Le dichiarazioni dell'assessora Monni

Toscana: accolti oltre 10.000 profughi ucraini

L’arrivo in Italia di 49 sfollati dall’Ucraina, ANSA/CLAUDIO PERI

FIRENZE – La Toscana si conferma, come sempre, terra generosa e accoglie a braccia aperte i profughi ucraini, anche su invito di Nardella e Giani. In Toscana con oggi sono state superate le diecimila presenze di profughi ucraini.

Lo ha reso noto l’assessora regionale alla protezione civile Monia Monni che stamani era presente alla consueta unità di crisi sull’accoglienza alla quale partecipano prefetture toscane, Comuni capoluogo, Anci, Upi, strutture regionali competenti, rappresentanze del terzo settore e del volontariato di protezione civile.

Nel dettaglio sono 10.028 profughi ucraini di cui 4.272 minori; di questi 1.105 sono accolti nelle strutture Cas, 784 negli alberghi di prima accoglienza gestiti insieme da protezione civile regionale, Comuni e volontariato, i restanti sono in sistemazione autonoma.
All’ unità di crisi hanno partecipato anche rappresentanti di Unhcr Italia. “È stata l’occasione – ha detto Monni – per confrontarci sulle strategie attuate e da attuare per l’accoglienza della popolazione ucraina. Abbiamo avuto modo di condividere anche la preoccupazione su eventuali scenari futuri, in particolar modo il timore che il sistema di autonoma sistemazione, che riguarda attualmente l’80% dei profughi presenti sul nostro territorio, possa entrare in difficoltà con conseguente aggravamento del peso sulle strutture del sistema pubblico. E’ necessario che i cittadini ucraini che hanno trovato autonomamente una sistemazione” possano “accedere rapidamente e semplicemente al contributo” per restare negli alloggi dove si trovano adesso.

Purtroppo, aggiunge ancora, “nonostante il grande impegno di questure e prefetture, data l’alta affluenza di persone presso i loro uffici, registriamo tempi molto lunghi per la richiesta di protezione temporanea necessaria per accedere al contributo”. Importante, secondo Monni, anche “poter accedere il prima possibile alla nuova forma di accoglienza che il dipartimento ha introdotto, attraverso il bando diretto ai soggetti del terzo settore. Sono circa 600 posti aggiuntivi che ci permetteranno di liberare gli alberghi di prima accoglienza che non sono certo immaginati per soggiorni di lungo periodo”.

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