In realtà erano vere e proprie imprese commerciali

Arezzo: falsi enti no profit nel mirino della Finanza. Accertate evasioni fiscali per 1,4 milioni

di Sandro Addario - - Cronaca

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 Guardia di Finanza

AREZZO – Un giro d’affari di oltre 1,4 milioni di euro e neanche un centesimo pagato al fisco. È quanto è stato accertato dalla Guardia di Finanza di Arezzo a carico di una ventina di associazioni culturali e sportive che si avvalevano dei benefici fiscali previsti per gli enti no-profit. In realtà sarebbero state vere e proprie società commerciali con fini di lucro.

Si tratta di attività legate allo sport e in particolare alla gestione di palestre di fitness, ma anche a sagre e manifestazioni all’aperto, dove venivano somministrati pasti e bevande a prezzi commercialmente competitivi. Tutto senza scontrino e senza dichiarare gli incassi al fisco. Tredici persone sono risultate essere impiegate «a nero» o in forma irregolare.

Le indagini sono partite anche da segnalazioni di commercianti in regola, che si sentivano danneggiati e vedevano diminuire il proprio lavoro a causa della concorrenza sleale di questi falsi enti non profit.

«Unico comune denominatore – si legge in una nota della Finanza – simulare l’esercizio dell’impresa con l’iscrizione associativa del cliente, avvalersi del regime forfettario previsto dalla Legge 398/1991 ed omettere la presentazione delle dichiarazioni ai fini IVA ed Imposte Dirette»

Dalle indagini dei finanzieri – svolte durante il 1° semestre 2015 – è venuta fuori «la totale assenza dei requisiti relativi alla partecipazione alla vita ed alla gestione dell’associazione da parte dei soci, la mancanza dei requisiti relativi alla validità delle assemblee, del numero legale dei presenti e dell’effettiva partecipazione alle stesse, nonché la distribuzione indiretta degli utili e, in alcuni casi, l’inosservanza dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti e dei compensi superiori al limite imposto dalla normativa antiriciclaggio».

Individuato anche un circolo privato che non solo permetteva il gioco d’azzardo del poker on-line attraverso una postazione internet connessa ad un sito non autorizzato dall’Agenzia dei Monopoli di Stato, ma era anche sprovvisto delle autorizzazioni amministrative sia per quanto attiene l’esercizio dei giochi che per la somministrazione di alimenti e bevande effettuate all’interno del circolo stesso.

Al termine delle indagini, condotte dal Comando Provinciale di Arezzo, è stata accertata un’evasione alle imposte dirette per oltre 1.400.000 euro, corrispondenti agli incassi raccolti nei vari anni e mai sottoposti a tassazione, nonché di rilievi ai fini IVA per circa 400.000 euro. In un caso, si è proceduto al sequestro per equivalente dei beni immobili per oltre 100.000 euro, riconducibili al titolare di un’associazione sportiva, a garanzia del credito dovuto all’Erario.

 

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