno ricovero e accoglienza all’interno dei Paesi europei. Noi siamo però pronti”, ha dichiarato il sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani, che coordina tutti gli altri, in un sit in a Montecatini Terme. Grosseto lancia la raccolta di beni di necessità promosso dalla diocesi e organizzato alla parrocchia dell’Addolorata in collaborazione con l’Esarcato per i fedeli cattolici ucraini in Italia. Servono medicine, cibo, prodotti per l’infanzia (pannolini, omogeneizzati…), coperte, vestiti per bambini. Gli aiuti verranno trasferiti a Roma alla chiesa di Santa Sofia da dove con i Tir saranno portati fino al confine con l’Ucraina.

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Sandro Bennucci

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