Vediamo se servono almeno a combattere l'evasione fiscale

Il fisco come il grande fratello: controlla conti correnti, bancomat, prelievi e investimenti

Draghi e il ministro Franco

Il governo, con vari provvedimenti successivi, ma volti ad unico fine, sta pian piano controllando per via informatica (smartphone e web) ogni aspetto della vita giornaliera degli italiani. Al nobile fine di proteggerne la salute (attraverso green pass e fascicolo sanitario elettronico) e con gli ultimi adeguamenti della normativa in tema di fisco e irpef che, all’altrettanto nobile fine di combattere l’evasione, mette le mani e gli occhi nei conti correnti, negli investimenti e nei prelievi bancomat degli italiani.

Abbiamo tutti (eccetto qualche milione di no vax) provato la sostanziale schedatura realizzata dal governo attraverso le autodichiarazioni nei tempi del lockdown, le vaccinazioni e successivamente attraverso i green pass (adesso provvisoriamente sospesi, ma se ne preannuncia il rinnovo) che permettevano anche il controllo degli spostamenti dei cittadini, verificando anche le infrazione ai divieti con severissimi interventi delle forze dell’ordine scatenati da Lamorgese.

Passato questo terribile periodo, ecco adesso presentarsi un nuovo provvedimento in cantiere e di prossima realizzazione, probabilmente dopo che Draghi sarà andato a New York ad ascoltare le direttive di Biden. Si tratta essenzialmente di interventi in materia di controlli fiscali.

Oltre ai controlli sui conti correnti e sugli investimenti, che già esistono, saranno introdotti nuovi controlli sui prelievi bancomat, visto che le banche dovranno segnalare quando vengono effettuati troppi prelievi ravvicinati in un arco di tempo relativamente ristretto o quando ne vengono registrati troppo pochi rispetto alla media standard e rispetto allo stile di vita e di lavoro di una persona

Questi nuovi controlli e verifiche potrebbero portare (nel caso in cui l’iter della segnalazione venisse portato avanti dopo un riscontro delle anomalie) ad una serie di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che, in maniera accurata, potrà cercare di capire il perché si stia verificando quella data situazione, Esempio: se si prelevano oltre 10mila euro in un mese, anche se non nella stessa soluzione, il lavoratore bancario preposto dovrà chiedere al cliente conto e ragione di quello che vorrà fare con quella liquidità per poi comunque contattare la direzione dell’istituto. A questo punto sarà a discrezione della Uif – l’Unità di Informazione Finanziaria – decidere se procedere o meno con ulteriori controlli da parte del Fisco,

Dunque, un Grande fratello al quale nessuno potrà sfuggire, un sistema di controllo vicino a quello dei paesi a regime autocratico. Nei giorni in cui ci si scaglia, giustamente, contro gli autocrati e si magnifica il ruolo delle democrazie americana e dei Paesi della Ue, sarebbe opportuno ricordare come da circa due anni in Italia le libertà personali sono state gravemente limitate, I governi, col beneplacito dei capi dello Stato, hanno sostanzialmente evitato i controlli parlamentari dei loro provvedimenti, e adesso ci si avvia verso il controllo di tutta l’attività economico-finanziaria degli italiani. L’informatica e i controlli incrociati dovrebbero servire almeno, e vediamo se succederà, a combattere l’enorme evasione fiscale che esiste nel nostro Paese. Dove è risibile che solo il 4% abbia un reddito di oltre 70mila euro.

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Ezzelino da Montepulico


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