Nazionale: Guardiola ct costerebbe 20 milioni l’anno. Contattato anche Ancelotti. Maldini: “Aspettiamo quello giusto”

MILANO – Secondo le indiscrezioni, Pep Guardiola chiederebbe circa 20 milioni l’anno per guidare la Nazionale italiana. Ma la novità è Carlo Ancelotti contattato dalla Federazione. E la possibilità che da qui ai prossimi giorni spuntino anche altri nomi “per completare il gruppo”.
C’è fretta, ma non troppa per la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale e non solo. L’importante è trovare le figure giuste. E’ quanto emerso dalla prima uscita ufficiale del neo presidente della Figc Giovanni Malagò, del direttore tecnico e presidente del Club Italia, Paolo Maldini, e dell’advisor Leonardo che hanno presentato in assemblea, alle società di Serie A, la nuova idea di assetto del Club Italia e il piano di ristrutturazione tecnica del calcio italiano.
“Ho deciso di buttare il cuore oltre le resistenze: lo sport e il calcio sono dei richiami ai quali faccio fatica a dire di no”, ha esordito Malagò in conferenza stampa. Nel presentare Maldini e Leonardo, l’ex presidente del Coni ha sottolineato che “c’è condivisione tra di noi, c’è un discorso che riguarda i prossimi sei, 8-10 anni perché il traguardo è l’Europeo in casa del 2032. Sperando di essere poi confermato nel prossimo mandato”, ha aggiunto. E a proposito ancora di Maldini e Leonardo, Malagò ha sottolineato come “non c’è stata nessuna richiesta di premi e bonus, perchè sono vincenti”.
Maldini e Leonardo hanno presentato ai presidenti di Serie A la nuova idea di assetto del Club Italia e il piano di ristrutturazione tecnica del calcio italiano: il tutto, incentrato su un profondo cambio di mentalità che deve partire dal rimettere tecnica e gioco al centro del progetto. Le idee ci sono, ma i tempi sono stretti visto che il 25 settembre si torna in campo per l’esordio in Nations League contro il Belgio. Per cui inevitabile che la scelta del nuovo ct continui a tenere banco.
“L’ideale sarebbe averlo entro questa settimana, ma stiamo aspettando la persona che realmente vogliamo. C’è fretta, ma non troppa”, ha esordito Paolo Maldini che a chi gli ha chiesto poi se davvero Pep Guardiola abbia chiesto 20 milioni di ingaggio per ricoprire il ruolo di CT della Nazionale italiana, ha replicato: “Per Pep l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante”.
“Ad oggi non possiamo dare indicazioni, non possiamo nascondere che abbiamo parlato anche con Carlo Ancelotti, perché ci sembrava giusto iniziare con quelli che riteniamo i migliori al mondo”, ha poi rivelato Maldini. Dal canto suo, ancora Malagò sulla tempistica del prossimo ct ha detto: “L’interesse di tutti è fare il prima possibile, ma cerchiamo di fare tutte le valutazioni migliori per decidere”.
Non si esclude che l’annuncio arrivi già martedì, in occasione del Consiglio Federale a Roma. “E’ possibile, magari prima ci sarà qualche altro nome che farà parte del gruppo”, ha aggiunto Malagò con riferimento anche ad altre figure che andranno a comporre lo staff azzurro.
Tempi che non convincono, però, la Lega di Serie A, anche se l’incontro si è svolto in un clima positivo, con una straordinaria accoglienza dei club. Se il presidente Ezio Simonelli ha rimarcato che “Malagò ha detto che lui vola alto, come dimostra la scelta di Maldini e Leonardo. Sono una garanzia per tutti noi, mi auguro che presto torneremo ad essere una grande nazione calcistica: siamo in buone mani”.
Dall’altra parte c’è il presidente del Torino, Urbano Cairo, che ha invitato la Figc a fare presto. “Maldini lo conoscevo, sia lui che Leonardo mi hanno fatto una buona impressione. Poi, secondo me, il tema vero è che, rispetto ai tempi di una rifondazione, è molto importante cercare di fare le cose un po’ più velocemente, nel senso che i primi 100 giorni sono determinanti. Hanno parlato di 8-10 anni, una roba che neanche l’Unione Sovietica, secondo me i tempi devono essere molto più corti”.
Anche sulla scelta del nuovo ct della nazionale, Cairo è sembrato avere idee diverse. “Malagò, che è bravo, deve stare attento: è vero che ha scelto Maldini e quindi non vuole essere lui quello che sceglie o perlomeno lo fa collegialmente, però poi sono decisioni che pesano sul Presidente”, ha detto ricordando anche la scelta dell’allora presidente della Figc Carlo Tavecchio di affidare la panchina azzurra ad Antonio Conte per cui “ebbe un abbrivio incredibile da una scelta giusta”.
Alla domanda se stava ancora perorando la causa di Conte, Cairo ha risposto: “Fortunatamente non devo decidere io, c’è qualcun altro che deve farlo. Io ho fatto degli esempi, ho detto come il fatto di fare delle scelte giuste può dare un abbrivio a una Presidenza di un certo tipo”.
La sensazione, però, è che difficilmente Maldini e Leonardo si faranno tirare per la giacchetta dalla Serie A. La dimostrazione è il fatto che anche oggi hanno ribadito l’importanza delle idee e dei programmi.
“L’ho sentito bene il Presidente di Lega, io penso che quello che si diceva della fretta è comprensibile. Anche noi vogliamo fare quanto prima, però penso che questo percorso sarà fondamentale anche per definire esattamente quello che vogliamo, quindi aspettare qualche giorno penso che sia una cosa giusta. Ma abbiamo le idee chiare”, ha dichiarato ancora Maldini.
“Ci sono tanti tipi di allenatori che sono vincenti, ma bisogna trovare quello che sia in sintonia con la direzione tecnica. Fino ad ora c’era un ct che era a capo di tutto, ora l’idea è creare una metodologia di allenamento che vada a cascata a partire dalla Nazionale A fino alle giovanili”, ha sottolineato a sua volta Leonardo secondo cui “il calcio italiano è rimasto indietro a livello tecnico. Dobbiamo dare ai ragazzi ‘libertà’. È una questione di metodologia tecnica”.
Tra i due ex dirigenti del Milan che c’è grande sintonia, come ha confermato ancora Leonardo. “C’è da costruire un’idea, noi siamo complici di sogni e di idee da tanti anni. Abbiamo sempre condiviso pensieri, anche che un giorno poteva capitare un’opportunità di realizzare questi sogni e questa è arrivata a lui in una maniera molto forte”, ha detto. La speranza è che i loro sogni diventino anche quelli di milioni di appassionati che sperano di rivedere presto la Nazionale giocare un Mondiale e, magari, vincerlo.
