La promessa di Renzi

Omicidio stradale: sì del Senato (con voto di fiducia). Ora alla Camera in quarta lettura

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Presidio omicidio stradale

Presidio omicidio stradale

ROMA – Come promesso un anno fa dal premier Matteo Renzi alle famiglie di Lorenzo Guarnieri e di Gabriele Borgogni, due giovanissimi toscani che persero la vita in due diversi incidenti stradali (uno dei quali il 10 dicembre), il disegno di legge che introduce nell’ordinamento i reati di “omicidio stradale” e di “lesioni stradali gravi e gravissime” è a un passo dal diventare legge. Il testo ottiene il via libera del Senato con un voto di fiducia chiesto dal governo, anche se con numeri piuttosto risicati: 149 sì, 91 no e nessun astenuto. Lega e il gruppo Ala dei Verdiniani non partecipano al voto, mentre M5S, FI, Sel e i 4 senatori riconducibili all’area di “Idea” (Carlo Giovanardi, Andrea Augello, Gaetano Quagliariello e Luigi Compagna) votano “no”. E anche il maxiemendamento messo a punto ieri in tutta fretta dal governo e dal relatore, Giuseppe Cucca (Pd), per “rimediare agli errori più vistosi” che emergevano dal testo modificato a Montecitorio non ha cambiato di molto la natura del ddl che, nonostante alcune critiche dell’ Aula, riscuote consensi dalle Associazioni delle vittime della strada titolate proprio a Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni.

CARCERE – Per il ddl, che prevede, tra l’altro, il carcere fino a 18 anni per i “pirati” stradali e la revoca della patente dai 5 ai 30 anni, il governo ha deciso ieri di mettere la fiducia, benché si tratti di un testo di iniziativa parlamentare, non solo per evitare i voti segreti che avrebbero potuto “peggiorare ulteriormente il provvedimento”, ma anche per fare in modo che l’impegno preso da Renzi di farlo diventare legge entro l’anno venisse rispettato.

POLITICI – Il “si” del Senato al ddl, che prevede anche il prelievo coattivo di campioni biologici e l’arresto in flagranza obbligatorio in caso di omicidio e quello facoltativo in caso di lesioni gravi e gravissime, viene accolto con entusiasmo dal ministro per i Trasporti Riccardo Nencini: “Siamo all’ultimo miglio. Il voto di oggi è un ulteriore passo avanti verso l’approvazione della legge che introduce il reato di omicidio stradale. Stiamo facendo un ottimo lavoro, ci abbiamo creduto”. E raccoglie consensi anche dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri (“si porrà fine all’impunità dei pirati della strada attraverso il rigore e la certezza della pena”) e dal alcuni magistrati tra cui Luigi Ciampoli, ex procuratore generale di Roma ed esperto della materia (“Finalmente, ora speriamo che il provvedimento diventi presto legge”).

PENE – Nel maxiemendamento, che risolve ad esempio la disparità di trattamento che si era creata alla Camera tra l’omicida italiano e quello straniero, si confermano dai 2 ai 7 anni di carcere per chi provochi per colpa la morte di qualcuno in violazione delle norme stradali; dagli 8 ai 12 se è in stato di ebbrezza, sotto effetto di stupefacenti o in evidente violazione del codice della strada (es. chi supera del doppio i limiti di velocità o passa con il semaforo rosso). Pene più severe per chi non ha la patente o l’assicurazione. Ridotte fino alla metà, invece, se c’è una condotta colposa della vittima. Carcere fino a 18 anni se le vittime sono più d’una. E se l’omicida si dà alla fuga, la pena sale da un terzo a due terzi e non sarà inferiore ai 5 anni; 7 anni invece per lesioni gravissime.

ASSOCIAZIONI – “Le modifiche al testo approvato il 28 ottobre scorso alla Camera sono state modeste ma tecnicamente giustificabili. Ora però auspichiamo una calendarizzazione della discussione della legge per la seconda volta ancora alla Camera in tempi brevi, brevissimi. Non si faccia passare l’idea di un atteggiamento dilatorio del Parlamento”. Lo sostiene l’Asaps, associazione degli amici e sostenitori della polizia stradale, in una nota firmata insieme alle associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni. “La fiducia posta del Governo – scrivono le associazioni – ci conferma la chiara volontà dell’esecutivo, ma ora i margini di manovra sono finiti. La legge, dopo 4 anni dalla prima proposta delle associazioni Lorenzo Guarnieri, Asaps e Gabriele Borgogni, deve essere approvata velocemente perché la strada sia più sicura e certamente più giusta”.

Da prefetto di Firenze firmai la proposta – on line – avanzata dalla famiglia e dagli amici di Lorenzo Guarnieri, aggiungendo la mia sottoscrizione a quella dell’allora sindaco Matteo Renzi. Come auspicano le Associazioni, alle quali mi unisco, il tempo dell’attesa è finito. Dopo quattro anni è ora di dare il via libera definitivo al provvedimento, abbreviando al massimo i tempi ancora necessari per il quarto passaggio alla Camera.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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