I lacciuoli della burocrazia

Turismo: Bernabò Bocca (Federalberghi) attacca, basta miopia e accanimento burocratico

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi e del Gruppo Sina Hotel

PARMA – “Il rilancio del turismo italiano non può essere bloccato dalla burocrazia, dai formalismi, dai piccoli o grandi poteri di veto di questa o quell’altra amministrazione”. Lo ha affermato il presidente di Federalberghi, Bernabo’ Bocca, secondo cui è assolutamente necessario semplificare il quadro amministrativo e autorizzatorio, perche’ troppo spesso le iniziative degli imprenditori “rimangono ostaggio di cavilli e carte bollate”.
Parlando alla 72esima assemblea di Federalberghi, Bocca ha puntato l’indice contro la “miopia burocratica, che porta a diminuire le occasioni di lavoro per le imprese ricettive.
Ha citato ad esempio l’esclusione degli alberghi dalle misure che agevolavano l’installazione di tavolini all’aperto, i cosiddetti dehors, per i ristoranti, bollandola come “una bella ingiustizia”.
Altro esempio di “accanimento burocratico” sono le licenze sulla ristorazione, che consentono l’accesso del pubblico esterno. “Ci sono alcune citta’ – ha dichiarato Bocca – completamente bloccate dalla
burocrazia. Ci vorrebbe una legge nazionale”.
Alle istituzioni Federalberghi chiede “una cosa molto semplice: che gli alberghi possano giocare la propria
partita alla pari, bonificando il terreno di’ gioco da regole astruse, che scoraggiano gli investimenti e ci impediscono di migliorare la qualita’ del servizio”.

“Questi anni hanno messo in risalto quanto importante sia per la nostra attività poter contare su collaboratori validi, professionalmente competenti e motivati. Purtroppo, ai tradizionali problemi di reperimento della manodopera si aggiunge oggi un fenomeno di allontanamento del personale dal nostro settore”. A proposito del reddito di cittadinanza Bocca non usa mezzi termini: “E’ arrivato il
momento di far ricominciare lavorare queste persone”

“I dati in nostro possesso ci fanno essere ottimisti per la stagione estiva perché abbiamo il ritorno di parte del turismo straniero anche nelle città d’arte, soprattutto americano, ma il dato più importante è quello degli italiani. Gli italiani fanno vacanze e restano in Italia. Questo è un motivo per noi di vanto e orgoglio”.

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