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Campi Bisenzio, 17enne ucciso: in aula l’autista del bus che non soccorse Maati. “Non vidi nulla”

Maati Moubakir

FIRENZE – Prosegue il processo in Corte d’Assise a Firenze per l’omicidio di Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo inseguito e ucciso a coltellate dal branco, addirittura per un errore di persona, il 29 dicembre 2024 a Campi Bisenzio (Firenze). Oggi è stato chiamato a testimoniare l’autista del bus sui cui cercava rifugio Maati. L’uomo, chiamato dall’avvocato della famiglia di Maati, si è avvalso della facoltà di non rispondere o ha detto di non ricordare ciò che avvenne la notte dell’omicidio.

L’autista di Autolinee Toscane è stato condannato in via definitiva per omissione di soccorso a pagare 3.600 euro. Secondo la ricostruzione della procura, Maati fu inseguito dal branco, bloccato, trascinato sul marciapiede e picchiato. Il diciassettenne cercò di scappare verso il bus ma fu raggiunto da un ragazzo, che lo afferrò per i capelli e lo ferì al petto. Maati cadde dal bus, si risollevò, fece qualche passo e ricadde
nuovamente privo di sensi sulla strada, sanguinante.

Oggi al processo il conducente ha spiegato che al capolinea di Campi, in via Buozzi, strada centrale, “c’erano alcuni ragazzi un po’ agitati appena usciti dalla discoteca. Era buio, ho avuto l’impressione che una persona bloccasse le porte del pullman”. Ma quando alla domanda se quella persona fosse sola “si è
avvalso della facoltà di non rispondere” e poi ha detto di “non aver visto nulla: “gli schermi sono spesso offuscati, anche a causa delle telecamere poco pulite”. Non ricorda se portava gli auricolari e neppure ha saputo dire se sia avvenuto “qualcosa di anomalo”. Alla domanda se i passeggeri gli avessero fatto notare
che sul pavimento del bus c’era sangue si è avvalso della facoltà di non rispondere. E ha aggiunto che su quelle tracce di sangue non gli è stato chiesto dai superiori, nell’azienda, di fare una relazione alla fine del servizio.

Al processo sono imputati cinque giovani accusati di omicidio volontario aggravato: Diego Voza, 18 anni; Denis Alexander Effa Ekani, 22 anni; Denis Mehmeti, 20 anni; Ismail Arouii, 20 anni; Francesco Pratesi, 18 anni che avrebbe sferrato la coltellata al cuore. Braccarono e uccisero Maati perché delle loro amiche – sbagliando persona – lo avrebbero indicato come il ragazzo con cui c’era stato un piccolo screzio in precedenza. Maati mentre veniva ucciso continuava a dire “Non sono io”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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