Repliche il 25, 31 e 3 giugno alle 20 e il 28 maggio alle 17

Maggio musicale: applausi al debutto de «I due Foscari» con Domingo

I due Foscari in scena per l’84° Maggio Musicale

FIRENZE – Lunghissimi applausi hanno salutato la prima, all’Auditorium del Teatro del Maggio per l’84° Maggio Musicale Fiorentino, de I due Foscari di Giuseppe Verdi, 4100esima recita per Plácido Domingo, che da una dozzina d’anni ha avviato una seconda carriera da baritono, dopo oltre mezzo secolo da tenore; Domingo, da attore consumato qual è, tratteggia credibilmente la decadenza fisica e politica del vecchio Doge Francesco Foscari, nel mezzo di un dramma familiare che ricalca, abbreviandone appena i tempi, quello vissuto tra il 1456 e il 1457 dal personaggio storico, all’epoca degli eventi più o meno coetaneo dell’interprete (che ha 81 anni, da 65 sulle scene); meritatamente festeggiati anche il soprano María José Siri (la nuora Lucrezia Contarini), molto a suo agio nei ruoli drammatici, il tenore Jonathan Tetelman (Jacopo Foscari), bella presenza e grandi mezzi vocali, l’Orchestra e il Coro del Maggio diretti da Carlo Rizzi e tutto il cast. Il regista Grischa Asagaroff e lo scenografo e costumista Luigi Perego aggirano i limiti dello spazio scenico (palco piccolo e scarsa possibilità di movimento sia per le masse artistiche, in un’opera che prevede molti coristi e figuranti, sia per i cambi scena, se si chiude tutto in una scenografia da teatro d’opera), lasciando a vista il fondo dell’auditorium, del quale vengono utilizzate le scale e gli stalli del coro, e costruendo un grande parallelepipedo rotante al centro del palco con sportelli apribili e pochissimi elementi d’arredo, il tutto mosso da quattro figuranti; ogni lato rappresenta con poche immagini dipinte o proiettate gli elementi evocativi degli ambienti che si vogliono evocare (la sala del consiglio, la prigione di Jacopo, lo studio del doge, la laguna…). Uno spettacolo nel complesso ben riuscito, che val la pena di vedere, anche perché quest’opera, contemporanea dell’Ernani, ma molto meno fortunata (pour cause, si può dire, ma è pur sempre Verdi), mancava da Firenze dal 1845 e qui non sarà mai un’opera di repertorio o quasi come alla Scala. Repliche mercoledì 25, martedì 31 maggio e venerdì 3 giugno alle 20 e sabato 28 maggio alle 17. Biglietti acquistabili, senza aggiunta dei diritti di prevendita, direttamente sul sito del Maggio

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