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Fabbrica Europa: al via a Firenze la 23esima edizione con danza, musica e teatro

Jaroslaw Fret, The Maids-Materials (ph. Magdalena Cydzik, diffusione uff. stampa)

FIRENZE – Fabbrica Europa XXXIII va dall’11 settembre all’11 ottobre 2026. Un mese esatto di Festival; 14 spazi; 18 tra anteprime, prime nazionali, prime assolute; 40 compagnie/gruppi (internazionali e nazionali); 70 appuntamenti; oltre 130 artisti di 21 paesi: Italia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania, UK, Spagna, Albania, Polonia, Portogallo, Grecia, Libano, Ucraina, Turchia, Armenia, Marocco, Senegal, Cina, Giappone, USA.

Un festival che sceglie di andare oltre l’Occidente, oltre le sue narrazioni consolidate e i suoi confini simbolici, per tornare a un’essenza più profonda: quella di un Mediterraneo non come spazio geografico chiuso, ma come orizzonte mobile di scambio, di costruzione di significati e di conoscenza, attraversato da culture, lingue, miti e conflitti, che ancora oggi continua a generare domande e possibilità.

Con queste premesse Fabbrica Europa affronta e riflette sul concetto stesso di Europa da una prospettiva multidisciplinare, performativa ed evocativa, capace di tenere insieme linguaggi differenti e strati non lineari di temporalità.

Questo il programma:

La Terrazza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino accoglie Dance People, nuova creazione del coreografo libanese OMAR RAJEH.Il titolo parla da sé: mette la comunità al centro della creatività, affermando il valore aggregante della danza e facendone un atto politico attraverso la condivisione dello spazio con i cittadini, parte attiva dell’evento. In un mondo guidato dagli algoritmi e dall’intelligenza artificiale, le questioni più urgenti riguardano il modo in cui viviamo gli uni con gli altri. Qual è lo spazio della democrazia, della cultura, dell’identità, della condivisione? Omar Rajeh e Mia Habis, con un eterogeneo gruppo di artisti, invitano il pubblico a partecipare a un momento creativo collettivo, festoso ma al contempo critico nei confronti delle dinamiche di potere. Dance Peoplenon è uno spettacolo da osservare a distanza, ma un gesto da condividere e uno spazio da abitare. In collaborazione con Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. (11/09).

I PROTAGONISTI INTERNAZIONALI

Tremens_Ride delcollettivo belga CREW, in prima nazionale, è un’esperienza immersiva tra teatro e realtà virtuale incarnata. Ispirata al Timone d’Atene di Shakespeare, esplora la tensione tra desiderio di vivere i rapporti umani e rischio di ridurre gli individui a meri dati. I partecipanti attraversano architetture interattive, avatar e illusioni digitali che sfumano tra reale e virtuale. Accostando Timone a Mark Zuckerberg, Tremens riflette su promesse e rischi dei mondi virtuali e su cosa significhi essere umani in un paesaggio sempre più mediato dalla tecnologia. (ex Centrale termica Fiat di Novoli, 12,13/09).

Il regista JAROSLAW FRET (Studio Wachowicz/Fret & The Grotowski Institute) presenta in prima nazionale The Maids – Materials, ispirato a Les Bonnes di Jean Genet.In un centro di accoglienza per rifugiati, donne provenienti da diverse parti del mondo danno vita a giochi e micro azioni performative per rivelare le loro identità nascoste. Si esprimono in una lingua che prende forma davanti agli spettatori e che non riusciranno mai a padroneggiare del tutto. Il tono cambia gradualmente. La questione dell’identità passa in secondo piano, facendo emergere il tema della dignità, da rivendicare qui e ora, non soltanto dopo la morte. In collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana. (Teatro Era di Pontedera, 2,3/10).

People used to die è il re-work di Avant les gens mouraient del collettivo francese (LA)HORDE, affidato a Equilibrio Dinamico Dance Company. Quindici danzatori reinterpretano i linguaggi dell’Hardjump, dell’Hakken e del Jumpstyle, danza underground fatta di salti rapidi, movimenti ritmici e figure acrobatiche. La scena esplode tra interventi corali di street dance e assoli in freestyle su musiche che diventano motore della composizione. La compagnia pugliese riallestisce inoltre Mahalaga Landscapes, coreografia di JILL CROVISIER, che esplora il rapporto tra corpo, ambiente e memoria attraverso una gestualità istintiva e rituale, trasformando la scena in un paesaggio vivo. (Teatro Puccini, 11/10).

Il libanese RABIH ABOU KHALIL porta sul palco un brillante compendio tra la tradizione musicale del Medio Oriente e il vocabolario del jazz contemporaneo. Virtuoso e innovatore dell’oud, articola una partitura che respinge l’etnicismo esotico a favore di un linguaggio strutturato, vertiginoso e in continuo dialogo con l’improvvisazione. Incastri ritmici dispari, fraseggi microtonali e una scrittura aperta all’imprevisto rendono il concerto un dispositivo magnetico. L’oud smette di essere strumento antico per rivelarsi motore di una modernità trasversale e attuale che fa di Khalil uno degli autori più visionari della scena musicale internazionale. (Teatro Puccini, 9/10).

Circle of Resonance è l’incontro inedito tra ARTO TUNÇBOYACIYAN, iconico percussionista armeno-anatolico e leader della Armenian Navy Band, il virtuoso turco del kemençe DERYA TURKAN, maestro delle tradizioni classiche ottomane, e MICHEL GODARD, tubista e compositore francese, tra i rarissimi interpreti contemporanei del serpentone. Immaginato dall’etichetta BlurNotes, il progetto destruttura l’idea stessa di concerto: senza spartiti né leader, i musicisti si dispongono in cerchio per tradurre l’impulso in suono, trasformando l’ascolto in pura evocazione spaziale e spirituale. (PARC, 20/09).

ANA LUA CAIANO, cantautrice e polistrumentista portoghese, è una delle figure della nuova scena musicale internazionale. La sua musica fonde avant-folk lusitano e deconstructed club, intrecciando voce, sintetizzatori, drum machine e fiati con la melodia tradizionale portoghese. Nel concerto presenta i brani del nuovo album, segnato da una tagliente scrittura di denuncia sociale, trasformando l’inquietudine contemporanea in una materia sonora stratificata e anticonvenzionale. (Manifattura Tabacchi, 13/09).

WAYNE HORVITZ, figura di spicco della downtown scene newyorkese e della musica contemporanea, noto per le collaborazioni con John Zorn e i Naked City, guida Miles in the Sky con il suo Electric Circus, un grande ensemble a prevalenza elettrica che fonde soul, funk e jazz-rock. Il progetto rilegge il Miles Davis più visionario attraverso una formazione orchestrale di ampio respiro, portando nel XXI secolo le sonorità della sua rivoluzionaria stagione elettrica. (Teatro Cantiere Florida, 8/10).

In un set acustico radicale e immersivo, GEORGE XYLOURIS, membro di un’iconica dinastia musicale cretese, riannoda le radici della tradizione con il presente. Grazie al suo laouto e alla sua voce profonda e ancestrale, Xylouris si fa medium di una storia millenaria. Il concerto scardina la forma classica esaltando la componente emotiva e improvvisativa, portando in scena quel “perdersi per rinascere” che rende ogni sua performance un microcosmo autonomo in perpetuo divenire.(Museo Novecento, 18/09).

In Calligraton il duo di musica elettronica SCHNITT incontra l’arte dello shodō dell’artista giapponese Aoi Yamaguchi. La scena si trasforma in una tela dove frequenze e calligrafia dialogano in tempo reale. I movimenti del pennello, catturati da sensori, influenzano i parametri sonori e visivi, esplorando l’equilibrio tra suoni e silenzi, vuoti e pieni. Una performance audiovisiva immersiva che rinnova l’antica disciplina del tratto attraverso il rigore dell’arte digitale. (Tenax, 22/09).

Shifting Latitudes, in prima assoluta, si ispira alla metafora dei paralleli che unisce i luoghi d’origine del coreografo catalano ROBERTO OLIVAN e del percussionista pugliese PINO BASILE. Da due punti allineati ma distanti, i performer esplorano la geografia del corpo in una narrazione non lineare dove improvvisazione e suono diventano dialogo vivo. In questa nuova versione, la danzatrice francese CLÉMENTINE TELESFORT aggiunge un terzo asse al lavoro, trasformando la dualità iniziale in un trio magnetico e aprendo una riflessione sull’Europa come spazio di identità nomadi. (PARC, 27/09).

LA SCENA NAZIONALE

Tragùdia – il canto di Edipo diALESSANDRO SERRA è una riscrittura del mito che riporta il testo antico verso una dimensione universale. Eroe cieco ed esule, il re di Tebe incarna la condizione dell’uomo contemporaneo, sospeso tra la ricerca della verità e la perdita di ogni certezza. Per ritrovare nel presente il senso del rito, il regista e autore ricorre al grecanico, antichissimo idioma ancora parlato in alcune aree della Magna Grecia. A questa lingua istintiva e sensuale, alla sua musicalità e alla forza evocativa del canto, Serra affida il compito di restituire il mito allo spettatore di oggi in tutta la sua potenza sensoriale. Il canto di Edipo nasce sulle macerie della tragedia classica per esplorare le rovine della società contemporanea e riscoprire la voce della polis, alla ricerca di una dimensione collettiva perduta. In collaborazione con Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. (Teatro Goldoni, 25,26/09).

Dittico delle Radici di RESEXTENSA DANCE COMPANY porta le radici rituali della cultura pugliese e mediterranea in un’esperienza contemporanea. Mors, coreografia di Elisa Barucchieri e Moreno Guadalupi, attraversa la dimensione archetipica del tarantismo, dove il ragno, il serpente, lo scorpione e il femminile richiamano immagini simboliche di trasformazione. In Wolf Spider, coreografia di Mattia Russo e Antonio De Rosa (fondatori di Kor’sia) la pulsazione della pizzica si espande in una potente energia collettiva, facendo del gesto individuale un rito condiviso. (Teatro Cantiere Florida, 3/10).

In anteprima, Strike two, nuova creazione di PHILIPPE KRATZ, nasce dal confronto con il Trio per pianoforte n. 2 di Dmitrij Šostakovič, composto nel 1944 dopo la morte dell’amico Ivan Sollertinskij. La musica intreccia lutto e memoria, guerra e ricordo, tensioni che Kratz esplora attraverso due corpi, la cui relazione resta indefinita: fratelli, avversari, amanti, estranei o la stessa persona. Ogni gesto oscilla tra sostegno e cancellazione, ascolto e resistenza; ogni equilibrio è messo in discussione. In collaborazione con Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e con la partecipazione della Scuola di musica di Fiesole. (Teatro del Maggio Musicale Fiorentino / Sala Orchestra, 26/09).

GIOVANFRANCESCO GIANNINI, FABIO NOVEMBRINI e ROBERTA RACIS in Vanitas rileggono l’iconografia della vanitas cinquecentesca. In un Eden immaginario, nature morte di frutti, fiori, candele e clessidre evocano la caducità della vita e scandiscono l’inesorabilità del tempo. Le immagini filmate dal vivo e proiettate simultaneamente si compongono e si disfano, trasformando anche il corpo in una presenza effimera, parte di un ciclo perenne di fine e rinascita. (Teatro Cantiere Florida, 27/09).

Angels’ Orders – The Rilke project di IVONA nasce dal confronto tra la Prima Elegia di Rilke e un paesaggio vivo, attraversato da vento, respiro, suono. L’incontro tra poesia e musica elettronica diventa impulso fisico, vibrazione, ritmo. Il BPM del DJ set, attraversando i corpi, crea una relazione imprevedibile in cui l’ascolto reciproco si trasforma in una composizione vivente e spontanea. (PARC, 7/10).

Frankenstein (History of Hate) di MOTUS indaga la mostruosità come esito del rigetto sociale, esplorando l’odio che scaturisce quando l’amore viene negato, umiliato, e l’incontro fallisce. In questo “film performato”, i livelli narrativi collassano in una visione apocalittica: il Capitano Walton e Mary Shelley si muovono su un pianeta arido, tra echi di guerre e droni. La creatura, rifiutata per la sua alterità, intreccia la propria voce con le testimonianze del progetto filmico «[ÒDIO]», svelando come il mostro prenda forma nell’assenza di ascolto. (Teatro Cantiere Florida, 30/09).

Con temporale {a lesbian tragedy}, SILVIA CALDERONI e ILENIA CALEO costruiscono una drammaturgia di meteorologie, stati affettivi e perturbazioni che tocca l’inquietudine del presente. Corpi che si accasciano, glitch, umori condensati e backrooms compongono un paesaggio in cui il dentro e il fuori si confondono e la realtà appare incrinata. La scena diventa così un sistema instabile di atmosfere e presenze, una tragedia che scrive il tempo con nuvole, spaesamento e desiderio. (PARC, 3,4/10).

Bandiera, nuovo spettacolo di CAPOTRAVE, esplora le contraddizioni della contemporaneità attraverso il rapporto tra politica, economia e potere. Tre interpreti mettono in scena compromessi e conflitti etici, in un’atmosfera sospesa tra realismo e pensiero magico. (Teatro Cantiere Florida, 10/10).

Human Echoes è il frutto dell’incontro tra MARIA CORTESI e SIMONE GRAZIANO, un vero e proprio dialogo tra voce e pianoforte, arricchito da archi e percussioni. Il progetto mette in relazione nella scrittura di composizioni e canzoni ispirate al presente due sensibilità differenti, facendo dell’ascolto reciproco la materia stessa della performance. (Museo Marino Marini, 1/10).

MAI MAI MAI, musicista e performer sempre ai confini dei linguaggi, presenta dal vivo Karakoz, un lavoro nato in Palestina, tra Ramallah e Betlemme, durante una residenza artistica nel 2024. Archivi sonori, collaborazioni locali e risonanze del paesaggio confluiscono in una materia scura e visionaria, dove il suono agisce insieme come immersione percettiva e gesto militante. (Museo Marino Marini, 2/10).

Cantautrice e percussionista salentina, RACHELE ANDRIOLI intreccia il repertorio popolare pugliese con influenze mediterranee e contemporanee. L’album d’esordio Leuca ha vinto il Premio Nazionale Città di Loano e il Premio Giovani 2023. È ideatrice di Coro a Coro, progetto corale di comunità per donne di età e provenienze diverse, dedicato all’inclusione e alla multiculturalità. (Museo Novecento, 19/09).

EVITA POLIDORO, batterista, cantante e compositrice italiana, è tra le personalità emergenti della scena europea. Il suo linguaggio intreccia jazz, rock, elettronica e sperimentazione. Ha collaborato con Enrico Rava, Dee Dee Bridgewater e Francesca Michielin ed è ideatrice del progetto Nerovivo, dove esplora sonorità tra improvvisazione, ambient e post-rock.(Manifattura Tabacchi/Aula Magna Polimoda, 3/10).

Con Eight il violoncellista FRANCESCO DILLON dà forma alla partitura del compositore americano Michael Gordon per un organico di otto violoncelli della Scuola di Musica di Fiesole. Il progetto si distacca dalle tradizionali dinamiche concertistiche per farsi rito contemporaneo e installazione sonora. Il suono si propaga nello spazio e rimbalza da uno strumento all’altro, in un dialogo ininterrotto tra respiro contemporaneo e struttura essenziale. (Frittelli Arte Contemporanea, 23/09).

Con Voci | Murate SAVERIO LANZA prosegue nel processo di indagine iniziato con Le voci dei padri e ne porta avanti l’essenza in una nuova tappa site specific. Frammenti vocali, narrazioni intime e testimonianze confluiscono in una partitura che dalle ninnananne di culture diverse vira verso una riproducibilità ibrida tra voci acustiche e interventi acusmatici. (MAD Murate Art District, 07/10).

Con ZERO,999… il sound artist RICCARDO LA FORESTA fonde strumenti acustici e digitali in un live immersivo, insieme alle sculture di ROXY CERON e al light design di AKASHA. Ispirata a Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino, la performance decostruisce il suono attraverso droni stratificati e logiche combinatorie, esplorando nuove dimensioni temporali e percettive.(PARC, 25/09).

RG_trilogia in solo violoncello_RIZOMA #6_a Cate di FOSCA affida al violoncello di Matteo Bennici l’architettura di uno spazio acustico ed emotivo rarefatto: le frequenze dello strumento generano l’azione evocando assenze e rievocando presenze, in un omaggio vibrante. Apre la serata l’installazione video del terzo atto della trilogia di Rattingan Glumphoboo, realizzato da Maria Pecchioli e interpretato da Laura Dondoli con la regia di Caterina Poggesi. (PARC, 6/10).

GLI ARTISTI EMERGENTI

In CentiMemory di MARINE FERNANDEZ,in prima assoluta, la rosa, simbolo della bellezza che muta, è evocata in scena da scarpe rosse che richiamano le diverse fasi della vita, diventando metafora di un’identità fragile e in trasformazione. Il progetto è supportato da EFFEA European Festivals Fund for Emerging Artists ed è sostenuto da una rete di Festival internazionali: Fabbrica Europa, Derida Dance Fest in Bulgaria e Istanbul Fringe Festival in Turchia. (PARC, 17,18,19/09).

Sawt (Studio) della poeta performativa WISSAL HOUBABI esplora la memoria diasporica attraverso l’Aita, espressione vocale delle donne marocchine. La leggendaria poeta orale Nairiya diventa simbolo di opposizione alle eredità coloniali e patriarcali. La voce di Houbabi si intreccia al suono dal vivo di Afif Ben Fekih, dando vita a un rito collettivo tra corpo, memoria e identità. (PARC, 17,18,19/09).

Hito di FLAVIA DULE e BEATRICE GUASTALLA racconta l’incontro tra due corpi alla ricerca di equilibrio, sostegno e appartenenza. Ispirata alla cultura giapponese, la creazione riflette sulla tensione tra connessione e individualità, in un gioco di fiducia, spazio e reciprocità. (PARC, 23,24/09).

Figliasanta, in prima assoluta, esplora la condizione di essere figlia e, insieme, madre della propria madre. Attraverso il corpo di LUDOVICA M. POERIO si indaga la generatività come trasformazione ed emancipazione. SERGIO BEERCOCK con voce, elettronica live e loop-station, costruisce un rituale sonoro in continua metamorfosi, ispirato al mito di Kore/Persefone. (PARC, 24/09).

In Lunare di COLLETTIVO.SCENA, in prima assoluta, danza, visual e luci dialogano a partire dal mito dell’allunaggio. Tra realtà fisica e proiettata, i corpi creano un sistema gravitazionale aperto all’alterità, invitando a guardare oltre la prospettiva antropocentrica. (PARC, 23/09).

Carusə | sine Sole sileo di PIERANDREA ROSATO è un assolo che esprime il disfacimento di un rituale: un corpo giovane attraversa ciò che del tarantismo è perduto, ciò che ancora insiste nel presente e ciò che, nella sua forma più estrema, si rivolge verso la propria scomparsa. (PARC, 25,26/09).

Ikar, voliamo altissimo di AURA CALARCO e STEFANIA MENESTRINA, in prima assoluta, nasce come un volo di tentativi: tre minuti per ogni atto di avvicinamento che non cerca risposte, ma intreccia presenze. Ogni frammento è un incontro possibile, in un continuo cercarsi senza definirsi. (PARC, 1,2/10).

Ispirata all’acqua come materia in costante trasformazione, HyperWater, creazione in prima assoluta di DANIELE BIANCO per COB Compagnia Opus Ballet, esplora il corpo come organismo permeabile e il flusso come rito di passaggio. Forze ancestrali e contemporanee nutrono un’identità fluida, dove i performer diventano massa mobile e architettura liquida. (Teatro Cantiere Florida, 6/10).

Konpira Fune Fune, dal nome di un tradizionale gioco giapponese, è il lavoro in prima assoluta di ANNA PESETTI che indaga il rapporto tra due corpi maschili, tra regola e libertà, controllo e abbandono. Il gioco diventa spazio di incontro e complicità, rivelando dinamiche di potere e fiducia. (PARC, 7,8/10).

JONATHAN BERTOLAI e IAN GUALDANI con Clown – Schnapsidee, adattamento da Opinioni di un clown di Heinrich Böll, portano in scena un clown disarmato, patetico e feroce che si scontra con una società ossessionata da una morale usa e getta. (PARC, 8/10).

DENTRO IL CONTEMPORANEO

Un progetto dedicato ad autori under 25, realizzato in collaborazione con Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e curato da Marinella Guatterini, docente e critica di danza.

Otto performance, in due serate, firmate da sei giovanissimi coreografi, laureatisi alla Scuola milanese nel 2025, intervallate da brevi pillole teoriche di Marinella Guatterini. (PARC, 10,11/10).

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