Firenze: al Teatro del Maggio Musicale arriva per la prima volta Marc Minkowski

Marc Minkowski (© Benjamin Chelly-Les Echos)

Domenica 20 marzo alle 16.30 all’Auditorium del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il maestro parigino Marc Minkowski sarà alla guida dell’Orchestra del Maggio per uno degli ultimi concerti sinfonici della stagione 2021-2022; in programma l’ouverture in fa minore op. 84 Egmont di Ludwig van Beethoven, composta fra il 1809 e il 1810 per una ripresa dell’Egmont di Johann von Goethe all’Hofburgtheater di Vienna; la Sinfonia n. 2 di Kurt Weill, scritta a Parigi nel 1934 subito dopo l’ascesa al potere del nazismo e concepita senza alcun intento programmatico come un’opera di musica assoluta e, in conclusione, la Sinfonia in mi bemolle maggiore Hob:I:103 Mit dem Paukenwirbel di Franz Joseph Haydn, penultima delle dodici ‘sinfonie londinesi’ ed eseguita per la prima volta il 2 marzo del 1795 al King’s Theatre di Londra con lo stesso autore al cembalo.

Marc Minkowski, al suo debutto al Maggio, è direttore generale dell’Opéra National de Bordeaux dal 2016. Ha inoltre fondato il festival “Ré Majeure” nel 2011 ed è stato direttore artistico della Mozartwoche di Salisburgo dal 2013 al 2017. È anche consulente artistico della Kanazawa Orchestra in Giappone. Minkowski fondò a 19 anni “Les Musiciens du Louvre”, ensemble che prese parte attiva al revival barocco; è una presenza stabile nei programmi di numerosi teatri e festival di rilevanza internazionale; è spesso ospite di prestigiose orchestre sinfoniche, tra cui Berlin Philharmonic Orchestra, Mozarteum Orchester Salzburg, Wiener Philharmoniker, Wiener Symphoniker, BBC Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Chamber Orchestra of Europe e l’Orchestra Mariinsky.

Ludwig van Beethoven: Egmont, ouverture in fa minore op. 84. Nel 1809 Beethoven fu chiamato a scrivere le musiche di scena per una ripresa dell’Egmont di Goethe all’Hofburgtheater di Vienna. Protagonista del dramma goethiano era il conte di Egmont, il valoroso condottiero fiammingo che lottò fino alla morte per combattere la repressione spagnola nelle Fiandre nel XVI secolo. Il progetto entusiasmò subito Beethoven che lavorò alle musiche di scena dal 1809 al 1810 realizzando un’ouverture e nove numeri che seguono i punti salienti della vicenda. Del resto le opere di Goethe erano in perfetta consonanza con i suoi ideali e soprattutto quel soggetto, che poneva in primo piano temi a lui molto cari come la lotta dell’eroe contro la tirannia e l’esaltazione della libertà. L’ouverture articolata in due sezioni contrastati, una in tempo lento e una in tempo mosso, rispetta i principi della forma sonata. L’introduzione si apre con un accordo a piena orchestra da cui emerge una frase lirica e implorante affidata ai fiati mentre l’Allegro è un concentrato di energia propulsiva in cui gli archi sono protagonisti con continui crescendo. Concluso il confronto serrato tra i temi, l’ouverture si chiude con una fanfara gioiosa che sigla il trionfo degli ideali di libertà per cui l’eroe ha combattuto con coraggio fino alla fine. 

Kurt Weill, Sinfonia n. 2: con l’avvento della dittatura nazista i maggiori esponenti della cultura tedesca di origine ebraica furono costretti alla fuga. Tra loro vi era anche Kurt Weill che dopo la collaborazione con Bertold Brecht si trasferì a Parigi, sperando di sfruttare la sua notorietà per guadagnarsi da vivere. Tra le composizioni realizzate in quel periodo vi è la Sinfonia n. 2, iniziata a Berlino prima della partenza nel gennaio del 1933 e conclusa a Parigi l’anno seguente. L’autore l’aveva concepita senza alcun intento programmatico come un’opera di musica assoluta. Tuttavia la Sinfonia n. 2 sembrò a Bruno Walter – che ne fu il primo interprete con l’orchestra del Concertgebouw di Amsterdam l’11 ottobre 1934 – un’opera non catalogabile come sinfonia quanto come raccolta di brani liberi e indipendenti, collegati da un’ispirazione narrativa più che formale. Weill, non persuaso, accolse il consiglio solo in parte limitandosi ad apporre alla sinfonia il sottotitolo di Symphonische Fantasie che in qualche modo giustificava il carattere libero e l’indipendenza dei tre movimenti che la compongono. Alla prima esecuzione, la reazione tiepida di pubblico e critica sembrò confermare le perplessità iniziali di Bruno Walter. L’opera venne tacciata di scarsa coesione formale e di lì a poco cadde nell’oblio. Il primo movimento, in forma sonata, mette in campo un tema marziale vigorosamente scandito dagli archi a cui segue un secondo tema intonato dai legni. Il Largo si muove con il passo desolato di una marcia funebre mentre l’ultimo movimento è un rondò variegato e ironico che accoglie una marcia dei fiati nell’interludio centrale e una frenetica tarantella nella coda finale.

Franz Joseph Haydn, Sinfonia in mi bemolle maggiore Hob:I:103 Mit dem Paukenwirbel:Tra il 1791 e il 1795 Haydn effettuò due tournée a Londra. In terra britannica il suo nome era famoso e le sue composizioni apprezzatissime. Inoltre, nella capitale inglese Haydn poteva disporre di una grande orchestra con virtuosi in ogni sezione, un particolare non da poco che influenzò le scelte timbriche riscontrabili nelle dodici sinfonie ‘londinesi’ realizzate in quegli anni. Penultima del gruppo, la Sinfonia n. 103 in mi bemolle maggiore fu eseguita il 2 marzo del 1795 al King’s Theatre di Londra con lo stesso autore impegnato al cembalo. L’appellativo – Mit dem Paukenwirbel – è dovuto al prolungato rullo di timpani posto in apertura del primo tempo, che anticipa il clima espressivo serio dell’Adagio introduttivo. A seguire l’Allegro con spirito, un Andante costruito su un tema con variazioni, un grazioso Minuetto e un Allegro finale pieno di verve che, stando alle cronache del tempo, incantò il pubblico in sala.  

Settore D: 25€   – Settore C: 40€  – Settore B: 70€  – Settore A: 100€, in vendita in biglietteria, nei punti Box Office e direttamente sul sito del Maggio

Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino, Firenze, Marc Minkowski, Musica

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