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Francesco, i primi 10 anni da Papa: “Pace per l’Ucraina. I preti possono sposarsi, il celibato si può rivedere”

Papa Francesco

ROMA – Celebra i 10 anni di Pontificato, Papa Francesco, esternando il suo pensiero, raccolto in varire interviste, da media italiani e stranieri. Al primo posto, naturalmente, la pace, a partire dall’Ucraina. Poi la condanna della mafia e della corruzione. E non manca l’idea rivoluzionaria: il celibrato dei preti si può rivedere. Monsignore può prendere moglie.

Ma andiamo per ordine. L’augurio per il futuro è la pace: “La pace nella martoriata Ucraina e in tutti gli altri Paesi che soffrono l’orrore della guerra”, dice il Papa in un’intervista al Fatto Quotidiano nei decimo anniversario del suo pontificato: “Una cosa che mi fa soffrire molto è la globalizzazione dell’indifferenza, girare la faccia dall’altra parte e dire ‘A me che importa?'” e “pensare che se non si facessero armi per un anno, finirebbe la fame”.

Francesco parla poi della corruzione, che “fa imputridire l’anima”: “Nella Chiesa, come nella politica e nella società in generale, dobbiamo sempre mettere in guardia dal grave pericolo della corruzione”.

E della mafia: “i mafiosi sono scomunicati: hanno le mani sporche di soldi insanguinati.

Fanno affari con le armi e la droga. Uccidono i giovani e la società. Uccidono il futuro. Bisogna essere chiari: nella Chiesa non c’è posto per i mafiosi!” .

   “È trascorso già più di un anno dall’inizio della guerra in Ucraina. A febbraio sono stato in Africa, nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan, e ho visto gli orrori dei conflitti in quei due Paesi con le mutilazioni delle persone. Una cosa che mi fa soffrire molto è
la globalizzazione dell’indifferenza – dice il Papa – , girare la faccia dall’altra parte e dire: “A me che importa? Non mi interessa! Non è un mio problema!”.

   Poi Francesco cita le parole della senatrice Segre: “Quando hanno chiesto alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, quale parola scrivere al binario 21 della Stazione di Milano dove partivano i treni per i campi di concentramento nazisti, non ha avuto dubbi e ha detto: “Indifferenza”. Nessuno aveva pensato a quella parola”.

    In un’intervista al quotidiano argentino La Nacion, pubblicata dal Corriere, il pontefice spiega che il Vaticano lavora con “un servizio di pace”. E aggiunge: “Sono disposto ad andare a Kiev. Voglio andare a Kiev. Ma a condizione che io vada a Mosca. Andrò in entrambi i posti o in nessuno dei due”. “E’ verosimile un incontro mondiale, di rappresentanti mondiali su questo. C’è anche un gruppo israeliano che ci sta lavorando. È probabile che diversi gruppi si riuniscano e facciano qualcosa, giusto? Il Vaticano sta lavorando”, afferma il Papa.

Papa Francesco è disposto a “rivedere” il celibato all’interno della Chiesa cattolica, celibato che – ha detto- e’ una “prescrizione temporanea” della Chiesa occidentale. “Non c’è alcuna contraddizione nel fatto che un prete si sposi. Il celibato nella Chiesa occidentale è una prescrizione temporanea: non so se si risolve in un modo o nell’altro, ma è provvisoria in questo senso”.

Francesco ne ha parlato dando un’intervista, nella sua residenza a Santa Marta, in Vaticano, al portale argentino Infobae in occasione del decimo anniversario del suo pontificato. Alla domanda se la questione del celibato “si possa rivedere”, il Pontefice ha risposto “si’, si'”, ricordando che tutti i membri della Chiesa d’Oriente, o coloro che lo desiderano, “sono sposati”. “Nella Chiesa cattolica ci sono preti sposati: tutto il rito orientale è sposato. Tutto. Qui in Curia ne abbiamo uno – oggi l’ho incontrato – che ha la moglie, un figlio”. 

Il Papa ha anche riconosciuto che “a volte il celibato può portare al maschilismo” e ha sottolineato la necessita’ di nominare più donne in posti di responsabilita’ in Vaticano. “Il Consiglio dell’Economia e’ composto da sei cardinali e sei laici. I laici sono tutti uomini, naturalmente. Doveva essere rinnovato e ho messo un uomo e cinque donne. Invece di mettere un vicegovernatore, ho messo una vicegovernatrice, e lui (il governatore, Fernando Berges) si sente molto piu’ aiutato perche’ le donne risolvono e risolvono bene”, ha sottolineato. “Hanno un’altra metodologia, le donne: hanno un senso del tempo, dell’attesa, della pazienza, diverso dagli uomini. Questo non sminuisce gli uomini, sono diversi. E devono completarsi a vicenda”.

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