Ucraina: nasce a Parigi scudo antimissile europeo. C’è anche l’Italia. Nuove sanzioni a Mosca per cyberattacchi. Cremlino furioso

PARIGI – Macron corre: annuncia esercitazioni internazionali per far vedere che l’Europa “volenterosa” non scherza nell’aiuto all’Ucraina. Ma anche a sé stessa. Ecco la notizia: dieci Paesi rafforzano il sostegno all’Ucraina su più fronti, da quello militare a quello diplomatico. A Parigi nasce una coalizione per sviluppare uno scudo antibalistico comune, mentre a Bruxelles l’Unione europea vara nuove sanzioni contro esponenti e strutture legate ai servizi russi accusati di cyberattacchi e attività di destabilizzazione.
S’intensifica, intanto, lo scontro diplomatico fra Russia e alcuni Paesi europei. Sullo sfondo resta l’escalation del conflitto, con Kiev che denuncia nuovi bombardamenti contro obiettivi civili. A Parigi Ucraina, Italia (con il vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani), Francia, Germania, Regno Unito e altri 5 Paesi europei hanno lanciato la nuova Coalizione antibalistica, con l’obiettivo di sviluppare una capacità comune di difesa contro i missili balistici. Il progetto, denominato Freyja, punta a mettere in comune industria, ricerca ed esperienza operativa per creare uno scudo europeo complementare ai sistemi già esistenti.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha sostenuto che una difesa antibalistica efficace è fondamentale per costringere Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di un passo decisivo per rafforzare la sicurezza collettiva e costruire una vera difesa europea. Parallelamente, Regno Unito e Unione europea hanno firmato l’accordo che consentirà a Londra di partecipare al prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato al sostegno dell’Ucraina, ampliando così anche la platea delle aziende della difesa che potranno fornire equipaggiamenti a Kiev.
Sempre nel contesto della riunione dei volenterosi, Macron ha annunciato per i prossimi mesi esercitazioni della forza multinazionale nei “Paesi limitrofi” all’Ucraina. “Abbiamo deciso le esercitazioni che si svolgeranno nei prossimi mesi. Saranno effettuate nei Paesi confinanti con l’Ucraina per convalidare i nostri piani di dispiegamento e dimostrare che siamo pronti, determinati e credibili”, ha detto l’inquilino dell’Eliseo, aggiungendo poi che Francia e Ucraina hanno concordato una “tabella di marcia” che prevede l’acquisizione da parte di Kiev di 16 caccia Rafale e dei relativi armamenti, “il primo dei quali dovrebbe volare nello spazio aereo ucraino già nel 2028-2029”.
Sul terreno, intanto, proseguono gli attacchi russi. Zelensky ha denunciato nuovi bombardamenti contro autobus, edifici residenziali e un ospedale, sostenendo che ogni raid conferma la necessità di rafforzare gli aiuti militari e le sanzioni contro Mosca. Dal Cremlino il portavoce Dmitry Peskov ha definito la Coalizione dei volenterosi una “coalizione di istigatori della guerra”, accusando i Paesi occidentali di voler prolungare il conflitto invece di favorire la pace. Sul fronte delle misure restrittive, l’Unione europea ha approvato nuove sanzioni contro 9 persone e 4 entità russe accusate di partecipare a campagne di spionaggio informatico e sabotaggio.
Bruxelles accusa in particolare il 16° Centro dell’intelligence russa dell’Fsb di aver condotto negli ultimi anni operazioni di cyberspionaggio e attacchi contro istituzioni governative e infrastrutture critiche in diversi Paesi europei. In questo contesto, Berlino ha convocato l’ambasciatore russo Sergei Nechaev, collegando direttamente la decisione alla campagna di cyberattacchi attribuita al gruppo Turla, ritenuto riconducibile all’Fsb.
Il governo tedesco sostiene di disporre di elementi raccolti dai propri servizi d’intelligence che dimostrerebbero il coinvolgimento di Mosca in attacchi contro obiettivi tedeschi. Anche la Francia ha annunciato una stretta. Il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot ha reso noto che nei prossimi giorni convocherà l’ambasciatore russo a Parigi e che saranno imposte sanzioni contro nove persone e quattro entità ritenute responsabili di “una vasta campagna informatica con finalità di sabotaggio e spionaggio” attribuita all’Fsb e condotta, secondo Parigi, contro una decina di Paesi europei. Il ministro ha inoltre assicurato che la Francia denuncerà pubblicamente le attività informatiche attribuite a Mosca.
La risposta russa non si è fatta attendere. L’ambasciata di Mosca in Germania ha respinto come “prive di qualsiasi prova” le accuse europee, avvertendo che l’eventuale ampliamento delle “sanzioni illegali” dell’Ue “non resterà senza conseguenze”.
Lo scontro diplomatico si è ulteriormente intensificato con la convocazione, da parte del ministero degli Esteri russo, dell’ambasciatore tedesco Alexander Lambsdorff. Mosca ha contestato il crescente sostegno militare di Berlino all’Ucraina, accusando la Germania di contribuire indirettamente agli attacchi contro infrastrutture civili russe attraverso forniture di armi e cooperazione industriale con Kiev.
