Omicidio Chiara Poggi, Garlasco: Sempio, “lei non doveva mettere giù il telefono”. E le frasi degli appunti sul Moleskine

PAVIA – In base a quanto emerge dall’informativa dei carabinieri sul caso Garlasco, Andrea Sempio, nel corso di una intercettazione ambientale del 14 aprile 2025 non avrebbe nascosto il disappunto per la reazione di Chiara Poggi ad un sua telefonata nell’agosto del 2007 in cui la ragazza si sarebbe rifiutata di parlare con lui riattaccando il telefono.
“Lui stesso commenta ‘cioè è stata bella stronza….giù il telefono”, scrivono gli investigatori nell’atto di oltre 300 pagine.
CARABINIERI – “Appare francamente difficile percorrere con logica il filo di una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni. Tutti gli elementi, o presunti tali, di questa vicenda sono contradditori”. Lo scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano in un’informativa e in particolare nella parte in cui analizzano le “evidenze” per le quali Alberto Stasi non può essere l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi. In relazione alle indagini che hanno portato alla sua condanna definitiva, parlano di elementi “incomprensibili” e “paradossali”.
Smontando punto su punto gli elementi dell’inchiesta e del processo Stasi, gli investigatori, ad esempio, scrivono che c’è stata la “convinzione che Stasi, con la complicità più o meno consapevole di altri soggetti, anche inquirenti, abbia consapevolmente nascosto la bicicletta nera con cui aveva raggiunto via Pascoli”. Anche “ammettendo che un assassino così freddo e calcolatore avesse commesso una superficialità degna di personaggi fumettistici, e cioè quella di non far sparire definitivamente quella bicicletta”, ci sono stati “elementi francamente incomprensibili”.
Per i carabinieri, inoltre, c’è stata una “unica testimone totalmente attendibile”, la donna che aveva descritto la bici “con estrema precisione”, totalmente “diversa” da quella, poi, sequestrata nel 2014. Sempre per i carabinieri, inoltre, “è impossibile spiegare un atto più illogico ed incongruente dello scambio dei pedali”. Lo “Stasi freddo e calcolatore” perché, si chiedono i militari, “non fa sparire completamente la bicicletta Holland?”. Una domanda “a cui non è possibile fornire una risposta logica”. Ossia non avrebbe fatto sparire quella bici, ma avrebbe impiegato “del tempo per smontare i pedali e rimontarli sulla bicicletta che verrà data in posto agli inquirenti”.
Nell’informativa, dall’altro lato, i carabinieri – oltre a mettere in fila tutti i contenuti delle agende e dei quaderni sequestrati a Sempio, in cui annotava pure i suoi “sogni”, per tracciarne un profilo di personalità legato al movente, e le sue ricerche web di notizie sul Dna “sulle unghie di Chiara Poggi” aumentate dal 2014 in avanti – riportano tutta la nuova ricostruzione del delitto e della scena del crimine, già emersa in questi giorni. E pure il fatto che l’allora 19enne, poi, dopo aver ucciso la studentessa, sarebbe andato a piedi a casa della nonna.
APPUNTI DI SEMPIO – “Molta ansia- 2 archiviazioni” , “Stasi ha chiesto la riapertura”, “mamma in panico per la cosa di Stasi”, “Stasi ricorso in Cassazione”. Sono alcuni degli appunti estratti dalle Moleskine di Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di essere l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi e che ora sono agli atti dell’indagine appena chiusa nei suoi confronti e che ‘scagiona’ l’allora fidanzato della vittima.
Le frasi di Sempio, riportate nell’informativa dei Carabinieri, si riferiscono agli anni 2019, 2020 e 2021. “Nei suoi appunti – si osserva – fa trasparire anche un certo interesse all’iter processuale che riguarda” Stasi.
Effettivamente Alberto Stasi, tramite i suoi legali, nel giugno 2020 aveva depositato una formale richiesta di revisione della sentenza di condanna portando all’attenzione nuovi elementi, tra cui nuove analisi sulle impronte e sul Dna, e indicando come responsabile Sempio. Il quale scriveva “pare punti sui capelli …(inc) vabbè dovrebbe …(inc)… lontano da noi”.
E nell’ottobre successivo l’amico di Marco Poggi annotava: “Archiviato ancora” seguito qualche giorno dopo con “Stasi ricorso in Cassazione ” e infine “Stasi no cassazione”. Sempre sulla stessa Moleskine scrive dei suoi sogni “e in alcuni si descrive come un protagonista violento”. A tal proposito, si riassume negli atti, “sogna che accoltella delle persone” o “sogna una bionda che usa il taser su di lui , ma lui le salta addosso e le apre la faccia”.
E poi ci sono riferimenti di foto e di ricerche sul web a sfondo sessuale e legate ad amiche. “Numerose – si legge in un altro punto dell’informativa – sono le navigazioni internet (…) che palesano il suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l’esame autoptico e i fenomeni cadaverici”.
“Ne ho passate tante ….decisamente….cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”. È uno dei passaggi dei suoi appunti conservati in un agenda marrone e ora riportati in una informativa agli atti dell’indagine chiusa ieri nei confronti del 38enne. Il quale diceva di essere “nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore”.
AVVOCATI FAMIGLIA POGGI – “Per rispetto istituzionale, abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti ‘giornalistici'”.
Lo scrivono gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, in una lunga nota in cui spiegano che i familiari di Chiara sono anche stati sottoposti a “intercettazioni” e parlano di “continue aggressioni che si susseguono”.
“Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima – scrivono gli avvocati della famiglia Poggi – la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente ad un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio”.
“Rileviamo inoltre – si legge ancora – che in questi giorni vengono impropriamente diffusi anche gli esiti di tale sorprendente attività captativa in spregio a tutte le norme penali di riferimento”. Per rispetto istituzionale, proseguono i legali, “abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti “giornalistici”, concentrando la nostra attenzione sui dati oggettivi riguardanti l’omicidio di Chiara ed interloquendo invece formalmente con la Procura Generale di Milano per i profili di sua competenza”.
“Anche a fronte delle continue aggressioni che si susseguono da oltre un anno – si legge nel comunicato – nei loro confronti e della loro enorme amarezza per quanto sta avvenendo, Giuseppe, Rita e Marco intendono continuare a mantenere un atteggiamento rispettoso, evitando qualsiasi esternazione sul tema, nella convinzione che in uno Stato di diritto gli accertamenti processuali debbano avvenire nelle sedi a ciò preposte e nel rigoroso rispetto delle norme di riferimento”.
