
Auto sulla folla a Modena: El Koudri resta in carcere. L’avvocato chiede visita per lui: “Sentiva le voci e non dormiva”

MODENA – Confermata la custodia cautelare in carcere e l’arresto per Salim El Koudri, il 31enne che sabato pomeriggio, 16 maggio 2026, a Modena, ha travolto diverse persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro.
La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari e arriva dopo alcune ore dall’udienza, svoltasi nel carcere di Modena, durante la quale l’avvocato di El Koudri, Fausto Gianelli, non si era opposto alla richiesta della Procura. L’accusa è di strage con l’aggravante delle lesioni gravissime.
La procura di Modena aveva chiesto la convalida dell’arresto e la custodia in carcere, ma non ha contestato l’aggravante terroristica o di odio razziale e nemmeno la premeditazione. Lo riferisce il legale Fabio Gianelli, fuori dal carcere di Modena, al termine dell’udienza.
Il legale aggiunge che è stata confermata l’accusa di strage, ma per il momento, dunque, “gli vengono contestate solo le lesioni gravissime”.
Davanti al gip di Modena, nell’udienza di convalida che si è svolta in carcere, Salim El Koudri non ha detto nulla in merito ai fatti di sabato, quando a Modena si è lanciato a tutta velocità con l’auto sui passanti, ma ha fornito i codici di sblocco del suo cellulare, che potrà così essere analizzato per approfondire la personalità e il passato del giovane.
L’avvocato Fabio Giannelli ha chiesto una visita per il suo assistito e ha detto di augurarsi che gli vengano prescritti medicinali che possano stabilizzarlo, così da favorire la sua collaborazione con la giustizia. “Si è comunque mostrato più lucido di ieri – ha detto l’avvocato – mi ha chiesto le sigarette. Gli ho detto che verranno i suoi genitori, ma lui mi ha risposto ‘aspettiamo, voglio essere pronto’. La procura giustamente ha chiesto la convalida dell’arresto e ha chiesto la custodia in carcere, che in questo momento è certamente quello che ci aspettavamo”.
In merito all’aggravante di premeditazione, il legale spiega che “non è stata accertata perché è vero che lui compie un gesto orrendo, ma nessuno al momento ha capito davvero cosa sia scattato nella sua mente quel giorno, saranno gli psichiatri forensi ad accertarlo”.
“Sentiva delle voci, non dormiva più e aveva la tachicardia”, prosegue l’avvocato Gianelli. “È anche per via delle voci che sentiva nella sua testa”, spiega ancora il legale, che El Koudri, “va al centro di salute mentale, dove lo prendono in carica”.
E ancora: “Quando si reca personalmente al centro di salute mentale di Castelfranco, gli viene diagnosticato un disturbo schizoide della personalità”. Un disagio che per il legale “non sarebbe stato curato adeguatamente e che oggi è arrivato al limite estremo”.
