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Concordia, la Cassazione: “Non ci sono nuove prove in difesa di Schettino”

Il naufragio della Concordia, all’isola del Giglio, il 13 gennaio 2012

ROMA – E’ stata negata, dalla Corte di Cassazione, la riapertura del processo sul naufragio della Concordia, richiesta dalla difesa del comandante Schettino. Non c’è nessuna novità, dichiara la Corte, nel video allegato dalla difesa di Francesco Schettino – il comandante della Costa Concordia responsabile del naufragio della nave da crociera nel quale morirono 32 persone, davanti all’isola del Giglio il 13 gennaio 2012 – a sostegno della richiesta di revisione del processo che lo ha condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

La Cassazione ricorda come già la Corte di Appello di Genova, nel negare la riapertura del caso, a proposito del video, abbia stabilito – nell’ordinanza del 14 febbraio 2022 – che “non sussisteva nessun nuovo e diverso elemento di prova, essendovi solamente la raccolta per estrapolazione di immagini tutte presenti nel fascicolo processuale”.

Quanto al “preteso malfunzionamento delle porte stagne” sostenuto da Schettino, gli ‘ermellini’ – nelle motivazioni del verdetto n.11780 depositato oggi – ribattono che questo elemento è stato già portato all’attenzione dei giudici di merito che lo hanno considerato come “non nuovo” e solo “nuovamente oggetto di una mera richiesta di rivisitazione valutativa”. Nello stesso modo sono liquidate, dalla Cassazione, le considerazioni sul “preteso malfunzionamento del generatore diesel”, e quelle sul “diverso articolarsi della sequenza causale”. 

Corte di Cassazione, francesco schettino, naufragio Concordia

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