Morto Osvaldo Bagnoli, allenatore mito del Verona campione d’Italia

VERONA – E’ morto oggi, 17 luglio 2026, a 91 anni, Osvaldo Bagnoli, allenatore mito. Portò il Verona allo scudetto e mise a segno imprese con varie società.
L’Hellas Verona lo aveva eletto presidente onorario. In un post ha scritto: “Impossibile racchiudere in poche righe cosa ha rappresentato e rappresenta per l’Hellas Verona Osvaldo Bagnoli. Originario della Bovisa, quartiere operaio di Milano, e di umili origini, Osvaldo ha conservato in ogni sua parola e in ogni suo gesto un’umiltà che hanno ispirato rispetto e ammirazione da ogni persona e tifoso incontrato sul proprio cammino”.
“Dopo un inizio di carriera da giocatore al Milan – prosegue il post – è proprio al Verona che Osvaldo si è imposto per quattro anni come mezz’ala dall’ottima predisposizione al gol – ricorda il Club -. Appese le scarpette al chiodo nel 1973, se le riallaccia per diventare, immediatamente, allenatore della Solbiatese. Nelle esperienze a Como, Rimini, Fano e Cesena ottiene salvezze, promozioni e mostra le qualità che nel 1981 lo portano a incrociare nuovamente la strada del Verona che, dopo un decennio quasi ininterrotto di Serie A, fatica a tornare nella massima serie”.
“Pronti, via: l’estate dell’Italia Campione del Mondo in Spagna è anche quella in cui, al primo tentativo e al termine di una cavalcata esaltante, Bagnoli e il suo Verona tornano in Serie A, l’unica categoria frequentata dai gialloblù per le 8 stagioni successive”, prosegue l’Hellas Verona, sottolineando come non si trattasse di una Serie A “qualsiasi”, ma della “migliore di sempre, dove il piccolo grande Verona del piccolo grande Osvaldo conquisterà tre partecipazioni alle coppe europee (due UEFA e una dei Campioni) e due finali di Coppa Italia”.
Ma è nella stagione 1984/85, naturalmente, che si compie il capolavoro assoluto di Bagnoli e del Verona, prima e tutt’ora unica squadra di città non capoluogo di Regione a conquistare lo Scudetto nella Serie A a girone unico. Un’impresa mai troppo celebrata, che tutti i protagonisti, nessuno escluso, attribuiscono prima di tutto al mister”, scrive il Club.
“Negli ultimi anni di vita – conclude il ricordo della società – i meritati riconoscimenti: la Hall of Fame del Calcio Italiano della FIGC nel 2017, il titolo di Presidente Onorario dell’Hellas Verona nel 2018. Col suo carattere semplice e l’intelligenza acutissima, il suo broncio dolce e concentrato che, in quel dodici maggio 1985, si aprì nel sorriso più bello e vero che la nostra città abbia mai visto. Sei il più Grande di tutti. E ci manchi già, Osvaldo”.
